Antefatto
Il “Monstrorum historia cum Paralipomenis historiae omnium animalium” di Aldrovandi, vide la luce a Bologna nella Tipografia di Niccolò Tebaldini nel 1642.
Il libro è corredato da immagini di molti “animali “difficilmente classificabili o riferibili al loro naturale ordine.
Durante un viaggio in Germania, molti anni fa, ho potuto visitare il “Museo di caccia e pesca “ che si trova a Monaco nella Neuhauserstrasse, “ospitato” nella ex chiesa Agostiniana del XIII secolo.
Il museo esibiva molti diorami, con oltre 500 animali, mammiferi e volatili magistralmente tassidermizzati, tra i molti risaltavano alcuni Wolpertinger, animali immaginari il cui corpo è un assemblaggio composto da varie parti di animali – generalmente ali, corna, coda e zanne – tutte attaccate al corpo di un piccolo mammifero, perlopiù un leprotto o uno scoiattolo. La descrizione più diffusa infatti ritrae il Wolpertinger come avente la testa di un coniglio, il corpo di uno scoiattolo, e poi le corna di un cervo e le ali e occasionalmente le zampe di un fagiano. Mostri, la cui origine risaliva, indietro nel tempo a millenni passati: nell’ antica Babilonia si adorava Dagon il dio pesce, nella Grecia vivevano i centauri, la chimera, le Erinni – e però ci fu Aristotele che scrisse il “De generatione animalium”.
La zoologia fantastica affondava le sue radici nella mitologia ma col trascorrere dei secoli evolveva in disciplina scientifica. cominciamo da qui per un rapido excursus, citando i testi di Dionigi Areopagita vissuto nel VI sec.d.C. autore di un compendio sui “Nomi Divini”,e in tempi posteriori le “anomalie” medievali a cominciare dall’ inclinazione per la pancalia cioè la bellezza di tutto l’ universo.
*****************************************************************
Ma oltre ai Vangeli ed alla Bibbia, che parlano della Luce Divina e del Miracolo della Creazione, ben pochi testi affrontano, o spiegano il lato oscuro di essa o di quella entità non raggiunta dal Soffio Divino. L’ ANOMALIA.
La Bibbia cita bensì il Leviatano, Behemot e Ziz , ma appunto è solo una citazione.
Il Leviatano viene descritto come un serpente marino o drago con scaglie impenetrabili (simili a scudi), denti spaventosi, occhi luminosi e capace di sputare fiamme e fumo. Behemoth è un animale gigantesco, forse un ippopotamo, lo Ziz può essere un grifone o qualche uccello sconosciuto, ma di notevoli dimensioni.
La mitologia greca crea poemi epici con le vicende, le lotte, le abominevoli atrocità di entità ultraumane (Minotauro, Idra. etc) e di numerosi mostri e creature fantastiche (Sirene, Arpie, Centauri etc.), contro la cui malvagità si cimentano di volta in volta numerosi audaci eroi. (Sui miti greci abbiamo lo scritto dello Pseudo Apollodoro che inizia la sua narrazione con gli Ecatonchiri e si conclude con le avventure di Odisseo e con le Moire che combattevano con mazze di bronzo e con Tifone figlio di Gea, metà uomo metà bestia.)
Agli albori di Roma troviamo i Libri Sibillini, di provenienza greca ma di origine orientale che non predicevano il futuro in modo diretto, ma indicavano i rituali necessari (espiazioni, giochi, sacrifici) per placare gli dèi in tempi di crisi.
Di prodigi e stranezze parlò quindi Flegonte di Tralle vissuto ai tempi di Adriano, che scrisse nel 125 d.C. il Liber de Mirabilibus” dando risalto di fatti memorabili, anche grotteschi o. ai confini della realtà.
Dopo di lui Giulio Ossequente, vissuto nel IV secolo d.C. scrisse nel “Liber prodigiorum” di fantasmi e fatti macabri e inspiegabili come risposta agli asseriti “miracoli” dei credenti cristiani.
Quelle pagine narrano infatti di alcuni bizzarri e singolari episodi registrati dal 190 al 12 a.C. . Citiamo come esempio i fatti dell’ anno 91 a.C. al tempo del consolato di Lucio Marcio e Sesto Giulio.
