editoriali

Per la Costituzione

di Roberto
Morea

Ci sono molti che pensano che le prossime elezioni saranno a spese della costituzione, della tenuta della democrazia in Italia e che per fare fronte alla possibilità di fermare la destra occorre fare fronte comune e impedire che la destra sia maggioranza assoluta. Per questo saremo ancora una volta richiamati al voto utile, ma utile a chi, per fare cosa?

L’accordo tra Calenda e Letta dimostra anche al più cieco sostenitore della coalizione anti destra, che il vero scopo del PD è quello di perseguire politiche che niente hanno a che fare con una agenda che guarda e si ispira alla costituzione. Tutto ciò senza prendere in considerazione quello che il PD e le aree “centriste” hanno fin qui prodotto a sfregio della costituzione nata dalla resistenza a partire dalla modifica del Titolo 5° che il governo D’Alema ha introdotto una settimana prima dello scioglimento delle camere, passando al pareggio di bilancio dell’articolo 81,  fino ad arrivare all’accordo sulla autonomia differenziata che vede il presidente PD dell’Emilia Romagna Bonaccini seduto allo stesso tavolo con leghisti e sottoscritto dal governo Gentiloni.

Oggi l’accordo sottoscritto tra Letta e Calenda si pone in perfetta continuità non solo con l’agenda Draghi, ma con l’idea stessa che la nostra costituzione sia carta straccia. Lo fanno prima di tutto sul tema della guerra, nella adesione cieca e suicida nell’adesione al patto neo atlantico, che cancella anni di indipendenza politica dell’Europa, di un disegno di una Europa di pace e di welfare.

La sfida quindi non è fermare le destre leghiste e sovraniste, ma piuttosto quello di ricostruire un campo, parola ormai abusata ma ancora indispensabile, che riprenda la difesa della costituzione del ’48, quella senza gli sfregi inflitti, come riferimento e proposta politica. 

Lo abbiamo fatto contro il PD di Renzi a maggior ragione dobbiamo farlo ora contro il disegno della destra che dopo l’intenzione di dividere in 20 piccole repubbliche l’unità nazionale, cerca di mascherare la dissoluzione dello Stato nazionale con un presidenzialismo di facciata.

Ma dobbiamo farlo anche contro un PD che ha sostituito l’antifascismo con l’anti putinismo, che in nome della governabilità ha votato il taglio di democrazia e di partecipazione. 

La proposta che con Luigi de Magistris si sta avanzando parte da questi presupposti e si rivolge a tutte le forze politiche che condividono la necessità di dare rappresentanza proprio a quella costituzione. A partire dal primo dei suoi articoli, l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, quindi dare voce al mondo dei lavoratori e delle lavoratrici che in questi anni hanno visto drasticamente peggiorate le loro condizioni.

Per questo sarebbe opportuno che le fibrillazioni di Sinistra Italiana e Verdi si accompagnino ad una conseguente scelta di adesione al progetto di unione popolare, così come sarebbe auspicabile che il m5s di Conte aprisse una interlocuzione con questo percorso.

Un percorso che vede nella raccolta delle firme necessarie a presentare la lista un primo importante passaggio a cui invitiamo a partecipare. 

omicidi e silenzi
Decrescita, se non ora quando?

3 Commenti. Nuovo commento

  • Giuliana
    03/08/2022 17:17

    Per favore fateci sapere qualcosa su questo nuovo partito, Italia sovrana e popolare. Mi pare finalmente venga fuori qualcosa di vera sinistra, con un programma interessante. Per me la cosa più importante è far emergere gli astensionisti che arrivano ormai purtroppo al 40%. Grazie

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    • Cara Giuliana non so molto di Italia Sovrana e Popolare, per quello che mi riguarda il solo progetto di Sinistra capace di ricostruire una rappresentanza dei nostri valori si chiama Unione Popolare.

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  • Giuliana
    07/08/2022 10:43

    Non posso credere!!!!! Io voterò sempre con Marco Rizzo, uno dei pochi comunisti rimasti.

    Rispondi

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