Emergenza economica del Covid 19: l’ordoliberalismo di Merkel, Rutte e Kurz genera neofascismi

di Andrea
DelMonaco

Come in “il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte” di Marx la storia rischia di ripetersi in farsa: lo spettro della Troika insito nel MES guadagnerà voti per Salvini e Meloni tra neo-disoccupati e piccoli imprenditori falliti, come le politiche deflattive di Bruning portarono al potere Hitler.

Secondo Marx[1] (che cita Hegel) i grandi fatti e i grandi personaggi si presentano due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa. Come il bonapartismo di Napoleone I si ripresentò in suo nipote Napoleone III, il fascismo di Mussolini potrebbe ripresentarsi in Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Se la UE risponderà all’emergenza economica prodotta dal Covid-19 solo con la risposta priva di risorse dell’ultimo Consiglio UE, Salvini e Meloni avranno il voto dei neo-disoccupati e dei piccoli imprenditori falliti. Come le politiche deflattive del cancelliere Bruning nel 1930-32 portarono al potere Hitler, così l’ordoliberalismo UE, in assenza di una forte sinistra italiana, può far vincere Salvini e Meloni. Perché? Perchè Angela Merkel, Mark Rutte e Sebastian Kurz hanno vinto nell’ultimo Consiglio Europeo. Il loro ordoliberalismo informa lo scarno comunicato stampa del 23 aprile del presidente Charles Michel[2], comunicato che verte su tre nodi: a) approvazione del pacchetto di 540 miliardi proposto nell’Eurogruppo del 9 aprile, pacchetto operativo entro il primo giugno; b) generico riferimento alla creazione di un fondo per la ripresa; c) assenza degli Euro-Bond. I 540 miliardi del suddetto pacchetto sarebbero così suddivisi: 200 miliardi dalla BEI, 100 miliardi dell’iniziativa SURE e 240 miliardi del MES. In realtà non ci sono 540 miliardi e non ci sono soldi freschi. Vediamo con attenzione il Comunicato Stampa dell’Eurogruppo del 9 aprile citato da Charles Michel il 23 aprile[3].

BEI: formalmente prestiti a PMI per 200 miliardi, sostanzialmente solo 12 miliardi freschi

I Ministri dell’Economia affermano: “Accogliamo con favore l’iniziativa del gruppo BEI di creare un fondo paneuropeo di garanzia di 25 miliardi di euro, che potrebbe sostenere 200 miliardi di euro di finanziamenti per le imprese che si concentrano sulle PMI, in tutta l’UE, anche attraverso le banche nazionali di promozione.”[4]. Concretamente ci sono solo 25 miliardi di garanzie. E queste garanzie dovrebbero indurre tutte le banche europee a prestare con tranquillità 200 miliardi alle piccole e medie imprese colpite dalla crisi. Per capire è preziosa la Nota del Senato italiano n.44/2 dal titolo “L’epidemia Covid e l’Unione Europea”[5] dove si evidenziano quattro interventi della BEI per sostenere le piccole e medie imprese. Analiticamente: 1) programmi specifici di garanzia alle banche, basati su quelli già esistenti e in grado di ottenere una rapida attuazione, che consentiranno lo smobilizzo fino a 20 miliardi di euro di finanziamenti per le imprese: attenzione si nomina lo smobilizzo fino a 20 miliardi ma non è chiaro quanti soldi freschi siano stanziati. 2) Accelerazione e cambiamento di destinazione di linee di credito alle banche che queste potranno veicolare specificamente alle imprese colpite dalla crisi. Il finanziamento della BEI ammonterà a 5 miliardi di euro e potrà consentire la mobilitazione di 10 miliardi per le imprese: qui i soldi freschi sono 5 miliardi. 3) Programmi dedicati di acquisto di titoli garantiti da attività (Asset backed securities, ABS), mediante risorse del Fondo europeo per gli investimenti strategici per 2 miliardi di euro, per consentire alle banche di trasferire il rischio sui portafogli di prestiti alle PMI e quindi mobilitare un sostegno aggiuntivo di 10 miliardi di euro: qui i soldi freschi sono solo 2 miliardi. 4) Misure per pagare infrastrutture, dispositivi ed attrezzature sanitarie attingendo ai 5 miliardi di riserva della BEI per progetti sanitari: qui ci sono 5 miliardi freschi. Quindi ricapitolando, i soldi freschi sono 12 miliardi (5+2+5).