“Mentre scoppiava la guerra italica per le proposte di legge del tribuno della plebe Livio Druso, molti prodigi si manifestarono in città.All’ alba una sfera di fuoco apparve con grande fragore nella zona settentrionale del cielo.Ad Arezzo a persone che spezzavano del pane, fuoruscì sangue dal mezzo. Nel territorio dei Vestini per sette giorni piovvero pietre e cocci. Ad Enaria una fiamma sorta da una voragine del terreno balenò in cielo. Presso Reggio per un terremoto una parte della città e delle mura fu distrutta. Nella regione di Spoleto una sfera di fuoco del colore dell’ oro cadde a terra e divenuta più grande fu vista essere stata trasportata da terra verso Oriente e coprì la grandezza del sole. Sulla rocca di Cuma la statua di Apollo sudò. Il Tempio della Pietà nel circo Flaminio, con le porte chiuse, fu colpito dal fulmine. Ad Ascoli durante i giochi i cittadini romani furono uccisi; mentre i Latini portavano dai campi a Roma pecore e buoi, qua e là vi fu una strage di uomini: gli animali si abbandonarono a tanta furia che, devastando i loro campi, sembravano immaginarsi a combattere contro nemici (.) e piangendo con grande commozione facevano presagire per i loro padroni una calamità.”
Gli Indigitamenta (un libro sulle Invocazioni) fu scritto da più mani in tempi diversi e si presentava come un lungo elenco, alcuni autori furono Tito Livio, Lucrezio e Grannio Flacco. Ma il “De Prodigiis” è una narrazione riassuntiva, sembra una ricapitolazione e quello che resta è nulla più di una epitome.
D’ altronde se collochiamo l’autore nel IV secolo d.C., (come sembra accertato ma non esistono date sicure),sappiamo di trovarci in quel periodo tormentato di passaggio dell’ Impero che attraversa una crisi economica tremenda, le prime
invasioni gotiche/barbariche, la militarizzazione della società, un secolo di miseria e povertà culturale che risplende del solo genio diaristico di Ammiano Marcellino.
La macabra descrizione di una morte causata da un fulmine, episodi di cannibalismo nelle latomie del Campidoglio, pioggia di pietre, più e più volte, varie abominazioni, autocastrazioni, uccisioni di omosessuali ed ermafroditi, terremoti, bambini con due teste, apparizioni di comete, bolidi ed altri corpi astrali, addirittura un disco volante (“un oggetto rotondo simile a uno scudo” di certo il primo avvistamento di un UFO!) nel 100 a.C., lance che si muovono da sole, mule che partoriscono, zombies a Fiesole, fiamme nel cielo sopra Bolsena (93 a.C.), un fulmine incenerisce Vargunteio complice di Catilina (63 a.C.), e poi ci sono statue che sudano, o che si girano muovendosi dal piedistallo,e tre soli compaiono contemporaneamente in cielo (42 a.C.).
Fortunatamente prevalevano ancora gli interessi per la scienza e così ecco Giulio Firmico Materno che tra il 335 e il 337 completa un trattato astrologico, il Matheseos libri VIII, che miscelava tradizione filosofica ed esoterica, magie
pagane e miti arcadici, dottrine ermetiche e neoplatonismo in otto libri e che non fu molto gradito soprattutto per chi già professava la nuova religione.
E’ da dire che la materia che trattava era già allora alquanto controversa e peggio, malvista così per convenienza o convinzione Firmico dovette abiurare gli dei pagani e si fece cristiano (eppure Mathesis è sinonimo di conoscenza), allora scrisse il “De errore profanarum religionum” ed oggi è ricordato tra gli apologisti.
Il filosofo Damascio, ultimo scoliarca dell’Università di Atene, chiusa nel 529 d.C. fu autore dei “Paradoxa” racconta di fantasmi ed anime in pena nelle “Dissertazioni sugli Oracoli Caldaici “
Con l’avvento del Cristianesimo il mondo pagano scompariva del tutto o era costretto a nascondersi, così ai fantasmi si sostituirono i martiri e testimoni della nuova fede e le antiche credenze o superstizioni venivano dissimulate, riconvertite o riscritte dagli apologeti dalla nuova fede.
