editoriali

Insieme

di Roberto
Morea

Contro i re e le loro guerre, con questo semplice appello abbiamo raccolto le adesioni per un percorso di mobilitazione che ci vedrà insieme i prossimi mesi. Una convergenza tra soggetti e culture differenti, di pratiche di temi e interessi, diversi. Lo abbiamo detto per le giornate di Bologna e continuiamo a pensarlo guardando allo scenario che abbiamo di fronte e che sembra peggiorare di ora in ora.

Dalla Palestina continuano ad arrivare notizie di orrore e sopraffazione, dagli Stati Uniti la strategia del terrore messa in moto contro i migranti è arrivata anche in Europa con le nuove misure messe in campo dall’Unione Europea, fino alle marce per la reimmigrazione nostrane.

In tutto questo la solo via di uscita è quella di unire ogni forza e ogni persona che abbia in mente un’idea diversa di stare al mondo. Un modo che non sia quella della legge del più forte, della distruzione dell’ambiente per il profitto di pochi e nemmeno dei tanti, in cui il genocidio è possibile se lo fa qualcuno e intollerabile se lo fa qualcun altro.

Insomma, una uscita a sinistra, che riprende un filo ininterrotto che ci unisce con chi ha visto il mondo andare in fiamme e ha saputo fermare la devastazione europea.

Per questo la convergenza che abbiamo costruita è una cosa preziosa e necessaria, per rendere ogni singola esperienza, lotta, istanza parte di un progetto che costruisce il futuro di un’alternativa . Consapevoli che nessuno è sufficiente a sé stesso, che anche le tante cose che siamo non bastano ancora per cambiare davvero il senso di marcia di un mondo in cui non c’è più posto per la solidarietà.

Serve ancora costruire un percorso che includa chi ancora non c’è. Molte e molti non sono ancora con noi e aspettano prima di dare la loro disponibilità e certo la strategia della tensione messa in atto dal governo contro chi protesta, anche in modo scomposto e certe volte controproducente, non ci aiuta. La prossima legge contro la democrazia che chiamano sicurezza, potrebbe essere in vigore proprio in prossimità della data della manifestazione nazionale che abbiamo lanciato a Bologna, e vedremo come prenderà forma questa strategia di far diventare ogni forma di opposizione una illegalità e un attacco alla Patria. Non sarà facile e le giornate di Genova ci hanno insegnato quanto siano capaci di fare, e a Genova saremo per guardare anche da lì il cammino fatto in questi 25 anni e sopratutto quello da fare.  Per questo è ancor più necessario in questi giorni, in questo cammino che porterà al 28 marzo, fare in modo che ogni mobilitazione si senta come parte di questo percorso, dalle mobilitazioni della scuola a quelle femministe passando per il referendum sulla Giustizia e la difesa della costituzione.

Singoli aspetti di una stessa visione di un futuro possibile che ci vedrà in piazza il 28 marzo in connessione con la dimensione globale, con la manifestazione di Londra e di quelle negli USA, ma che va oltre quella data. Già il giorno dopo saremo a fianco della Flotilla in partenza per una nuova missione verso la Palestina, perché non dimentichiamo che quella che chiamano pace è una spartizione sulle spalle di chi ha subito uno sterminio.

Lo faremo il 2 giugno per festeggiare la nostra Repubblica che è nata proprio cacciando un Re e la sua guerra!

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