La Sinistra, in Europa

di Roberto Musacchio –

La Sinistra, con la scritta che poggia sui loghi del Partito della Sinistra Europea e del Gue: sarà questo il simbolo che in Italia rappresenterà l’alternativa a liberismo e populismo.
Sono stati in migliaia a votare e a sceglierlo tra quelli proposti al termine di un percorso in cui le forze che fanno parte del Partito della Sinistra Europea, e cioè PRC, SI, l’Altra Europa con Tsipras, Partito del Sud, Convergenza socialista e transform-italia!, hanno avanzato una proposta messa a disposizione di quanti si sentono parte di un terzo spazio.
Uno spazio ricco di contenuti, lotte, valori. L’antirazzismo e l’antifascismo. Il pacifismo e l’ecologismo. L’eguaglianza e il femminismo. Contro liberismo e austerità e per il lavoro, il reddito, il pubblico e i beni comuni.

Uno spazio intersezionale, per dirla col linguaggio femminista.

Uno spazio che coglie come l’Europa sia il crocevia della politica dell’oggi, il terreno su cui gioca la partita del modello di società.
Una partita sociale e politica. L’aggressione al modello sociale europeo è un punto focale della globalizzazione liberista. La destrutturazione dei sistemi politici una conseguenza inevitabile con il formarsi di due prevalenti. Quello delle forze vocate alla gestione della globalizzazione stessa e quello del campo populista impegnate in un duello che però non esclude, anzi, convergenze.
Una di queste è l’escludere la sinistra e dunque una possibilità di vera alternativa. Su questo l’impegno è costante e di lunga durata.

Ancora in questi giorni ad esempio si va dispiegando l’offensiva di Macron per fare in Europa quello che ha fatto in Francia. E anche per tirarsi fuori dai suoi guai francesi. La prima mossa è stata la lettera ai cittadini europei di qualche giorno fa in cui ha definito i contorni della sua proposta politica e programmatica. Andare oltre il crinale tra destra e sinistra, o tra socialismo e liberalismo, mettendo al centro quello europeisti nazionalisti. Sbarramento all’estrema destra. Ma intanto si assumono come temi quello della sicurezza, delle frontiere, di nuove regole commerciali. Poi si mette il salario minimo europeo, un poco più di budget europeo e l’ambiente. Intanto si è fatto l’accordo di Aquisgrana con la Germania che ha prodotto un mini parlamento franco tedesco. D’altronde Macron guarda molto all’intergovernativismo e a ereditare la vecchia governance fondata su popolari e socialisti. Infatti ha bocciato le liste transnazionali preferendo muoversi dalla Francia. I pilastri liberisti dei trattati europei non si toccano e così le norme della austerità e la Bce. Poi si muove per costruire la sua presenza al Parlamento Europeo. Il gruppo liberale non gli basta e allora Macron avanza una proposta di alleanza ai socialisti. Parte da quelli spagnoli a cui propone una alleanza con Ciudadanos che con tutta evidenza pensa valida anche per il governo spagnolo. Infatti dice a Ciudadanos che non va l’alleanza con la destra di Vox. Ma chiaramente non vuole neanche quella tra Sanchez e Unidos Podemos. In Italia c’è già pronto il PD di Zingaretti e Calenda con mezzo simbolo che dialoga con Macron. Dopo il socialismo liberale di Blair si torna in quella direzione ma stavolta con i liberali che puntano a spiantare i socialisti già in crisi. Obbiettivo che rimane è contrastare una vera risposta di sinistra e puntellare il sistema. Per questo le forze del Gue e di Sinistra europea sono fondamentali di fronte a questo nuovo giro di valzer. Ma anche Corbyn dovrebbe battere un colpo.

Sta di fatto che tutto dice che c’è bisogno di sinistra. Contrastare i populisti con un fronte che, come quello di Macron, si sposta ancora più a destra non è proprio una buona idea.
Il liberismo e il populismo producono una spirale che può essere spezzata solo con una alternativa ad entrambi.
Per altro in Italia questa alternativa la si vede sempre più spesso nelle piazze che si riempiono ora per le manifestazioni antirazziste, ora per quelle femministe, ora per il clima e contro le grandi opere, ora grazie al sindacato.

Serve un’alternativa politica e quel simbolo, la Sinistra, può cominciare ad offrirla.

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