Nel tempo attuale, segnato da un ciclo climatico molto difficile, le condizioni dell’ambiente urbano hanno costretto anche i più distratti a chiedersi come intervenire nella gestione del verde per migliorare significativamente la vivibilità dei nostri quartieri. Al tema del verde urbano, diventato argomento quotidiano di discussione e di protesta, l’attuale amministrazione aveva riservato, al suo esordio, una sola paginetta, sulle 40 dedicate alle Linee programmatiche di governo della città.
Sette erano indicati come obiettivi principali da perseguire. Sette appaiono, a consuntivo, i fallimenti registrati:
1. Mancato potenziamento del Servizio Giardini, il personale dedicato è addirittura calato;
2. Incompleto e scoordinato decentramento amministrativo delle aree verdi;
3. Scarso miglioramento della programmazione operativa, gli appalti unici per il verde verticale e orizzontale non hanno dato l’esito sperato, perché alla cura non si provvede con la sola esternalizzazione dei servizi, abbandonando conoscenza, controllo e confronto con i cittadini;
4. Assente riordino e coordinamento tra i Dipartimenti che tutt’ora agiscono come monadi nella gestione del verde;
5. Forestazione urbana PNRR ridimensionata per l’infausto attecchimento degli impianti e l’inadeguata difesa e cura delle alberature già esistenti (pini);
6. Assai parziale incidenza sul patrimonio unico delle ville storiche, con finanziamenti tardivi e scarsamente dedicati al verde;
7. Fallimentare dialogo con i cittadini che, esclusi sistematicamente da una partecipazione informata alle scelte ambientali e gestionali (Consulta del Verde), hanno dimezzato il loro contributo nella cura e manutenzione degli spazi verdi pubblici attraverso adozioni e patti di collaborazione.
Non una parola era dedicata alla disponibilità di un aggiornato e rigoroso Regolamento del Verde e del Paesaggio urbano di cui finalmente Roma Capitale poteva giovarsi. Infatti, approvato dall’Assemblea Capitolina il 12 marzo 2021, il Regolamento rimane tuttora ignorato e disapplicato in molte sue parti.
Non una parola era dedicata all’urgenza di un vasto programma di nuovi impianti arborei urbani lungo strade e in aree verdi dopo i difficili anni trascorsi (Mafia Capitale). Si rincorre adesso, tardivamente, questo obiettivo che richiede tempi lunghi d’attuazione e finanziamenti non occasionali. Lo si camuffa con dati e annunci continuamente diversi, confusi, inattendibili fidando nella distrazione, nella confusione e nella credulità dei cittadini.
Ciò non di meno, è convinzione e necessità comune quella di pensare al cambiamento, di proporre e di pretendere un cambio radicale di passo, di persone e di modalità d’azione. Molti obiettivi possono restare gli stessi, sebbene le modalità con cui perseguirli dovranno decisamente cambiare. Qui, di seguito, le 5 proposte per il cambiamento del Coordinamento per il Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano di Roma Capitale.
Giorgio Osti *
* Giorgio Osti è il portavoce del Coordinamento per il Regolamento del Verde e del Paesaggio
Urbano di Roma Capitale.
Manifesto per la Rinascita Ambientale di Roma

3 Commenti. Nuovo commento
Giorgio assolutamente d’accordo.
Tanto e’ che gia’ all’indomani dell’ultima Consulta ho cercato di contattarti.
A mio avviso il fallimento delle politiche sul Verde( qui al X° la situazione e’ drammaticamente surreale) deriva da una reciproca complicita’:
1) le Istituzioni cercano le Associazioni solo quando fa loro comodo, senza capire il loro valore non creando una collaborazione strutturale
2) Molte Associazioni(troppo occultamento o palesemente partitiche) usano ormai il Verde solo come strumento di battaglia politica/partitica.
Risultato? Disastro
Sperando di incontrarci e battagliare ancora
La collaborazione volontaria dei cittadini ad esempio per innaffiare o pulire , è possibile solo se vengono messi loro a disposizione glu strumenti necessari come appunto prese di acqua. Il decentramento è deleterio a questo scopo.
La collaborazione delle associazioni e dei cittadini con l’Amministrazione pubblica, particolarmente per la cura e la gestione del verde, è largamente trattata nel Regolamento del Verde e del Paesaggio urbano di Roma Capitale (https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/DAC_n._17_2021_Regol_Verde.pdf) negli artt. da 8 a 14. Può assumere diverse forme e richiedere l’assistenza più o meno prossima della mano pubblica. L’ideale, e la promessa iniziale di questa amministrazione, era la “vicinanza” ai cittadini, cioè la prossimità specialmente garantita dal decentramento delle funzioni svolte dal Servizio Giardini in ambito municipale (art. 5). Ciò è avvenuto solo in minima parte. Tutt’ora gli uffici municipali che hanno la responsabilità del verde sono del tutto inadeguati ai compiti che sono loro affidati per mancanza di personale, di strutture e di finanziamenti. Il contributo dei cittadini nella cura, nella vigilanza e nel decoro degli spazi verdi pubblici, nonché del patrimonio verde (arboreo e non solo), è fondamentale per contenere i costi della gestione, ma non viene adeguatamente assistito. Una sua promozione soltanto verbale non produce risultati tangibili.