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I mostri della sicurezza

di Pietro
Soldini

Secondo voi c’entra qualcosa la teoria della “deterrenza” con l’aumento della violenza giovanile?
C’entra qualcosa la strategia del riarmo, la narrazione di un nemico che ci vuole annientare, dal quale bisogna difendersi con la forza?
C’entra qualcosa la scelta del motto della Roma imperiale “se vuoi la pace prepara la guerra”?
C’entra qualcosa la configurazione di un diritto alla autodifesa di sé, della famiglia e della proprietà attraverso l’uso delle armi?
Sono tutte affermazioni del governo Meloni e dei suoi ministri, che si sono sostanziate in atti e provvedimenti legislativi.
Forse se chiedessimo a quei giovani studenti che vanno a scuola con il coltello per quale ragione lo fanno, ad occhio credo che  risponderebbero che lo fanno per difendersi, per avere più autorità e rispetto, per avere più “sicurezza”, perché con una lama in tasca si sentono più sicuri.
C’entra eccome.
Prima s’innegia all’ uso delle armi e della forza e poi ci si allarma se questa filosofia penetra nella società e condiziona i comportamenti dei cittadini, soprattutto dei giovani che sono più suggestionabili, proprio per la loro condizione di insicurezza esistenziale.
Tu, Governo, invochi l’uso delle armi e della forza, per poi usare l’allarme della violenza, per invocare sicurezza e confezionare provvedimenti repressivi che si rivolgono ad un bersaglio diverso, contro chi protesta, contro quelli che tu chiami, con disprezzo, “poveri comunisti”, vorresti far credere che si tratti delle stesse persone, protagoniste e responsabili della violenza, ma non è così, i “poveri comunisti” protestano in piazza contro le ingiustizie, altri si accoltellano per futili motivi, non sono le stesse persone,  non sono accomunate dalla stessa violenza. Quindi sbagli analisi, narrazione ed obiettivo e anche gli strumenti repressivi che metti in campo, le stesse “forze dell’ordine” che vorresti scudare per renderle più libere di usare la forza e la prepotenza, avrebbero, al contrario, bisogno di altre risorse in dotazione, strumenti di maggiore conoscenza e professionalità nelle lingue, nella mediazione culturale, nell’intervento di sostegno psico-sociale, di un’ altra formazione professionale, invece sono equipaggiati ed addestrati solo per l’antisommossa. Evochi la delinquenza che rende insicura la stazione di Milano, ma la stazione di Milano rimane in balia di se stessa e sguarnita di forze dell’ ordine, che vengono, invece, mobilitate in massa contro i centri sociali e le manifestazioni.
Giustifichi l’ operato dell’ ICE che uccide civili inermi a sangue freddo e lo accrediti come servizio si sicurezza alle Olimpiadi di Milano e mandi un segnale d’ impunità alle forze dell’ordine che possono sparare ed uccidere dilatando il diritto alla difesa.
Il tuo obiettivo, non è la sicurezza, ma la repressione politica, che svela la natura autoritaria e fascista di questo governo.

Pietro Soldini

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1 Commento. Nuovo commento

  • Forte e chiaro.
    Sottoscrivo, anche se vivo in Svizzera, in Ticino. Nel Cantone della “Lugano bella” alla quale un tempo gli anarchici dicevano addio e che oggi apre al diritto di manifestare ai fascisti del “Fronte nazionale elvetico”: il 21 febbraio sfileranno infatti per le sue strade pro Patria e pro remigrazione. Vannacci fa scuola anche da noi!

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