Nelle pagine della “Città di Dio” Agostino di Ippona afferma che “i mostri erano pur essi figlio di Dio” (cap.II, 1), diversamente Mani di Babilonia, vissuto ai tempi dei Re Saphur , e Ormizda, avevano connesso sincreticamente cristianesimo, buddismo, zoroastrismo immaginando una sola grande religione universale, in grado di riconoscere e separare definitivamente il male dal bene, il buio dalla luce, la vita dalla morte.
Ma sulla difformità o anomalia la letteratura – il filone paradossografico -aveva iniziato a prendere forma già nel mondo greco e poi ebbe un forte sviluppo a Roma attraverso alcuni suoi autori, i più famosi furono: Bolo di Mende (considerato iniziatore del genere, vissuto nel III sec.a.C.) e poi Stratone di Lampsaco, Archelao di Chersoneso, Filostefano di Cirene, Mirsilo di Metimna, Filone di Eraclea, e il più famoso infine, sopraccitato, Flegonte di Tralle.
Il genere “scomparve” per oltre 5 secoli per poi riapparire a Costantinopoli nel 6° e 7° secolo con un testo fondamentale: “Le sette meraviglie del mondo” di Filone di Bisanzio che però recuperava un testo antico di Antipatro di Sidone..ed a seguire opere di Prisciano di Lidia, di Eumaco (“Periegesi”), il “ De aeternitate mundi “ di Giovanni Filopono, il “ De terremotibus” di Teopompo di Sinope e le opere di Doroteo di Eliopoli.
Il genere infine fu abbandonato e scomparve per riapparire dopo l’ anno 1000
*******************************************************************
Continuatori ed epigoni
Vincenzo di Beauvais (Bellovacense ) vissuto tra il 1190 e il 1264 scrisse lo “Speculum maius”, una enciclopedia di ottanta libri in cui sosteneva che “.la deformità del Male non sminuisce la bellezza dell’ Universo”. Le pagine attingevano però agli orrori dell’anno Mille descritti da Rodolfo il Glabro, vissuto tra il 985 e il 1047…
Alessandro di Hales, francescano,noto come “doctor irrefragabilis”, vissuto tra il XII e XIII secolo, aveva scritto nelle pagine della “Summa Universae Theologiae” che. “ l’insieme delle cose è bello anche con i peccatori”, e Vincenzo di Beauvais scriveva nelle pagine dello “Speculum Maius”
Helinand de Froidmont (1160-1224), trovatore presso la Corte di Filippo II di Francia, fu lapidario sull’ argomento: “la morte in un’ ora tutto disfa/a cosa vale la bellezza/a cosa vale la riccheza/ A cosa valgono gli onori, a cosa vale la nobiltà?”
Johannes Nider, domenicano vissuto tra il 1380 e il 1438 è noto per il”Formicarius” un trattato sotto forma di dialogo tra un maestro teologo e il suo allievo che indaga la magia, la stregoneria e le perversioni diaboliche
Consideriamo poi l’“Ars Memorandi” di Petrus von Rosenheim (1380-1433) che conteneva tutta una serie di indicazioni o suggerumenti per analizzare e memorizzare con facilità i testi scritti più difficili.
Nel 1402 era comparso tra le mura dell’Abbazia di San Gallo il “Libro della Santa Trinità” attribuito con poca fantasia a un sedicente “Fra Ullmanno” che parla di alchimia, magia ed esoterismo.
Alla fine di quel secolo invece vede la luce il “Malleus Maleficarum “- Il Martello delle Streghe”, scritto da due domenicani Jakob Sprenger (1436-1495) e Heinrich Kramer (1430-1505) nel 1484.
Bartolomeo Della Rocca era italiano ma si faceva chiamare Barthelemy Cocles, questi scrisse un trattato-”Rinascita della chiromanzia e della fisiognomica”- che fu pubblicato nel 1504, lo stesso anno in cui egli morì,era nato a Bologna il 19 marzo 1467
Johann Weyer era nato nel 1515 fu, allievo del filosofo e medico tedesco Agrippa di Nettesheim ed ipotizzò che le malattie e i disturbi mentali potessero avere una causa fisica, piuttosto che essere il risultato di un’influenza esterna.
