Il Canto della Schiera di Igor narra alternando versi e brani in prosa la battaglia sul fiume Kayali, che durò tre lunghissimi giorni, combattuta nel 1185 da alcuni principati russi contro il Khanato dei Cumani (Polovci), una etnia proveniente dall’Asia Centrale, che nel X secolo si era stanziata nelle steppe a nord del Mar Caspio e del Mar Nero, una etnia pagana che si difese dalla “cristianizzazione” forzosa che Kiev avrebbe voluto imporre.
La sconfitta della spedizione russa fu totale anche perché non tutti i principi russi parteciparono alla battaglia ed i russi erano penetrati troppo profondamente nel territorio nemico, allungando oltremodo le proprie linee ed impedendo, così, di ricevere adeguati rifornimenti.
Ecco cosa scrisse l’Aninimo Cantore. “Si batterono un giorno, si batterono un altro, ma al terzo giorno sul meriggio, caddero gli stendardi di Igor. Allora i fratelli si separarono sulla riva del rapido Kayali. Qui venne a mancare il vino sanguinoso. Qui i valorosi figli della Russia misero fine al festino :offrirono da bere ai loro cognati e loro stessi caddero per la Terra Russa. Si piegò l’erba per il dolore e gli alberi si curvarono dalla pena. Perchè o fratelli è già giunta l’ora triste, il deserto ha già seppellito la forza.”
(Partiamo da un fatto storico, una sanguinosa battaglia tra russo-Vichinghi e Cumani sulle rive del Dniepr nel 1185 che si conclude con la sconfitta e l’uccisione dei russi.
Il “Canto della schiera di Igor” narra di come Igor Svjatoslavic, principe di Novgorod-Severski j insieme al figlio Vladimir e al nipote Svjatoslav, accompagnati da Olstin Oleksic, mandato dal principe Jaroslav di Cernigov compisse una spedizione di guerra e di saccheggio contro i Polovcy o Cumani, un popolo nomade della steppa.
E come morì al termine di una sanguinosa battaglia per non aver ascoltato i suggerimenti di un profeta o veggente.
Il giorno prima i russi avevano raggiunto raggiungono il fiume Donec ed improvvisamente ci fu una eclisse di sole(era un presagio di sciagura e di morte.)
**************
Tra l’800 e l’850 nella zona del Lago Ladoga i vichinghi svedesi avevano creato regni o entità statuali anche in mezzo a territori slavizzati.
I Variaghi si erano distribuiti quindi lungo molte delle terre della attuale Russia settentrionale, le loro saghe avrebber ricordato per molti anni, la città di Holmsgardr (Velikij Novgorod) come la capitale di “Gardariki” non una città
ma una comunità allargata, tanti piccoli villaggi e fortilizi, governata da un sovrano con l’aiuto di un consiglio di popolo.
Rus (o Ros) era il nome di alcune tribù slave orientali che avevano fatto parte della Grande Migrazione Slava che la storia racconta essere avvenuta a partire dal 582 d.C. che aveva raggiunto il Mare Adriatico e che aveva dilagato in più direzioni saccheggiando e spezzando l’unità territoriale dell’Impero romano orientale.
Le tante tribù slave, i cui progenitori erano insediati sin dal primo millennio a.C. nella zona delle foreste del Sud/ovest europeo si erano poi divise in numerose diverse tribù: gli Slavi dell’Ilmen avevano fondato Novgorod (“La città nuova”) e Pskov (Pleskov) “il paese dalle acque gorgoglianti”.
I Krivisci occuparono il territorio collocato attorno alla parte superiore dei fiumi Daugava(Dvina) e Dnepr, oggi nell’attuale Bielorussia (Smolensk) e nelle regioni nord-occidentali della Russia europea; i Polociani (Slavi orientali) fondarono nell’anno 862 Polack la città più antica della (attuale) Bielorussia e che divenne nel tempo sede di un grande e florido Principato ; i Viatici che facevano risalire la loro origine a un semidio guerriero, Viatko, vissero a lungo, organizzati in comunità basate sull’autogoverno e su forme di democrazia tribale nelle vaste pianure che si sviluppavano nelle regioni attorno ai fiumi Oka, Moscova e Don.
