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Non c’è niente da festeggiare

Pubblichiamo la lettera aperta alla Festa del cinema di Roma, firmata da transform!Italia insieme a decine di associazioni
Destinatari:
Alla Fondazione Cinema per Roma
Al Collegio dei Fondatori
Ai Soci Fondatori
Roma Capitale
Regione Lazio
Cinecittà S.p.A.
Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Roma
Fondazione Musica per Roma
“Non faremo proclami sulla situazione del mondo: per noi parlano i film che presentiamo, il pubblico è maturo e pronto a vedere tutto”, afferma la Fondazione Cinema per Roma, mentre ovunque il mondo si ferma e le piazze si riempiono per gridare basta non solo al genocidio del popolo palestinese da parte di Israele, ma anche alla complicità di diversi governi occidentali che lo rendono possibile.
Il processo di pace che ha appena avuto inizio ci impone ora più che mai di non abbassare la nostra soglia di attenzione, come è troppo spesso accaduto. Vigiliamo affinché questa pace non sia solamente un colpo di spugna per cancellare i crimini contro l’umanità commessi da Israele, ma che riporti il mondo al rispetto del diritto internazionale e soprattutto a giustizia, restituzione, libertà e autodeterminazione per il popolo palestinese.
Il cinema non è arte per l’arte: è responsabilità, è voce, è resistenza, è sguardo sulla realtà. Le istituzioni preposte allo sviluppo culturale, al potenziamento della libera espressione cinematografica e alla protezione del lavoro di settore in ogni sua forma sembrano aver abdicato al loro ruolo. Gli interventi (o l’assenza di tali) da parte del governo italiano per controllare e manipolare la nostra cultura hanno compresso sempre di più spazi di azione e libertà di espressione, mentre la nostra stessa sussistenza di lavoratorə del cinema è sempre più precaria – rendendoci più espostә e mettendo così a rischio anche il nostro diritto di esprimere dissenso e di protestare.
Ma come artistə e lavoratorə di cinema, il nostro operato è inscritto comunque in un tempo politico a cui dobbiamo rendere conto. E questo tempo richiede oggi gesti concreti e posizioni nette. Il gesto più concreto e urgente oggi è porre fine alla complicità con le istituzioni israeliane. Questo lo pretendiamo da tutte le istituzioni: a partire dal governo italiano fino alla Festa del Cinema di Roma.
Moltə cineastə palestinesi hanno invitato l’industria cinematografica internazionale a rigettare il silenzio, il razzismo e la disumanizzazione, e a fare “tutto ciò che è umanamente possibile” per porre fine alla complicità nella loro oppressione. Oltre 5000 lavoratorə del cinema di tutto il mondo hanno risposto a questo appello aderendo al pledge di Film Workers for Palestine, impegnandosi a non collaborare con istituzioni israeliane implicate direttamente o indirettamente nel genocidio del popolo palestinese. Perfino moltə cineastə israelianə sostengono il boicottaggio perché ne capiscono l’urgenza in questi tragici anni.
Qualunque festival ha il dovere di ascoltare queste voci senza riserve. Alla Festa del Cinema di Roma questo non può esaurirsi nella programmazione di tre film sulla Palestina, specie quando è annunciata anche la presenza profondamente problematica di un film come KEN (YES) di Nadav Lapid che, nonostante nel contenuto sia molto critico verso l’attuale società israeliana, per il semplice fatto di essere stato prodotto con la partecipazione dell’Israeli Film Fund e del Ministero della Cultura israeliano, fornisce un alibi e normalizza l’operato del suo governo.
Chiediamo allora a tutta la filiera del cinema italiano, Festa del Cinema di Roma compresa, di prendere posizione e condannare fermamente il genocidio e l’occupazione a Gaza e in Cisgiordania, promuovendo il boicottaggio dei film prodotti e sostenuti dalle istituzioni israeliane, e astenendosi dall’invitare autorə, registə, produttorə e istituzioni che non si dissocino dall’apartheid e dalle politiche criminali del governo israeliano finché questi non cesseranno e Israele non comincerà a rispettare il diritto internazionale.
Alla Festa del Cinema di Roma inoltre chiediamo:
  • che i simboli della Palestina abbiano libero accesso nei luoghi della Festa;
  • che il tappeto rosso sia spazio di visibilità per la causa palestinese e non solo passerella per le star;
  • che prima di ogni proiezione venga espressa solidarietà al popolo palestinese con la lettura di testimonianze da Gaza, da Gerusalemme Est e dalla Cisgiordania;
  • che all’interno del festival siano concessi spazi adeguati per parlare di boicottaggio culturale e per presentare la campagna di Venice4Palestine “Zero Complicity” rivolta all’industria del cinema italiano;
  • che durante la cerimonia d’apertura e qualsiasi altro momento della Festa sia dato spazio ad artistә palestinesi che possano portare la loro testimonianza. Ascoltare le voci del popolo palestinese è necessario ed urgente, ora più che mai.
Che i luoghi della cultura tornino a essere focolai di riflessione e di resistenza, spazio di espressione di quell’umanità che in queste ore si ritrova nelle piazze, nei mari e nelle coscienze di milioni di persone. E che l’arte illumini ciò che altri vogliono oscurare.
AIC (Autori Italiani Cinematografia)
AITR (Associazione Italiana Tecnici di Ripresa)
ANONIMA IMPRESA SOCIALE
ANPI ROMA (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)
APAI (Associazione del Personale di Produzione dell’Audiovisivo Italiano)
APCI (Associazione Pittori Cinematografici Italiani)
ARCI ROMA
ARTICOLO 21
ARTISTS FOR GAZA
ARTISTS FOR PALESTINE ITALIA
lunedì 13 ottobre 2025 Pagina 2 di 3
ASSOPACE PALESTINA
BDS ITALIA
BDS ROMA
CACAO (Comparto Audiovisivo e Cinema Auto Organizzato Puglia)
CAIO COMUNITÀ PER LE AUTONOMIE
CASA DELLA SOLIDARIETÀ STEFANO RODOTÀ SAN LORENZO
CCS (Collettivo Chiaroscuro)
CFFC ROMA (Centro di Formazione Fotografica Contemporanea)
CINEMA METROPOLIS UMBERTIDE
CLAP (Camere del Lavoro Autonomo e Precario)
COLLETTIVO ARTISTICO STUDENTESCO PER LA PALESTINA
COLLETTIVO OCCHI SULLA PALESTINA
CSOA SPARTACO
DISABILITY PRIDE ITALIA
END GENOCIDE
FEDERAZIONE ITALIANA ARTISTI
GAYNET
GLOBAL MOVEMENT TO GAZA
INLIBERAUSCITA
LIBERƏ CITTADINƏ PER LA PALESTINA PRESIDIO MONTECITORIO
MOVIMENTO DEGLI STUDENTI PALESTINESI IN ITALIA
MOVIMENTO PER IL DIRITTO ALL’ABITARE
POSTMODERNISSIMO
PROCIDA PER UNA PALESTINA LIBERA
RETE CINEMA PIEMONTE
RETE DEI NUMERI PARI
RETE #NOBAVAGLIO
RETE TERRITORIALE CINECITTÀ BENE COMUNE
#SIAMOAITITOLIDICODA
STOP REARM EUROPE ROMA
TRANSFORM! ITALIA
VENICE FOR PALESTINE
VOCI PER LA PALESTINA
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