SURE: formalmente 100 mld per cassa integrazione, freschi solo 25 miliardi di garanzie se Stati UE pagano

L’Eurogruppo del 9 aprile ha accolto la proposta della Commissione del 2 aprile n. COM(2020) 139 final di istituire uno “strumento temporaneo a sostegno degli Stati membri per proteggere l’occupazione nelle specifiche circostanze di emergenza della crisi del COVID-19”[6]. L’acronimo S.U.R.E. si scioglie in “Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency”. La cassa integrazione in Italia sarebbe pagata tramite “prestiti concessi a condizioni favorevoli dall’UE agli Stati membri per un importo complessivo fino a 100 miliardi di euro”[7]. La Commissione Europea sarebbe autorizzata a prendere a prestito fino ad un massimo di 100 miliardi di euro per conto dell’Unione tramite l’emissione di titoli sui mercati dei capitali o direttamente da istituzioni finanziarie. Il diavolo si annida nei dettagli! La proposta della Commissione del 2 aprile n. COM(2020) 139 è chiara: La “somma viene messa a disposizione solo dopo che tutti gli Stati membri hanno contribuito allo strumento”[8] per un importo di 25 miliardi di euro, da ripartire in base al prodotto nazionale lordo. Ma attenzione! SURE si attiverebbe solo dopo che gli Stati membri UE avessero versato la loro quota dei suddetti 25 miliardi come garanzia per un prestito da 100 miliardi.

No a debito con MES che può imporre ad Italia versamento fino a 111 miliardi e consegnarla alla Troika

Con il Meccanismo Europeo di Stabilità, i Ministri dell’Economia creano un sostegno basato sulla linea di credito precauzionale ECCL: “L’unico requisito per accedere alla linea di credito sarà che gli Stati membri dell’area dell’euro che richiedono il sostegno si impegnino a utilizzare questa linea di credito per sostenere il finanziamento nazionale dei costi legati all’assistenza sanitaria diretta e indiretta, alla cura e alla prevenzione a causa della crisi del COVID 19. Le disposizioni del trattato MES saranno rispettate. L’accesso concesso sarà pari al 2% del PIL dei rispettivi membri a fine 2019, come parametro di riferimento.”[9] L’Italia potrà avere un prestito fino a 36 miliardi, solo per l’assistenza sanitaria, non per l’emergenza economica. Quali sono le disposizioni del MES da rispettare secondo il trattato vigente[10]? Come evidenziato in tabella, il capitale sottoscritto totale è pari a 704,8 miliardi di euro, il capitale versato è pari a 80,5 miliardi[11]. In merito al capitale sottoscritto, l’Italia è il terzo contributore con 125,4 miliardi di euro (17,7%), dopo la Germania (190 miliardi) e la Francia (142 miliardi). In merito al capitale versato, l’Italia ha versato 14,3 miliardi di euro, la Germania 21,7 miliardi, la Francia 16,3 miliardi. Ecco il nodo: secondo l’articolo 8 del MES “L’obbligo di un membro del MES di contribuire al capitale autorizzato in conformità al presente trattato non decade allorquando detto membro divenga beneficiario oppure riceva assistenza finanziaria dal MES”[12]. Se l’Italia chiede un prestito al MES deve prima contribuire allo stesso MES. Secondo l’articolo 9 “Il consiglio dei governatori può richiedere il versamento in qualsiasi momento del capitale autorizzato non versato e fissare un congruo termine per il relativo pagamento da parte dei membri del MES.” Secondo l’art. 12: “Ove indispensabile per salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro nel suo complesso e dei suoi Stati membri, il MES può fornire a un proprio membro un sostegno alla stabilità, sulla base di condizioni rigorose commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto. Tali condizioni possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite.” Quindi la condizione minima per il MES è un programma di correzioni macroeconomiche, ovvero un Memorandum di tagli simile a quello imposto alla Grecia nel 2015. Ergo: 1) in qualunque momento il Consiglio dei Governatori del MES può chiedere all’Italia la differenza tra il capitale autorizzato, 125,4 miliardi, e quello versato, 14,3 miliardi, ovvero fino a 111 miliardi (125,4 -14,3= 111,1). 2) Dovremmo chiedere un prestito al MES per fronteggiare l’emergenza economica. 3) Nel contempo dovremmo contribuire al capitale del MES che ci presta i soldi. 4) E comunque dovremmo sottoscrivere un memorandum stile Grecia. Stessa sorte può accadere alla Spagna alla quale il Consiglio dei Governatori potrebbe chiedere 73,8 miliardi, la differenza tra il capitale versato e il capitale sottoscritto (83,3-9,5).