Ma prevalentemente si erano insediati, nel IX secolo, lungo il corso alto del fiume Oka anche altre genti ; i Severiani (slavi orientali) andarono ad abitare le regioni collocate, in particolare, lungo i bacini dei fiumi Desna, Sejm e Sula, importanti corsi d’acqua dell’Europa orientale che facevano parte del grande bacino idrografico del fiume Dnepr.
Nell’anno 862 i Variaghi del principe normanno Rurik, avevano conquistato Novgorod e tutti i territori a sud di questa città, peraltro fondata come insediamento stabile sulle riva del Volga da popolazioni slave e vikinghe.
Kiev allora da piccolo borgo di contadini e pescatori divenne un punto nodale, di raccordo e convergenza, su cui si svilupparono importanti ed attive rotte commerciali, collocandosi questa entità vicino alla confluenza dei sistemi fluviali del Dnepr e del Desna. Le signorie di questi territori settentrionali vennero quindi riunite ad opera di Rurik che è considerato il fondatore del Regno di Novgorod.
Nell’anno 867 l’imperatore romano d’ Oriente Michele III promosse una campagna di “cristianizzazione” dei popoli slavi, ed i bulgari riconobbero
senza esitare l’autorità del patriarca bizantino, proprio mentre questi – l’Arcivescovo Fozio -veniva scomunicato dal Papa di Roma, peraltro nel periodo più oscuro della storia del Papato.
La città di Cernigov,sulle rive del fiume Desna, affluente di sinistra del Dnipro era stata costruita nel VII secolo. Viene nominata in un trattato dell’anno 907 firmato tra la Rus’ di Kiev, della quale faceva parte, e l’Impero bizantino.
I Drevliani, che erano soliti vivere in fitte foreste, abitarono i territori della Polesia,una regione situata lungo il bacino del fiume Pripyat, tra la Bielorussia meridionale e l’Ucraina settentrionale. Ma avendo costituito un proprio Principato e volendo estendere il loro raggio di influenza, erano frequentemente in guerra con i Poliani.
Circa nell’anno 878 si insediava sul trono Oleg il Saggio, successore di Rurik che a Novgorod pose definitivamente le basi del proprio principato, che ampliava, conquistando Kiev e così estendendo il suo dominio in tutta la Russia meridionale.
Secondo una partizione fatta dallo storico Francis Conte, gli Slavi prima di giungere in Europa si erano divisi in Slavi Occidentali, Slavi meridionali, Slavi orientali. I primi diedero vita alle comunità etnolinguistiche di Polacchi, Sorabi e Caciubi, dai secondi discesero gli Sloveni, i Serbocroati, i Bulgari e i Macedoni, al terzo macrogruppo vanno ascritti i Bielorussi, gli Ucraini e i Russi.
Sulla multietnicità di Kiev quindi non sono possibili dubbi di alcun genere.
La città fu il centro politico e fondativo della Rus quando l’Ucraina non esisteva ancora.
Nel 911 il suo successore, Igor, non ebbe uguale fortuna e il figlio Svjatoslav I° (969-972) dopo alcune fortunate campagne contro i Cazari e i Bulgari, entrato in conflitto con gl interessi di Costantinopoli fu duramente sconfitto da Giovanni Tzimiskes che impiegò oltre alle truppe regolari, mercenari Peceneghi e cadde mentre cercava di fuggire al terreno di battaglia.
Sul trono si insediò, dopo alcuni anni spesi a rafforzare la propria posizione, Vladimiro I°che pose le basi per il primo, serio e progettuale tentativo di unificazione della Rus, ma cio’ avvenne circa dieci anni dopo ad opera di Vladimiro I°.
Il termine ROSLAND fu infine usato dagli slavi orientali che produssero i primi canti epici attraverso il lavoro dei vecchi bardi, gli “ skazitjieli”.
La Cronaca nestoriana e quella ipaziana furono composte dalle “ byiline” che di fatto erano canti epici, non necessariamente fantastici ma residuo di antichi racconti o fatti d‘ arme di mercenari al soldo dell’Impero bizantino che avevano difeso i confini orientali dell’Impero.
