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Berlino chiama, Madrid risponde

di Roberto
Musacchio

Puerta del Sol, a Madrid, è tornata a riempirsi di tende e di indignazione. Lo sfratto della 87enne Maricarmen è la scintilla che ha provocato questa fiammata che ricorda i tempi del movimento degli indignados.
Solo pochi giorni prima a Berlino, e in tutta la Germania, decine di migliaia di studenti sono scesi in sciopero contro la militarizzazione, le loro guerre e per il proprio futuro. Un movimento fortemente autonomo e spontaneo che respinge la chiamata alla leva fatta dal governo Merz con la carota di 2500 euro mensili ed il bastone del passaggio alla obbligatorietà se i volontari resteranno le poche centinaia che sono ad ora.
Manifestazioni sindacali ci sono state a Bruxelles e a Strasburgo contro il 28esimo regime, cioè la creazione di un Paese artificiale, il Paese delle imprese, EU. Inco il nome cifrato, che dà autorizzazioni “semplificate” ad imprese che chiedano un lasciapassare “europeo”. Naturalmente semplificare significa bypassare i soliti diritti che fanno perdere tempo.
In Germania manifestazioni anche sulla crisi industriale con un Paese che si aggrappa al riarmo per fronteggiare la recessione.
Il calendario europeo sarà intenso. Il 10 ottobre mobilitazione europea antisfratto. Il 20 novembre sciopero europeo degli studenti contro la militarizzazione . A cavallo di quella data le giornate contro il riarmo.
Insomma, l’altra Europa c’è e torna a farsi sentire.
Una boccata d’ossigeno a fronte del macabro balletto dei dominanti. Un Cancelliere tedesco che non tiene conto dei risultati elettorali e si auto perpetua con un establishment che ha addirittura la sconcezza di accusare la Linke di antisemitismo pur di fermare il cambiamento a Berlino, che significa proprio rimettere al centro il diritto all’abitare rispetto allo strapotere finanziario che ha messo le mani sulla città.
Una autorità europea agli esteri che ha nel suo dire anche “valutazioni disinvolte” su uno spezzettamento della Russia che sicuramente non è un grande contributo ad uscire da una guerra prima di renderla nucleare.
Come sempre nella lunga esperienza della Umanità, se sono i dominanti a imporsi, la guerra è la normalità. Quando i dominati sono entrati in scena da protagonisti le Rivoluzioni hanno tolto spazio alle guerre. In questi tempi di restaurazione del potere dei dominanti è una lezione da recuperare.
Roberto Musacchio

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