Nel 2021 diventava presidente della Stiria Elke Kahr.
Nel 2024 il candidato comunista alla poltrona di sindaco di Salisburgo Kay-Michael Dankl non era riuscito nell’impresa. Vinse il socialista Bernhard Auinger al ballottaggio con un netto 63,1%. ma con il 36,9% il candidato comunista diventava vicesindaco. (In Austria vige la legge proporzionale).
Un confronto a sinistra, senza infingimenti o furberie ma che giova alla democrazia e fa leva sulla partecipazione e che si traduce, di conseguenza anche in buone pratiche di governo. La Stiria inoltre con 1.300mila abitanti e i suoi 16.399 km² è il secondo Land austriaco per estensione e per importanza e peso politico della Repubblica Federale Austriaca. Ed è da anni sempre in fase di evoluzione e di sviluppo, anche in conseguenza dello spostamento dal settore manifatturiero a quello dei servizi, con le inevitabili ricadute per le regioni industriali dell’Alta Stiria, che negli ultimi anni hanno subito un costante calo della popolazione. Ed in presenza di fenomeni nuovi, non sempre positivi ma ormai globalizzati come l’ overtourism, ed i BnB abbondano.
Ma Steyr ist anders, la Stiria è un’altra cosa, e già vent’anni fa il suo capoluogo Graz sulla Mur, il cui parlamento Regionale ha sede nel palazzo costruito nel 1557 da Domenico d’Allio, con il Zeughaus (Arsenale) eretto da un’ altro italiano, Antonio Solari nel 1644, con “L’ Assunzione” del Tintoretto nella chiesa del Santo Sangue ivi portata da Pietro de Pomis, che visse e morì a Graz nel 1633 venendo inumato nel sacro edificio che aveva costruito per la Città, eccelleva non solo per l’ Arte e la cultura, ma anche per il livello di alta qualità della vita e dell’ accoglienza non solo turistica).
Da allora lo sviluppo della città capoluogo della Stiria non ha conosciuto soste, il binomio industria – cultura si rivelò strategico per la crescita civile e il welfare, storicamente definito come “austrokeynesismo”) registrava il più alto tasso di crescita economica dell’Austria (3,8%), il vecchio modello consociativo del binomio SPO e PPO (Partito Popolare Austriaco) era inadeguato, il centrosinistra conservatore inoltre era d’ostacolo allo sviluppo di una dialettica politica.
Nel 2017 il programma del KPO si pronunciava per la realizzazione di un socialismo democratico ed una società di democrazia avanzata senza classi sociali I giovani poi seppero fare la differenza. Il cambio di passo si registrò con le elezioni nel Salisburghese: Kay Michael Dankl ne è l’ esempio, fu candidato nelle elezioni del consiglio comunale di Salisburgo del 10 marzo 2019, quando il Partito Comunista Austriaco (KPÖ) mancò di poco l’ingresso in parlamento per soli 50 voti, poi fu candidato sindaco per il KPÖ nelle elezioni politiche del 2023.
Nel voto amministrativo per l’elezione del sindaco di Graz del 26 settembre 2021 il KPÖ si affermava come primo partito con il 28,9%, risultato che portò all’elezione della capolista Elke Kahr a sindaca della città. Riconfermata in questi giorni.
La questione centrale del suo programma politico era l’edilizia abitativa a prezzi accessibili. Su questo tema il KPÖ fece un balzo in avanti alle elezioni politiche, dallo 0,4 all’11,7% entrando nel parlamento regionale di Salisburgo (per la prima volta dal 1949!)
A Salisburgo, in soli cinque anni, il partito comunista era passato da 2000 a 14. 000 voti, un successo che si spiega essenzialmente con tre ragioni. Una campagna elettorale molto pratica e poco “ideologica” combattuta soprattutto sul tema casa: alloggi a prezzi accessibili, pianificazione, acquisto di terreni, limitazione degli affitti turistici e politiche di sostegno concrete alla fasce più deboli della popolazione. Il programma sociale del KPO ha quindi determinato il buon esito del voto in Stiria e noi non possiamo che plaudire al coraggio ed alla coerenza dei comunisti austriaci, che non hanno dimenticato lo spirito di Friedrich Adler. Una contrapposizione vera, infine, e non ideologica, quella tra socialisti e comunisti che data dai tempi del “buon governo” popolare della Vienna Rossa, con i padri fondatori della Repubblica Austriaca contro il conservatorismo cattolico e reazionario.
La Stiria, insieme alla Bassa Austria, è l’ultimo stato federale austriaco a non prevedere l’elezione diretta del sindaco. ( Anche Vienna ne è sprovvista, ma in quanto stato federale, segue le proprie regole). E veniamo a Graz; il consiglio comunale di Graz è composto da 48 membri; per l’elezione è sufficiente la maggioranza semplice.
Lo statuto della città di Graz stabilisce chiaramente la procedura per l’elezione del sindaco. La seduta inaugurale, comprensiva dell’elezione del sindaco, dovrà svolgersi entro 60 giorni dalla data delle elezioni. Il Comune ha dichiarato che la data – il 27 agosto – è già stata comunicata. Il Partito Comunista Austriaco (KPÖ) e i Verdi insieme deterrebbero 25 seggi, un margine risicato di un solo seggio. La maggioranza sarebbe ancora più ampia se i socialdemocratici e il Partito Popolare formassero una coalizione; ma il Partito socialista austriaco anche con un ricambio al vertice ( con un’ altra donna, Doris Kampus) non sembra avere molte possibilità, né il peso contrattuale per farsi valere.
Salvo sorprese si darà continuità all’ esperienza rosso verde.
Sia Elke Kahr che la sua attuale vice, Judith Schwentner (dei Verdi), hanno già definito la loro valutazione del mandato durante la campagna elettorale come una “valutazione intermedia”. Pertanto, entrambe intendono continuare – insieme- avanti e a sinistra.
Marino Calcinari