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L’antifascismo non è un cane morto

di Roberto
Musacchio

Ho vissuto, come tanti altri, questi decenni che hanno messo a dura prova la mia mappa sensoriale dello “stare al Mondo”. Come un’intera generazione non avevo preso una via comoda, perché tale non era l’essere comunista antistalinista. E uso questo termine avendo in mente ciò che in cui mi ritrovo di più e cioè il bellissimo “Il sarto di Ulm” di Lucio Magri. Questo libro per me rappresenta la cosa più onesta e politica che sia stata scritta sul nostro ‘900. Dico “nostro” per dire di chi ha cercato di non buttare il bambino con l’acqua sporca. Il bambino era quella Storia fatta dai dominati che per la prima volta si materializzava non come singoli fatti ma come tendenza quasi prevalente. L’acqua era sì sporca di “piscio e merda” dI quel bambino ma, soprattutto, ancora di quelli di un capitalismo lungi dall’essere purificato. Essere antistalinista non poteva mai, per me, negare l’Ottobre, ma anche Stalingrado e la lotta al nazifascismo, il movimento operaio mondiale creatore di una fase nuova di democrazia e civiltà. Cose un tempo più “scontate”. Forse Magri sapeva che non sarebbe stato più così, e il suo lasciarci per esaurimento di forze, mi rende quel libro ancora più prezioso e la Resistenza e la Rifondazione ancora più urgenti.
Troppo revisionismo ha riportato i dominanti a imporre la loro lotta di classe rovesciata e le loro guerre fatte coi corpi dei dominati. Quello che avevamo gridato al sorgere del movimento operaio, “guerra alla guerra”, divenuto fondamento del mai più guerre del diritto internazionale, è stato stravolto. Vuole essere cancellato. Dai dominanti, con chi dovrebbe opporsi che sembra aver perso la bussola e fatica a mantenere quelle fondamentali, la Pace e il NO al fascismo. Non è facile. Troppe brutte cose sono avvenute per corresponsabilità evidenti tra chi dovrebbe essere su fronti opposti. Revisionismo sociale, storico, del diritto. Manca un Mondo che mostri l’esistenza di alternative sociali e non solo spartizione del dominio. Il Socialismo Reale è stato sì mangiato dal Reale ma era nato con e per il Socialismo. Non per il multipolarismo del capitalismo finanziario globalizzato. Il Welfare era una straordinaria rottura di paradigma. E i nuovi movimenti, femminismo e ambientalismo per primi, si intersezionavano con l’anticapitalismo. E così quelli anticolonialisti e antirazzisti. Tutto oggi è più difficile. Appunto, le bussole servono. La guerra, mondiale a pezzi, è tornata a dominare. Serve la Pace. È va chiesta, imposta a tutti, da Trump alla Nato, da Von Der Leyen a Putin. E il fascismo sta tornando. Certo, per responsabilità di chi ha sostenuto questa deriva della Storia. Ma il suo orrore è assoluto. Proprio perché si vorrebbe confonderlo con altro, col comunismo ad esempio, chi è comunista deve a versarlo come i liberali non hanno mai saputo fare. Ma come deve essere avversato e cioè facendo di tutto per isolarlo e reciderlo. Certo l’imperialismo USA è di lunga durata ma Trump è oltre. Come oltre è Netanyahu. Certo l’Europa Reale è il nuovo imperialismo delle vecchie borghesie del vecchio continente ma Meloni in Italia, Vox in Spagna, Le Pen in Francia, Afd in Germania sono oltre. Tutte e quattro potrebbero governare la UE, tutte insieme. Era la profezia, drammatica di Enrico Berlinguer per una Europa che volesse farsi potenza, non compresa dagli europeisti reali. Era la possibile conseguenza di Maastricht, come spiegava Magri motivando alla Camera il no del Prc. Ma ora che ci siamo non possiamo dire “l’avevamo detto”. Non ci assolve. E non essere riusciti a fermarlo ci chiama in causa. Ma per agire con più determinazione e non per esodare dalla Storia.
P. S. anche nelle recenti tragedie di Taranto e Modena abbiamo visto a che punto arrivi il nuovo razzismo. Ma anche che molto resiste e non tutto è proprio uguale.

Roberto Musacchio

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