L' "Italia populista", i dazi di Trump e la Spagna dopo Rajoy: immagine de la morte nera

L’ “Italia populista”, i dazi di Trump e la Spagna dopo Rajoy

di Roberto
Musacchio

Di Roberto Musacchio

Quando gli eventi si allineano, come i pianeti, vuol dire che qualcosa avviene nell’universo. In poche ore nell’universo della UE si sono allineati tre grandi fatti. La nascita del primo governo “populista” in un Paese fondatore della moderna integrazione europea. L’arrivo dei dazi di Trump contro la UE. La caduta di Rajoy, architrave dell’eterno post-franchismo spagnolo.

Come facevano gli aruspici un tale allineamento induce a presagi. Il presagio è che la luna della globalizzazione è entrata nel suo lato oscuro. Non che abbia mai brillato. Ma ora la luce si è fatta nera. La “globalizzazione nazionalistica”, un ossimoro ma reale, appare come una sorta di “morte nera”, la mega astronave dell’Imperatore di “Guerre stellari”. Forse non è un caso che il futuro lontano che immaginava la grande saga era iper tecnologico e medievale insieme. E colpisce che il bel film TV di Niccolò Ammaniti, il Miracolo, immagina una madonnina che piange sangue mentre l’Italia è impegnata in un referendum sull’uscita dall’euro.

Il Medioevo era la cifra per capire l’edificazione della UE che proponeva più di un decennio fa Giuliano Amato. L’edificazione di un Impero di mezzo tra gli altri. E a me pare di vederlo. Con il suo Imperatore, i suoi feudatari, i suoi barbari, i suoi combattenti comunardi, i suoi amanuensi, le sue ricerche di reliquie e miracoli Un imperatore che è poi in realtà un “non vivente”, un ologramma come nei film. In questo caso una moneta, l’euro, resa ologramma dalla transustazione finanziaria del denaro. Un sacerdote, un “Dark Fender” a difenderlo con la sua spada laser e che ha le sembianze di Mario Draghi. Con il suo Tempio, la Sacra Banca Stato.

E poi i feudatari, a partire da Merkel che gestisce la “Terra Grande”. E poi via via il novello Napoleone terzo, Macron, il “terribile” Orban e tutti gli altri.

Ora capita che uno dei grandi feudi venga occupato dai barbari. L’occupazione sembra per alcuni momenti sanguinosa. Poi il “Guardiano” che pareva voler resistere o morire apre il Portone e consegna le chiavi: una copia. E tra i barbari che si assiepano nei salotti si ritrovano anche non pochi sacerdoti della religione unica, quella della “lotta di classe rovesciata”, frequentatori dei templi.

E capita che in un altro grande feudo, la Spagna, cada il guardiano di un post-franchismo assai poco post.

Ma cosa è successo in questi due feudi grandi? Qui usciamo di metafora. A rigor di manuali i due blocchi sociali che si sono ritrovati nei due vincitori delle elezioni italiane, Cinquestelle e Lega, sono diversi, potenzialmente confliggenti. L’uno è il Nord tedesco ma astioso con l’Europa tedesca. L’altro il Sud astioso con la casta che non garantisce più. L’uno aspira alla Flat tax, l’altro al reddito di cittadinanza. Certo, punti di contatto ci sono. Ad esempio la piccola imprenditoria che guarda ad entrambi.

Ma il famoso “contratto” mostra in realtà l’assemblaggio che consegue al sapere di essere cose diverse. Da cui la sua scarsa “credibilità” che ha fatto pensare a molti che in realtà non volessero governare realmente. Invece questo governo lo hanno voluto fortemente. Entrambi. La Lega che “governista” lo è stata sin dalla, lontana nascita. E i Cinquestelle che volevano non tanto aprire la scatoletta di tonno ma prendere il Palazzo.

Perché? Come? Perché entrambe sono forze contro il sistema politico ma non contro quello sociale. E entrambe pensano di poter rappresentare la nuova dimensione nazionale nella globalizzazione nazionalistica. Ciò che non si legherà dal basso lo faremo dall’alto, anche a forza, immagino hanno pensato. E poi regoleremo anche i conti tra noi.

Fondamentale è per chi ragiona così che una vera alternativa, una alternativa sociale, sia fuorigioco. E mai era accaduto infatti che ciò che si è chiamato sinistra fosse del tutto fuori gioco. La sinistra è l’ancien regime, l’élite, l’establishment. E infatti questo è stata per trenta anni. Sacerdoti del primo lato della luna. Eurofagi. E nella crisi così si sono presentati ancora come vecchi nobili che corressero alla ghigliottina sperando invece di recitare nel Gattopardo.

Ma siccome nell’universo non c’è una sola Morte Nera, il profilarsi minaccioso della mega astronave condotta da Trump fa pensare che l’astronave Italia sarà condotta a farsi comunque flotta col vecchio pilota automatico che meglio sa delle tempeste galattiche.

Non c’è libertà in questo universo oscuro se non avendo coraggio. Il coraggio della ribellione. Il coraggio dei comuni e dei comunardi. Il coraggio degli amanuensi.

Di nuovo, fuor di metafora, la vecchia sinistra è morta, ma la sua ombra può ancora perdere chi la segue. Se la luna è nera occorre tornare a cercare il sole.

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