Pubblichiamo in anteprima sulla uscita di mercoledì il video dell’incontro che abbiamo svolto con Monica Di Sisto, Pasqualina Napoletano, Franco Russo, Roberto Musacchio, la nostra redazione e coordinato da Roberto Morea. Dopo i recenti incontri, informale del Consiglio Europeo in Belgio e della tradizionale Conferenza di Monaco sulla sicurezza, abbiamo fatto il punto. Il titolo, Asse Roma Berlino per il 28esimo regime, dove va la UE? Al centro in particolare la novità che vogliamo capire bene noi stessi, diffondere e fare oggetto di mobilitazione, e cioè il 28esimo regime. Cosa è? Ricordate la direttiva Bolkestein, quella per “liberare” il mercato interno dei servizi e che in realtà rappresentava un attacco frontale alle norme e agli strumenti sindacali di tutela del lavoro e dell’ambiente inventandosi concetti come quello del Paese d’origine (una autorizzazione data in un Paese a coperture deboli valida ovunque)? Divenne famigerata, popolarizzata con il famoso concetto dell’idraulico polacco e fu oggetto di grandissime lotte e manifestazioni sindacali e popolari. Ecco, il 28esimo regime, che poi è un regime speciale oltre quello dei 27 ma anche di quelli attuali della UE a 27, riprende quella strada. Sulla scorta dei rapporti di Draghi e Letta, sulla spinta di Berlino e Roma, con Von Der Leyen certamente a soffiare, in nome della cosiddetta competitività e con l’urgenza della militarizzazione, ci si inventa un regime autorizzativo per le imprese “veloce e semplificato”. Cioè assai rischioso per i diritti del lavoro, come già teme la Ces, Confederazione Europea dei Sindacati, e dell’ambiente. Ma in generale delle regole democratiche. Anche di quelle comunitarie che lo sono già molto poco. L’architettura funzionalistica e intergovernativa della UE fa un altro passo nell’essere sempre meno democratica nelle decisioni, sempre più al servizio delle imprese ma anche del riarmo e delle velleità di potenza. Il tutto per altro è molto ingarbugliato e non semplice per i non addetti ai lavori. Si incrocia con le varie “idee” sul campo per “fare più Europa”. Tipo fare regolamenti (immediatamente operativi e non da recepire in Parlamento, invece che le direttive). Decidere a maggioranza in Consiglio e magari fare doppie velocità con cooperazioni rafforzate. Che con le destre sempre più insediate al governo è una idea ancora più insensata. Sovrapporre presidente del Consiglio e di Commissione. Fare il federalismo come potenza e non come democrazua. Insomma mentre qualcuno parla di Stati Uniti d’Europa scimmiottando gli USA in un momento in cui quel Presidenzialismo mostra tutta la sua pericolosità, ma ha comunque una Costituzione e un Federalismo istituzionale, qui si viaggia verso “Le imprese e le Nazioni Unite d’Europa”.
Il 28° regime come la Bolkestein
di Roberto
Musacchio
Non tutto è facile da seguire e da capire. Ma bisogna fare come fanno le borghesie e cioè seguire gli interessi che per loro sono privati e per noi sociali. Capiamo e organizziamoci perché “loro” usano il Potere e vanno di corsa. Infatti vogliono discuterne formalmente già a marzo. Buon ascolto.