perché la tragedia continua, il genocidio non si è fermato e, oltre all’IDF che continua le “operazioni” e al sabotaggio attivo e ignobile del governo israeliano, l’inverno, la fame e le malattie completano l’opera disumana, lucida, programmata, irremovibile. E Gaza non è finita perché le donne e gli uomini gazawiti sopravvivono e resistono tenacemente come parte del popolo palestinese. La Palestina con la sua lotta deve continuare a animare la nostra lotta perché i loro carnefici sono anche i nostri e la pace in questo nostro pezzo di mondo non può essere ridotta a un trampolino di privilegi e ingiustizie da cui esportare sfruttamento, guerra, genocidio.