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I conti dell’Operazione Epic Fury

di Federico
Giusti

Il rapporto dell’Ispettore Generale del Ministero della guerra sull’Operazione Epic Fury1  smonta pezzo dopo pezzo le facili narrazioni trumpiane sulle guerre intraprese negli ultimi mesi, non siamo davanti a iniziative che hanno fatto crescere le simpatie nel mondo verso gli Stati Uniti, non hanno rafforzato la loro leadership, non sono state a costo zero e tutto da dimostrare che abbiano recato vantaggi al paese.
Gli Usa hanno speso 33,4 miliardi di dollari per l’Operazione Epic Fury in soli quattro mesi.
L’Ufficio dell’Ispettore Generale del Dipartimento della Difesa ha pubblicato il rapporto sopra menzionato quantificando le perdite che poi riguardano sistemi di arma, equipaggiamento e munizioni oltre alle spese vive , la propaganda repubblicana per mesi ha sminuito gli effetti di questa guerra contro l’Iran, a leggere i giornali abbiamo assistito a una passeggiata nel deserto omettendo invece danni alle basi e alle attrezzature militari americane con grandi “carenze strategiche nelle scorte e rivelato colli di bottiglia nella base industriale per il rifornimento di munizioni”.
Trump ha affermato che gli Stati Uniti possiedono “quantità praticamente illimitate di munizioni di media e alta qualità, molte più di quelle che potremmo mai utilizzare per questa o per qualsiasi altra guerra… Dichiarazioni affrettate se i vertici dell’esercito Usa hanno obbligato l’amministrazione Trump ha sottoscrivere nuovi accordi con le principali aziende produttrici di missili, munizioni, siluri, armi perfino leggere.
La idea dell’illimitato possesso di strumenti di guerra stride quindi con la realtà, non una parola è stata spesa sul raid in Venezuela che ha portato all’arresto di Maduro e a un colpo di stato silenzioso che ha permesso agli Usa di controllare le riserve di greggio di quel paese, ebbene il silenzio, la segretezza e la riservatezza che impedirebbero la diffusione di certe notizie sono il classico strumento per occultare un’altra faccia della guerra che mostrerebbe anche la debolezza e le contraddizioni del sistema militare industriale statunitense.
Non una parola viene spesa sui militari uccisi in combattimento, sui sistemi di arma perduti o catturati dal nemico, gli attacchi iraniani avrebbero invece danneggiato e distrutto centinaia di edifici e strutture nelle basi statunitensi in Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Iraq, Oman e Giordania come documenta ampiamente il rapporto.
Se le guerre ibride servono a limitare le libertà individuali e collettive, la autonomia e la libertà della stampa, il silenzio attorno alle operazioni militari Usa e Nato contribuisce alla narrazione di un occidente invincibile costretto alla guerra perchè costantemente minacciato.
Narrazioni di facile presa ma anche fragili a tal punto da essere smentite perfino nei documenti ufficiali. I danni riportati dagli Usa tra febbraio e giugno 2026 sono assai rilevanti senza poi dimenticare la  guerra economica intrapresa da Trump per isolare l’Iran colpendo tutti i paesi con cui ha relazioni.
La Marina statunitense aveva ad esempio minimizzato i danni alla base navale  in Bahrain, è stata proprio la conferenza stampa, mesi dopo, del Segretario della Marina ad interim Hung Cao ad ammettere la realtà ossia che l’esercito iraniano ha ” distrutto ” la base abbattendo anche aerei piccoli e grandi, con e senza pilota, di ultima generazione.
L’ambasciata statunitense a Kuwait City ha subito danni per 15 milioni di dollari; l’ambasciata  a Riyadh ha subito danni per un valore di 11,5 milioni di dollari.
Questo e molto altro troverete nel rapporto, per chi abbia voglia di leggerlo senza limitarsi alla lettura delle veline dell’esercito statunitense.
La disinformazione strategica porta solo acqua al multino della guerra, è compito nostro squarciare il velo dell’ipocrisia che avvolge il Riarmo soprattutto quando le argomentazioni riportate arrivano direttamente dagli Usa.

Federico Giusti

  1. https://media.defense.gov/2026/Sep/09/2003993626/-1/-1/1/OEF_Q3_JUN2026_FINAL_508%20SECURE.PDF.[]
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