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Lettere dall’orlo del Mondo

di Giorgio
Bona

 Lettere dall’orlo del mondo è un libro di Barbara Garlaschelli uscito nella collana SideKar dell’editore Arkadia, un libro intenso in forma di carteggio, che rappresenta un inno all’amore, quello tra un uomo e una donna travolti da una cocente passione.

Ed È l’amore, quello con la A maiuscola che ci accompagna in queste pagine, un amore arcaico, dove soltanto la poesia più intensa e profonda può entrare.

Lui e lei. Y e J. Attraverso un intenso scambio di lettere piene di riflessioni profonde, quelle che toccano dentro, quel sentimento raro che rappresenta un dono della vita, lei si allontana, fugge, mentre lui aspetta impaziente il suo ritorno

La bellezza di queste lettere non ha tempo. Non sono riportate date, perché l’amore vero non ha scadenze, va oltre il tempo, è l’immortalità.

Grandissima sensibilità di Barbara Garlaschelli che ci porta in questo paesaggio dell’anima dove amore, rancore, paura e dolore accompagnano la vita dei protagonisti.

Una narrazione in forma di lettera, degna delle narrazioni di  Virginia Woolf e Elias Canetti, dove la parola ha un peso e un significato profondo, è la voce dello scrittore che presta ai suoi personaggi.

Tutto l’universo è racchiuso in questo microcosmo, parole essenziali che a volte bastano, altre volte no, perché il sentimento che li lega è un sentimento forte che rompe le barriere del reale e si trova in un sogno. O in un incubo.

La storia è sorretta soltanto dalla parola, un romanzo epistolare legato dal filo comune di tante descrizioni: lui nei paesaggi marini che vede, una costa , spiagge e golfi, luoghi di infinita bellezza, la cerca attraverso la voce delle sensazioni che questi paesaggi trasmettono. Lei si sposta senza seguire una meta per scappare da un dolore sconosciuto. Lui conosce il dolore provocato dalla lontananza di lei.

Difficile che uno salvi l’altro. Difficile che uno affondi l’altro. Ma la lontananza lascia una speranza ed è la sola salvezza possibile.

Le meravigliose parole che compongono questo mosaico trasmettono sensualità e voluttà, sono in grado di descrivere il confronto di due anime profonde e caparbie, che superano il magma delle vicissitudini esistenziali.

Confrontarsi da lettore significa entrare in punta di piedi, bussando e chiedendo permesso, in un piccolo museo privato, circondato da un alone di riservatezza, ma che riserva una storia potente e ipnotica in cui ombre e luci restano unite, si tengono la mano, in un perfetto equilibrio.

In questo microcosmo si nascondono per pudore e si rivelano per amore i veri sentimenti perché non c’è un punto di equilibrio vero. Questa è la vita e l’amore è un sentimento che non ha razionalità. E la vera bellezza sta nella sua irrazionalità, quasi una sorta di follia che alla fine porta a essere felici, finchè quei sentimenti, in un modo o in un altro, vengono tenuti vivi.

Avere davanti l’amore nella sua vera espressione è come trovarsi davanti l’immensità del mare. Qualcosa di indescrivibile. Come ascoltare una frase più volte per cercare di capirla e forse non l’hai capita fino in fondo. La bellezza resta soltanto negli occhi di chi lo riconosce. E Barbara Garlaschelli lo sa e lo sa scrivere.

Ma c’è un altro risvolto. Il dolore. Il dolore sta nella follia. E la bellezza è anche follia. Ecco che i sentimenti si toccano dove follia e bellezza si abbeverano alla stessa fonte.

La paranoia, la mania, la rabbia, sanno trasformarsi in un discorso umano. Come nel paranoico per eccellenza (ogni riferimento a Celine non è casuale) le parole non sono mai casuali, ma dette con sublime passione, violenza, in una dolorosa e al tempo stesso felice condizione, sorgiva e terminale.

È una lingua in bilico tra oralità e letterarietà, continuamente scossa e innalzata da lirismo ai confini dell’impossibile. Ci porta dentro un turbinio di sentimenti che stanno per esplodere. E quando esplodono trovano le loro vittime con gli occhi arrossati e il magone. Sì, un libro che ci fa riflettere sul valore di un sentimento trascurato: la sincera e vera realtà dell’anima non ha barriere davanti alla cruda realtà.

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