dibattito 2027

Il voto delle Regionali e la sinistra-sinistra

di Guido
Liguori

Non è andato molto bene alle liste di sinistra-sinistra (comunque le si voglia intendere) nelle ultime regionali di domenica e lunedì, nonostante l’arretramento dei 5s. I motivi, al di là della fenomenologia e delle diversificazioni locali, mi paiono molteplici: (a) il terreno imposto dalle leggi elettorali, di cui spesso ci si ostina a non tenere conto; (b) la linea politica ostinatamente unitaria e antifascista di Elly Schlein, che toglie terreno sotto i piedi; (c) la frammentazione persistente e con comportamenti diversificati, non unitari, di queste forze alla sinistra del Pd: divisioni non comprese ma avvertite con fastidio dall’elettorato (cosa che i dirigenti e militanti delle stesse non avvertono, non capiscono e che non tengono in debito conto); (d) la scarsa presenza organizzata sul territorio nei lunghi intervalli non elettorali, con l’illusione che i social siano ormai “la realtà”. Come conseguenza di tutto questo, il non voto cresce paurosamente, anche perché non si ha fiducia che le forze di sinistra-sinistra (settarie, marginali, rissose, extraparlamentari) possano difendere davvero gli interessi che dovrebbero difendere, possano cacciare il fascistume dal governo, possano insomma almeno contribuire a costruire una alternativa, insieme alle forze maggiori, incalzandole senza indebolirle di fronte alla destra, con un atteggiamento di unità/distinzione che dovrebbe essere alla base del “fare politica”. I grandi temi del prossimo futuro? La crisi del potere d’acquisto di stipendi e salari collegato alla maledetta guerra in Europa e al riarmo. La questione economica in epoca di crisi diventa fondamentale come non mai.

Guido Liguori

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