“Intersezioni femministe”, dopo una breve pausa, riprende le pubblicazioni con la presentazione di un percorso originale, da poco iniziato ma potenzialmente ricco di futuro, che merita di essere conosciuto.
Un percorso che inizia, come scrivono Lucia Ehrlich e Fra Sampietro, con una grande assemblea a Bogotà, non a caso nella terra Abya Yala, letteralmente “terra in piena maturità”, il nome con cui i movimenti a sostegno dei Nativi Americani si riferiscono al continente americano.
Nell’assemblea viene denunciato come il capitalismo non sappia fare altro che devastare la vita, in ogni sua forma e, al contempo, si riconferma con determinazione la volontà di spezzare il cerchio perverso di patriarcato, colonialismo, autoritarismo, suprematismo bianco dentro il quale si perpetua “il genocidio in Palestina, Rojava, Congo e molti altri paesi, gli attacchi e i massacri ad Abya Yala e l’intervento imperialista ad Haiti, in Venezuela e a Cuba” come è scritto nella dichiarazione finale dell’assemblea.
Lucia Ehrlich e Fra Sampietro, l’una uruguaiana e l’altro italiano, stanno seguendo l’evoluzione del percorso e nel testo, che volentieri pubblichiamo e a cui potrebbe seguirne un altro, ne tratteggiano alcuni aspetti di fondo.
Buona lettura
Nicoletta Pirotta
Dal Kurdistan ad Abya Yala
Scriviamo quest’articolo senza essere né esperti, né giornalisti, né curdi.
Siamo un’uruguaiana e un italiano con vincoli militanti con il Movimento delle Donne Curde. Ultimamente abbiamo condiviso l’esperienza di collaborare con la creazione della “Red de Mujeres Tejiendo Futuro” (Rete di Donne che Tessono il Futuro).
Attraverso il nostro piccolo punto di vista, con sicuramente moltissimi punti ciechi, speriamo che questo breve articolo possa rappresentare per voi un primo approccio per capire ed accompagnare questo nuovo cammino del Movimento.
Con il desiderio di allontanarsi dal concetto e dalle azioni di solidarietà (caratteristiche dei vincoli creati tra il Kurdistan e l’Europa), il Movimento delle Donne del Kurdistan comincia la creazione di contatti nella terra di Abya Yala alla ricerca dell’inizio di un lavoro di collaborazione.
Avrebbero potuto iniziare da qualsiasi altra terra, la loro vocazione è quella di discutere il modello del Confederalismo Democratico e le loro esperienze, dappertutto.
Non con un’azione di indottrinamento dogmatico, ma capendo che il modello rivoluzionario di convivenza senza oppressione che funziona nella nazione più grande senza Stato che sia mai esistita, debba essere conosciuto e discusso.
L’obiettivo è che ogni territorio, in maniera autonoma si nutri come vuole di questa esperienza e delle teorie che ne derivano, in costante rimessa in discussione e trasformazione.
Iniziano da Abya Yala considerando che i popoli originari e le loro resistenze, i popoli schiavizzati e le loro resistenze, le comune, le diaspore e gli spazi autonomi presenti nel territorio, sono un substrato ricco per la creazione di una rete di organizzazione di altri mondi possibili.
Mondi che trasformano la mentalità dominante per andare verso la libertà, che mettono al centro il rispetto delle terre, che convivono in pace senza cercare di dominarsi e sfruttarsi tra loro.
L’incontro realizzato a Bogotà all’inizio del 2026 fu un primo passo per la costruzione di questo tessuto. Parteciparono più di 400 persone (donne e dissidenza). Attraverso dei laboratori si è lavorato su economia, salute, cultura, educazione, comunicazione e mezzi liberi, autodifesa del corpo- territorio, organizzazione del confederalismo democratico delle donne, e jineoloji e metodi di saggezza della libertà.
Nasce così la “Red de Mujeres que Tejen Futuro”.
C’è ancora molta strada da fare, però rimane installata la rete, il dialogo e un lavoro coordinato e quotidiano per avvicinarci sempre di più a costruire i mondi che sogniamo.
“Sarà un percorso di lungo respiro, tuttavia, abbiamo la convinzione che insieme e collegate, rafforzando il nostro pensiero, avvicinando le nostre pratiche, radicate nei nostri territori e organizzate, vinceremo! Jin Jiyan Azadi!” (Estratto dalla relazione dell’incontro nel Territorio Muishca, Bacatà Colombia, 15 febbraio 2026)
Lucia Ehrlich e Fra Sampietro sono componenti della casa editrice Mentirosa editorial.
Mentirosa Editorial è un’organizzazione autogestita nata a Montevideo, in Uruguay, nel febbraio 2024. Scrivono di loro “Vogliamo promuovere incontri tra testi che possano archiviare, ricordare e far riemergere resistenze, allontanarci dal fascismo e costruire altri mondi possibili. Vogliamo stringere legami di solidarietà che ci allontanino dalle logiche neoliberiste che avvelenano ogni cosa”.