Scrisse il “ De prestigiis daemonum”, opera omnia che contiene, in sei libri, tutto lo scibile sulle arti magiche: il primo libro tratta dell’origine e dei poteri del diavolo, il secondo dei maghi, il terzo delle streghe, il quarto degli indemoniati e di coloro che ritengono di essere vittime di malefici, il quinto della loro guarigione e il sesto della punizione da infliggere alle streghe e ai maghi.
Nel libro De praestigiis daemonum et incantationibus ac veneficiis libri V (Basilea 1563) egli osò quindi combattere le superstizioni e l’ignoranza e affermare che le streghe non sono che delle malate degne di compassione e che le loro confessioni ottenute mediante la tortura non avevano nessun valore: il libro ebbe un successo enorme e fu tradotto in tedesco (Basilea 1567) e in francese (Parigi 1569) . La fisiognomica, come pseudoscienza, comunque si diffonde ed acquista consenso negli ambienti colti e raffinati.
Thomas Murner (1475-1537) custode del monastero francescano a Strasburgo, è famoso per un suo disegno “il patto con il diavolo” realizzato nel 1522, inoltre propugnò la necessità di una riforma della Chiesa. Intendendo anche la sua versione “riformata” da Lutero, delle cui buone intenzioni non era niente affatto convinto,
Conrad Gessner (1515-1565) deve la sua fama per le “Le Historiae animalium (1551-1558), un’opera enciclopedica di 4.500 pagine contenente numerose illustrazioni, forse la più completa opera di zoologia del Rinascimento. Le sue pagine descrivono più di mille animali (ma non mancano creature mitologiche come l’unicorno.), compresi animali delle Indie Orientali e delle Americhe.
In Italia Francesco Maria Guaccio (1570-1640), frate dell’ Ordine di San Barnaba,diede alle stampe nel 1608 il “ Compendium Maleficarum” , un trattato di demonologia e stregoneria, suddiviso in tre volumi.
Ulisse Aldrovandi era nato a Bologna nel 1522, fu indagatore della natura, medico e botanico, scrisse una storia degli animali, , il “ De animaibus insectis “ e soprattutto il “De Monstruorum Historia” (cum Paralipomenis historiae omnium animalium), che affrontava per la prima volta in modo scientifico gli aspetti più insoliti della teratologia e che però fu dato alle stampe postumo nel 1642; per realizzare l’ opera forse ebbe a valersi del “Prodigiorum ac ostentorum chronicum” di Conrad Lycosthenes (pseudonimo di Conrad Wolffhart; 1518-1561) che aveva visto la luce nel 1557.
Giovanni di Indagine visse tra il XV e XVI secolo, la sua opera più celebre è la Chiromantia stampata a Strasburgo, 1522), che conteneva anche studi sull’astrologia naturale (o “fisica”) e brevi capitoli sulla natura dei pianeti e la loro influenza sulla vita umana. in un momento in cui l’interesse per le arti divinatorie e le scienze occulte era in pieno fermento, spesso in bilico tra magia naturale e superstizione.
Martin Del Rio (1551-1608), umanista, gesuita e teologo fiammingo, scrisse il “Disquisitionum magicarum libri sex”, che parlava di magia e occultismo e che, secondo il parere di molti scrittori a lui coevi, poteva ben essere considerato come un testo “militante” che poi popolino ed autorità avrebbero usato nella repressione contro “il maligno”, senza tanti scrupoli.
Nel 1616 veniva dato alla stampa il libro di Fortunio Liceti “De Monstris”.
L’ autore nato nel 1577 a Rapallo scrisse numerose opere di filosofia naturale e di medicina , tra le quali i due libri più famosi intitolati “ De monstruorum causis, natura et differentis”.
Jan Jonston figlio di Simon Johnston, emigrato dalla Scozia nella Confederazione polacco-lituana, è autore di un testo di storia naturale. Intorno al 1625-28 pubblicò l’Enchiridion historiae naturalis, che nel 1657 sarebbe stata tradotta in inglese.
Con il bizzarro titolo “De Physica curiosa” fu dato alla stampa il manoscritto di Casper Schott (1608- 1666), già autore di numerose opere nei campi della matematica, della fisica e della magia; nel libro “Physica curiosa” egli fa tutto un elenco di meraviglie e stranezze, di giganti e grassoni, ma le chiama,
queste stranezze o semplici disgraziate deformità “mirabilia hominum. non monstruorum “. Tra le sue opere più famose infine spicca il libro “Magia universalis naturæ et artis “(4 voll., Würtzburg, 1657–1659), ricco di problemi matematici ed esperimenti fisici, soprattutto nei campi dell’ottica e della acustica .
