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Ferma il riarmo, deponi i Re

di Roberto
Musacchio

Prima il NO alle urne, poi 300 mila in piazza. È stata una settimana importante, per l’Italia ma non solo. Cui seguono moltissime parole sul che fare e che no. Difficile sottrarsi. Eppure forse il modo giusto c’è: stare nel gorgo. Uso volutamente un’espressione che fu di Ingrao. La usò per motivare il suo sottrarsi alla scissione che diede vita a Rifondazione Comunista. Per rimanere in quello, il PDS, che a lui sembrava comunque il soggetto grande, appunto il gorgo. Natta, diversamente, si ritrasse e considerò chiusa la sua funzione di direzione politica. Poi con Ingrao si rimase insieme nei movimenti pacifisti e lui stesso ad un certo punto fu di Rifondazione. Purtroppo, il gorgo, inteso come il magma dove si fa la Storia, non vide più protagonista un grande soggetto dotato di identità e forza proprie. Il prodismo fu una melassa. Il Pd è un agglomerato. La stessa Rifondazione faticava non poco a darsi una dimensione storica. Anzi, la perse sempre più. Gorgo sono stati allora i grandi movimenti, ciclici. Contro la guerra. Contro l’austerity. Contro le destre. I social forum. La Grecia. Cose francamente meno profonde come i girotondi o improbabili come le sardine. Ora torna un grande, potenzialmente, movimento di massa. E naturalmente bisogna maneggiare con cura. Genova finì nel tritacarne del Prodi bis e dell’Europa Reale e delle multiformi fasi della globalizzazione. Legittima la prudenza. Francamente molto povero il dileggio per fini di mera testimonianza elettorale e bolso rivoluzionarismo. Resta il gorgo. A patto che sia reale. Cioè sia effettivamente il luogo della forza che agisce nella dimensione storica. In questo gorgo, tra Stoprearm e No Kings, tra Italia, Europa e Mondo è bene stare. E mettersi alla prova.
Qual è il bandolo della matassa? L’orrore della pena di morte etnica decisa da Israele, con macabre spille a cappio che celebrano le impiccagioni, dice che ormai siamo oltre. Oltre la barbarie come prospettiva futura. La barbarie è ora, è qui. L’evocazione dei Re non è regressione dalla comprensione del capitalismo e dell’imperialismo. È la comprensione che il Capitalismo ha rotto con la Democrazia, la Modernità, L’Habeas Corpus e non solo il Diritto, la riproduzione sociale e ambientale e surfa verso l’inferno. Far cadere i Re dall’onda, fermare l’onda stessa è assolutamente indispensabile. Dunque fermare la guerra e il riarmo per far cadere i Re. Costruire la Pace perché per farlo serve la giustizia.
Dopo la big week che abbiamo vissuto, in Italia, a Londra, negli USA, si va verso Bruxelles, il 14 giugno manifestazione. Contro il warfare. Che poi è la scelta che l’Europa reale sta facendo. E che si porta un altro giro di vite del mercatismo e del funzionalismo. Tutti i provvedimenti sono filo riarmo e filo imprese, come il 28esimo regime. Abbiamo vinto il referendum, si è detto, a ragione, perché la Costituzione ancora ci parla, anche ai giovani. E invece la UE si fa senza e contro il Costituzionalismo. È ora di cambiare punto di vista. Il funzionalismo e l’europeismo reale sono stati, come strumenti della globalizzazione capitalista, ostacolo ai movimenti, al cambiamento, alla politica. Si, poi c’è anche la Politica. Bisogna saperla fare. Sia che sei Lenin, e non se ne vedono, sia la cuoca che deve dirigere il comunismo. Ma la Politica si fa non a tavolino, ma nel conflitto. La nostra politica è il movimento reale che abbatte lo stato di cose presenti.

Roberto Musacchio

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