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L’altra agenda di Move Up

di Roberto
Musacchio

Riprendiamo questo articolo pubblicato su sinistra sindacale con il titolo Sanità pubblica e universale: l’altra agenda di Move Up – 

 

Cosa altro serve per capire che i “dominanti” non hanno soluzioni per le grandi crisi globali, dalla pandemia, al clima, ai disastri delle guerre? Che si muovono nell’ambito ristretto concesso dagli interessi dei “predatori”, la finanza, le multinazionali? E come è possibile che godano di una così totale impunità? E non è l’ora che i popoli si riapproprino della conoscenza e della possibilità di decidere?

Ho brevemente riassunto gli incipit che ispirano “Move up”, la coalizione internazionale promossa dall’Agorà degli abitanti della terra e da Transform con la partecipazione di molti movimenti, intellettuali, esponenti del Partito della sinistra europea e del gruppo parlamentare europeo the Left.

Animatore fondamentale Riccardo Petrella, storico intellettuale fondatore tra l’altro del Contratto mondiale dell’acqua, e animatore di battaglie come quelle per “abolire la povertà” combattendo gli accaparratori di ricchezze, per abolire l’indipendenza della Bce e ora per una agorà degli abitanti della terra.

Il network di Move Up si è messo in campo in occasione del G20 in corso in Italia. Se il titolo pomposo dell’evento intergovernativo è “People, Planet and Prosperity”, con tanto di uomo vetruviano a simbolo, Move Up, visto che di prosperità per popoli e pianeta non se ne vede, ha scelto come slogan “No profit on people and planet” e come battaglia simbolo quella per togliere i brevetti sui vaccini. Battaglia portata avanti dalla coalizione europea “No profit on pandemic” con l’Iniziativa dei cittadini europei, “Right to cure”, che sta raccogliendo un milione di firme per avere una direttiva europea e che in Italia ha visto crearsi un comitato molto largo, con movimenti e sindacati, che ha già raccolto 55mila firme.

Che l’Unione europea debba cambiare strada lo si è visto anche al G20 dei ministri della sanità svolto a Roma il 5-6 settembre scorsi. E concluso in sintesi con “chiacchiere e brevetti”. Infatti gli impegni a garantire a tutti i vaccini non prevedono la sospensione dei brevetti ma ipotetiche donazioni che in realtà neanche si concretizzano molto.

È veramente impressionante che, mentre il Parlamento europeo certifica che si sta producendo il 40% di ciò che sarebbe possibile perché chi potrebbe produrre è impossibilitato a farlo proprio dai brevetti, mentre l’Africa è ancora sotto il 2% di vaccinati e molte altre parti del Mondo stanno molto indietro e così si incubano varianti, mentre le multinazionali hanno aumentato già del 30% i prezzi e già si preannunciano nuovi rincari, il G20 si concluda con un niente di fatto, e la Ue continui ad ostacolare la rimozione dei brevetti che anche gli Usa di Biden invece sostengono.

Move Up si è mobilitata il 5 e 6 settembre con un presidio in piazza con la partecipazione, tra gli altri, di Medicina democratica e del Forum salute, e con un’assemblea internazionale on line anche con gli eurodeputati della Sinistra Aubry e Botenga. Nei mesi scorsi si era mossa in occasione del “Global Healt summit”, anche allora con manifestazioni di piazza insieme a molti altri e webinar internazionale e con mobilitazioni di molti soggetti nelle città che ospitavano G20 tematici come a Venezia, con la Società della Cura, a Messina, a Matera, a Napoli.

Nel corso del mese di settembre Move Up svolgerà due webinar internazionali per mettere a punto l’altra agenda, cioè la piattaforma alternativa su cui intende lavorare nel proseguo. Che verrà presentata a fine ottobre, quando a Roma ci sarà il clou del G20 con i capi di Stato e di governo. In quella occasione Move Up organizza anche un evento di artisti mentre partecipa alla manifestazione nazionale proposta lo scorso luglio in occasione dell’anniversario del G8 di Genova.

Ma cosa è l’altra agenda? L’idea è di costruire le condizioni per far cortocircuitare l’intreccio fra dominanti e predatori che produce disastri e impunità. Come? Intervenendo sul punto chiave del sequestro e della mercificazione della conoscenza che nelle loro mani è diventata una sorta di “arma di distruzione di massa”. Dunque, pubblico e democrazia. Via i brevetti, basta dominio di finanza e multinazionali, economia pubblica e solidale, democrazia mondiale. Una strada ambiziosa, difficile ma ormai indispensabile.

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