articoli

Illegittima difesa nel Fondo Europeo

di Tommaso
Chiti

Un altro mondo è possibile!”, anzi oggi è addirittura urgente.
Eppure sono ormai quasi trascorsi 20 anni dal Social Forum di Genova in opposizione al G8, ma la capacità camaleontica del capitalismo di indirizzare i processi politici sembrerebbe disarmante, se non passasse proprio dal riarmo, che anche l’Unione Europea sta rilanciando.

Se l’aumento dei fondi dei paesi europei alla NATO non sembra essere rientrato nelle conclusioni del recente vertice a Bruxelles con il neo-presidente statunitense, Biden; diverso è l’orientamento sul tema della ‘difesa comune’ che, proprio dalla competizione con gli USA – ancor più lontani dopo l’isolazionismo di Trump-, dalla fine di aprile ha contato sul consenso della larga ‘coalizione Ursula‘ nel Parlamento Europeo, per varare il Fondo Europeo della Difesa.

I Trattati Europei precludono espressamente all’art.41 del TUE la destinazione di fondi per armamenti, eppure la Commissione ha trovato secondo molti critici della Sinistra Europea una scappatoia per aggirare questo impedimento.
Difatti, con il nuovo fondo inserito fra i capitoli del bilancio pluriennale UE 2021-2027 vengono allogati circa 8mld.€ a questa spesa, oltre a 15mld. € legati a programmi aerospaziali e di difesa ed ancora 1,7mld. € per la “mobilità militare”.
Risorse considerevoli che senz’altro avrebbero trovato allocazione migliore per lo sviluppo dei sistemi sanitari o di protezione sociale alla luce delle crisi in corso.

L’eurodeputato della Sinistra Europea, Marc Botenga, ha denunciato la “militarizzazione del bilancio comunitario di cui beneficeranno le multinazionali belliche”.

Per questo motivo gli eurodeputati tedeschi della LINKE hanno deciso proprio in questi giorni di sottoporre la controversia alla Corte Federale di Giustizia in Germania, non solo per la violazione ai dettami dei Trattati UE, ma anche – secondo l’eurodeputata Ozlem Demirel – “alla costruzione della pace e contro la militarizzazione degli stati europei”.

Quella che viene presentata come un’iniziativa di politica industriale a sostegno della competitività sembra in realtà essere un sussidio alle corporazioni delle armi, paventando l’implementazione di progetti controversi, come il Sistema Aereo di Combattimento Remoto ed il programma ‘Eurodrone‘.

A preoccupare anche la mancanza di trasparenza e di controllo del Parlamento Europeo su questi programmi.

A fronte di ben altre minacce imminenti come la pandemia o la crisi climatica, la risposta delle istituzioni UE è quella di investire in maggiori armamenti, forse a pensar male, per sparare ai virus o bombardare incendi e terremoti; o forse, ancora peggio, per conquistare e difendere giacimenti di risorse naturali sempre più scarse, insieme a quelle infrastrutture strategiche in grado di trasportarle.

Le diseguaglianze crescenti concentrano benessere e potere in mano a pochi e spingono gruppi di interesse e politici in sintonia con quelle lobby ad armarsi ulteriormente per mantenere una certa superiorità.

La breccia di una simile deriva militarista è stata aperta con l’incremento del programma FRONTEX, al centro di varie segnalazioni di ONG per violazioni lungo le rotte di migranti dei diritti umani, inscritti nella Carta Europea dei Diritti Fondamentali, come avvenuto nel campo profughi di Lesbo, o con i respingimenti in quello ed altri scenari di approdo.

Tuttora molti ricorsi alla commissione LIBE sono stati bloccati dai veti incrociati di liberali e popolari, così come la convocazione del Gruppo di Lavoro sul Monitoraggio di Frontex presso il Parlamento.

Perciò associazioni di esperti legali come Front-Lex, Progress Lawyers Network e Greek Helsinki Monitor hanno deciso per il ricorso alla Corte Europea di Giustizia.

Se la tutela della salute pubblica ha doverosamente compromesso anche alcune libertà individuali e sociali, a fronte di simili progetti e dell’esborso di fondi comuni per foraggiare ulteriore distruzione o arricchimento, sembra evidente la tendenza dell’UE di avvantaggiare gli interessi di pochi, a scapito dello sviluppo pacifico e dei diritti umani.


Fonti:

https://www.guengl.eu/huge-win-for-eu-arms-lobby-amidst-social-emergency/

https://www.guengl.eu/issues/publications/legal-issues-relating-to-the-establishment-of-a-european-defence-fund/

https://www.front-lex.eu/it/press-release-3/

Conflitto mediorientale
Russia. Violazione Diritti Umani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Menu