Merkel non vuole Eurobond perché finirebbe spread BTP-Bund e confida nelle condizionalità del MES

Merkel, Rutte e Kurtz si oppongono ad Euro-Bond ufficialmente perché non vogliono caricarsi parte del debito italiano attuale e futuro. La verità è un’altra. Purtroppo l’Euro non è il dollaro. Il dollaro è una moneta: nella sua area i tassi di interesse sono sostanzialmente omogenei. Al contrario l’Euro è un sistema di cambi fissi: 19 Stati detengono l’Euro, con 19 diversi tassi di interesse sul debito e spread diversi tra i 19 titoli di stato dei 19 paesi membri. Oggi abbiamo BTP, Bund (titoli di stato tedeschi e austriaci), Bonos (titoli di stato spagnoli) con rendimenti e tassi di interesse diversi. Alcuni Bund hanno rendimenti negativi, ovvero chi li compra non riceve interessi ma paga interessi per conservarli. In questo modo la Germania si finanzia a tassi nulli o addirittura negativi. Che significa? L’Italia (e la Spagna) paga interessi a chi compra il suo debito. Al contrario, con la stessa moneta, la Germania riceve interessi da chi compra il suo debito. Attenzione! Qualora la BCE emettesse Euro-Bond per il Corona Virus, ovvero obbligazioni europee garantite a tasso di interesse bassissimo se non nullo, anche l’Italia e la Spagna potrebbero finanziare il loro debito a tassi quasi nulli. Sarebbe l’inizio della fine dello spread BTP-Bund. Le imprese italiane o spagnole avrebbero prestiti in banca con tassi di interesse uguali agli interessi bassi che pagano le imprese tedesche o olandesi. Stessa sorte per i mutui per la casa. La Germania, l’Austria e l’Olanda perderebbero il privilegio esclusivo di finanziare il proprio debito a tassi zero. Per questa ragione si oppongono agli Euro Bond. E propongono il MES perché il Consiglio UE potrà sempre imporre condizionalità a maggioranza qualificata ex post. E l’Italia non potrà mettere il veto. Infatti secondo l’articolo 7 comma 5 del Regolamento UE n.472/2013[13] “La Commissione, d’intesa con la BCE e, se del caso, con l’FMI, esamina insieme allo Stato membro interessato le eventuali modifiche e gli aggiornamenti da apportare al programma di aggiustamento macroeconomico, al fine di tenere debitamente conto, tra l’altro, di ogni scostamento significativo tra le previsioni macroeconomiche e i dati effettivi, anche alla luce delle eventuali ripercussioni derivanti dal programma di aggiustamento macroeconomico, da ricadute negative e da shock macroeconomici e finanziari. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, decide in merito alle modifiche da apportare a tale programma”.

Tabella – Capitale sottoscritto, capitale versato e chiave di contribuzione degli Stati membri al MES

Fonte: elaborazione su dati MES

Andrea Del Monaco è esperto di Fondi UE ed è autore del volume Sud colonia tedesca, Ediesse, 2017.


[1] K. Marx. Le lotte di classe in Francia Editori Riuniti, Roma, 1974, p. 43.

[2] https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2020/04/23/conclusions-by-president-charles-michel-following-the-video-conference-with-members-of-the-european-council-on-23-april-2020/

[3] https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2020/04/09/report-on-the-comprehensive-economic-policy-response-to-the-covid-19-pandemic/pdf.

[4] Ivi, punto 15.

[5] http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01149284.pdf.

[6] https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2020/04/09/report-on-the-comprehensive-economic-policy-response-to-the-covid-19-pandemic/pdf punto 17.

[7] Ibid.

[8] https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2020/IT/COM-2020-139-F1-IT-MAIN-PART-1.PDF. In inglese https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/support_to_mitigate_unemployment_risks_in_an_emergency_sure_0.pdf.

[9] https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2020/04/09/report-on-the-comprehensive-economic-policy-response-to-the-covid-19-pandemic/pdf punto 16.

[10] https://www.esm.europa.eu/sites/default/files/20150203_-_esm_treaty_-_it.pdf. In inglese https://www.esm.europa.eu/sites/default/files/20150203_-_esm_treaty_-_en.pdf.

[11] http://documenti.camera.it/leg18/dossier/PDF/AT026.pdf.

[12] https://www.esm.europa.eu/sites/default/files/20150203_-_esm_treaty_-_it.pdf. In inglese https://www.esm.europa.eu/sites/default/files/20150203_-_esm_treaty_-_en.pdf.

[13] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/TXT/PDF/?uri=CELEX:32013R0472. In inglese https://eur-lex.europa.eu/legal-content/en/TXT/PDF/?uri=CELEX:32013R0472.

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