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Il Benin proibisce il Forum Sociale Mondiale

di Antonio
Bruno

E’ la prima volta dal primo Porto Alegre 2001, che un Forum Sociale Mondiale alla preparazione del quale molte associazioni e movimenti stavano lavorando da oltre un anno, viene proibito dal governo della nazione ospitante (il Benin).
Eppure è successo: il governo autocratico filo occidentale non ha autorizzato il corteo di apertura del 4 agosto e lo svolgimento del forum nell’università di Abomey-Calavi.
Nello stesso tempo le carovane di militanti venivano accompagnate alla frontiera e parecchie decine di militanti vedevano rifiutato l’ingresso nel paese e rimpatriati.
Per fortuna, meglio per alcune peraltro timide reazioni internazionali, ma ancor di più per le prese di posizione dei capi tradizionali, il governo ha autorizzato il forum che si è ridotto di fatto dal 6 all’8 agosto.
E’ presto per giudicare i risultati di questo forum mondiale.
Certo ha visto la preponderanza di partecipazione dell’Africa Occidentale e di alcuni soggetti statuali o meno come l’Algeria e i Sahrawi (ultimo residuo coloniale esplicito seppure ad opera di una altro paese africano, l’occidentalissimo Marocco).
Le presenze più significative sono state quelle legate alla Via campesina e alla Convergenza delle Carovane dell’Africa occidentale in merito a sovranità alimentare, lotta alla accaparramento della terra da parte delle grandi multinazionali e al cambiamento climatico.
Le carovane hanno celebrato i dieci anni di una lotta nonviolenta (più attuata nei fatti che celebrata a livello ideologico) trovando l’alleanza con i capi tradizionali, i cosiddetti Re presenti alle cerimonie finali.
Il Benin, infatti, ha formalizzato il riconoscimento dei capi tradizionali attraverso una nuova legge adottata nel marzo 2025, che istituzionalizza il loro ruolo nella costruzione di un paese moderno. di 16 regni, 80 capi superiori e 10 capi tradizionali, basandosi su criteri di base territoriale, tipo di potere esercitato e organizzazione sociale gerarchica, con riferimento al periodo precoloniale (fissato al 1894 per il sud e 1897 per il nord)
Fa un po’ effetto assistere a un appuntamento clou dell’area anti capitalista del pianeta coì differente dalle coalizioni di sindacati, movimenti sociali antagonisti delle precedenti edizioni, eppure qui sta la resilienza novità e l’inculturazione della lotta per un Altro Mondo E’ Possibile in una realtà così differente dal mondo occidentale.
Mondo Occidentale che è stato il grande assente anche per riguarda i movimenti sociali. In particolare l’Italia dove spiccavano “solamente” Fabio Alberti di Un Ponte Per che ha attivato un seminario sulla decolonizzazione, Paola De Meo attivissima nel contrasto al colonialissimo Piano Mattei del Governo Meloni, il filmaker Antonio Pacor dal quale aspettiamo il “solito” puntuale reportage e Vittorio Agnoletto, unica voce che ha tentato di informare l’Italia attraverso articoli e interventi a radio Popolare.
Ci lasciamo dietro l’incontro con un mondo a noi alieno, ma non per questo meno importante nella lotta alla disumanizzazione. E’ uno stimolo ad essere meno superficiali, meno incentrati sulle nostre realtà epiù fiduciosi che un Mondo Differente sia davvero nelle Possibilità nostre del Pianeta
Antonio Bruno

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