Ambroise Parè, scrisse nel 1573 (in francese)“Monstres et Prodiges” ed in quelle pagine viene citato il “Mostro di Ravenna”, una vicenda che fece il giro d’ Europa. Un. esempio della collera di Dio?.
Sebastiani di Branca Tadellini, un cronista del luogo nel 1512, scriveva che.. Al dì 8 marzo. Come in Ravenna è nato di una monica et un frate un mamolo a questo che te scrivo. Haveva la testa grossa, con un corno nella fronte et una bocca grande; nel petto tre lettere come vedi qua: YXV, con tre peli allo petto una gamba pelosa con una zampa de diavolo, l’altra gamba de homo con un occhio in mezzo alla gamba; mai homo se recorda simile cosa. Lo governatore della terra mandàne nella carta a papa Iulio 2°.” Considerato come il padre della chirurgia moderna Parè era il chirurgo di corte del re di Francia Enrico II, della regina Caterina de’ Medici e dei loro quattro figli Francesco II, Carlo IX e di Enrico III ma veramente esistette un caso simile di teratologia?
Di Levino Lemnio vissuto nel secolo XVI ci è rimasto un libro “Degli occulti miracoli” che è un “libro di segreti”. Il titolo latino *Occulta naturae miracula*, è la sintesi della sua ricerca ma egli contribuì indirettamente allo sviluppo della demonologia come disciplina scientifica .
Pierre Boaistuau, noto come Pierre Launay, primo curatore delle novelle di Margherita di Navarra, nato nel 1517 a Nantes e morto nel 1566 a Parigi, scrisse I Racconti Prodigiosi che trattano dei prodigi compiuti dal Diavolo, dai demoni e, più in particolare, dai mostri. Le pagine di quel libro abbondano di mostri, diversamente collocati: mostri marini negli abissi oceanici,, nascite mostruose, gemelli siamesi, mostri metà uomini e metà bestie, blemmi e sciapodi, e poi disastri naturali: inondazioni, nubifragi e altre stranezze della natura., l’ arco temporale di vita e fama di quel libro va dal 1560 al 1594.
Esso ebbe infatti nove edizioni, otto delle quali postume. Già allora cio’ indica come vi fosse un pubblico interessato a mostri, prodigi e altri abomini o stranezze.
Questo interesse si estese attingendo al lascito dell’antichità classica, dalla mitologia alle leggende ai testi dimenticati di Ossequente , di Flegonte di Tralle, etc e poi a quello dell’Occidente medievale, quindi libri di meraviglie, racconti di viaggio, ecc.
Il libro comprendeva 44 racconti, 14 dei quali riguardavano mostri e 30 descrivevano eventi reali o fantastici, animali, piante e corpi celesti reali o mitici. Dei 14 racconti sui mostri, 6 sono fantastici e 8 sono identificabili: da una prospettiva moderna, cioe attraverso la teratologia, ma alla fin fine per Boaistuau, i mostri sono il risultato dell’ira divina, il dwarf, è una patologia genetica che causa una crescita disarmonica delle ossa, portando a una statura bassa e sproporzionata.
Reginald Scott (+1599) scrisse contro la credenza nelle streghe, e il suo libro è considerato la prima opera, in inglese, che presenta una descrizione dettagliata di giochi di prestigio e di evocazione. E per dimostrare che la stregoneria non esisteva egli espone come (apparentemente miracolose) le imprese di magia venivano compiute, una impostura insomma che andava svelata.
“Anomalie e curiosità della medicina: una raccolta enciclopedica di casi rari e straordinari e dei più sorprendenti esempi di anomalia in tutti i rami della medicina e della chirurgia, derivati da una ricerca esaustiva della letteratura medica dalle sue origini ai giorni nostri“ è il titolo di un testo medico scientifico comparso secoli dopo, nel 1896 scritto da George Gould e Walter L. Pyle. Si tratta di una raccolta di stranezze mediche e curiosità che hanno catturato l’interesse di entrambi gli autori.
Marino Calcinari
