La bulimia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare (DCA) caratterizzato da cicli ripetuti di abbuffate compulsive (voracità patologica) seguite da metodi compensatori per evitare l’aumento di peso, come il vomito autoindotto, l’uso di lassativi, digiuni o intensa attività fisica.
Una cara amica, compagna militante che fa della riflessione maturata dalle esperienze il trampolino di lancio verso nuove proposte, anni fa, in un incontro sulle misure di contenimento carcerario e sulle proposte per renderle superabili anche attraverso il ridicolo, fissò l’attenzione di tutti sull’abitudine delle autorità, Ministero e Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, di sostituire, di fronte alle prime difficoltà, una legge precedente con una seguente, senza neanche avere dato tempo di mettere i provvedimenti alla prova. E’ necessario un periodo di attuazione, ci vogliono le linee guida, le determine, sono necessari aggiustamenti finanziari: ebbene no, nel giro di pochi mesi, senza neanche che sia stata fatto un monitoraggio sui risultati della legge, o siano sorte forti contestazioni, si supera la precedente anche solo se si sono introdotti nuovi soggetti da governare, come se non possano essere aggiunti e integrati.
Queste abbuffate non sono piacevoli scorpacciate fra amici, ma ricordano invece il cibo buttato giù con l’imbuto e poi espulso ficcandosi le dita in gola, con tutte le conseguenze nella costruzione di un sistema amministrativo e nella disaffezione dei complementi oggetto, detenuti, agenti, operatori e soprattutto, anche se appare di meno, cittadinanza.
Anche se questa abitudine è propria di alcuni sistemi legislativi, come è evidente dalla interpretazione corretta di quanto il governo italiano sta cercando di far digerire agli italiani con la separazione forzata delle carriere dei magistrati, non quella naturale che c’è già di fatto, con la costituzione di tre diversi ordini di magistratura, non più indipendenti fra di loro ma dipendenti dall’esecutivo, le abbuffate di provvedimenti sono finalizzate a illudere la popolazione di decidere e partecipare mentre, con un ennesimo 1984 di Orwell, la partecipazione si riduce continuamente.
E’ sufficiente annotare le percentuali di votanti.
Lo spauracchio della sicurezza viene agitato continuamente, ed invece di ribattere con forza che la sicurezza per la popolazione è la casa, il superamento della soglia di povertà e il raggiungimento del minimo di benessere per tutti, comprese sanità e istruzione scolastica, diritti individuali per donne, minori, abili e meno abili, lavoro vero e sicuro, grande parte dei partiti che dovrebbero difendere i meno privilegiati si fanno coinvolgere meno o più in questo falso obiettivo.
A Ferrara 500 abitanti vengono sfollati da un palazzone dove aveva preso fuoco un vano scala l’11 gennaio. Il grattacielo abitato perlopiù da persone a basso reddito e di origine migrante è nel GAD, zona vicino alla stazione dove la Lega ha fatto, vincendo, campagna elettorale. Marciapiedi che si interrompono all’improvviso, guide di mattoni che si intrecciano, con disorientamento dei pedoni ed in particolare dei disabili e delle carrozzine che portano i bambini piccoli. E ora per riprendere quanto lasciato negli appartamenti gli ex abitanti dovranno pagare 1,50 € per ogni minuto passato a recuperare le proprie cose. La quota dovrà servire a seguire i cittadini in ogni passo per evitare azioni sopra le righe. “Si è trattati come ladri a casa propria” dichiarano i cittadini sgomberati, vittime dello sgombero sociale.
Leggi, norme, impossibilità assoluta di comunicare con gli uffici. Come per tanti altri cittadini fuori da Ferrara ma in tutt’Italia, ogni volta che si deve ricorrere contro un tributo che non ci riusciamo a spiegare, dobbiamo chiedere aiuto per un elettrodomestico sotto garanzia ma, per motivi di sicurezza e autonomia delle imprese, dobbiamo di nuovo compilare moduli e sottostare a orari.
Tutto questo accumulo di leggi non messe in atto, di provvedimenti coercitivi, di proibizione di fatto di comunicare è o non è il preambolo, ormai da anni messo in atto, di soprusi nazionali e internazionali, quali l’attacco USA all’Iran di sabato 28 febbraio con centinaia di alunni uccisi mentre erano a scuola?
Sono visionarie le donne che sempre sabato erano in piazza contro l’inganno Bongiorno?
Sono visionari tutti coloro che non vogliono sentire parlare di scudo protettivo per i poliziotti e per i giornalisti embedded, ma vogliono la sicurezza di cui sopra per tutti e tutte?
Marcello Pesarini