La Cronaca di Nestore, nota anche come Cronaca degli anni passati, è considerato come il più antico testo fondamentale per la storia della Russia medievale e della Rus’ di Kiev ; il Codice Ipaziano successivamente riunì con la Cronaca degli anni passati, quella di Kiev ed anche la Cronaca di Galizia e Volinia. I territori di Galizia e Volinia sarebbero stati uniti nel 1199 dal principe Roman Mstislavič ed incorporati nella Rus kieviana.
Kiev infine sorse sul fiume Dnepr in un punto strategico e divenne una importate città lungo la via commerciale che consentiva in continuo flusso di transito di uomini, merci, ricchezze e strategico che consentiva ai Variaghi (o Vichinghi) di andare (e controllare) la via d’ accesso a Costantinopoli.
Un secolo dopo nel 988 sappiamo che alcuni monaci bizantini convertirono al cristianesimo greco ortodosso il popolo del principe Vladimir di Kiev (988) e le sue nozze con la principessa bizantina Anna, sorella di Basilio II e di Costantino VIII significava l’integrazione della Rus variaga nel mondo cristiano che dipendeva dal patriarcato bizantino.
Nel 990 la conversione al cristianesimo ad opera di Vladimir I, fu un avvenimento molto importante. Anche perchè si concludeva, con la vittoria della Croce, la battaglia contro il paganesimo l’idolatria e le stregonerie.
Gli altari di Dazbog (il Dio Sole), Strigob (il dio del Vento), Volos (il Dio protettore del Bestiame) e Perun (il dio del Tuono) furono abbattuti per non risorgere mai più.
Nel 1045 fu edificata a Novgorod, cinta di possenti mura, la grande chiesa di Santa Sofia che emulava quella di Costantinopoli.
Seguirono il Regno di Vladimiro II Monomaco (1113-1125), di Mistislav I°, e Jaropolk II che però, morendo nel 1139 non potè impedire la dissoluzione dell’istituto statuale. Il regno perdette definitivamente la sua unità e compattezza. E la Rus kieviana venne sommersa nel 1200 dall’invasione dei Tatari (o Mongoli).
Il “Canto della schiera di Igor” fu riscritto e ricomposto in un manoscritto molto tempo dopo la prima originaria composizione ed è datato nel XV secolo, ma non esata le virtù guerresche o eroiche ma descrive una spedizione di guerra, finalizzata al saccheggio ed all’annientamento del pericolo rappresentato dai Polovcy (o Cumani) un popolo nomade dela grande Steppa.
Ma non ci sarebbe stato alcun lieto fine : dopo due sanguinose battaglie i russi vennero sterminati, molti furono catturati e fatti prigionieri. Il mito fondativo della Grande Russia – quella a cui ai giorni nostri pare rifarsi l’attuale presidente della Russia nascerebbe (il condizionale è d’ obbligo) da una sconfitta.
Il Canto della Schiera di Igor infatti rievoca bensì, o ricorda, un’altra sconfitta, quella di Rolando a Roncisvalle, che guidava la retroguardia dell’esercito di Carlo Magno e che aggredita dagli Arabi (o dai baschi) venne letteralmente sterminata.
Il periodo dal 1019al 1054 vede Kiev diventare il centro politico, artistico, spiritale della Russia: ospita i monaci ortodossi che vengono da Tessalonica o da Costantinopoli, una commissone di giuristi compila il primo testo del “ Codice Russo”, si studiano i padri della Filocalia e il monaco Ilarione apre una scuola di copisti e traduttori. Il Re divenne quindi il primo legislatore di Rosland.
Tuttavia l’usanza di dividere le eredità quindi anche il territorio o lo spazio fisico della terra portò a rivalità e lotte prolungate tra i principi, sicché sia Kiev che Novgorod andarono in rovina. L’Ucraina allora non esisteva.
La Rus di Kiev invece appartiene ancora oggi sia alla Russia che all’Ucraina.
(Ogni riferimento alla situazione politica attuale è puramente. casuale. )
NOTE
1.Il “Canto della Schiera di Igor”, il cui manoscritto originale andò perduto nell’incendio di Mosca del 1812, risaliva alla fine del XII secolo e narrava le lotte sostenute dai discendenti di Rurik contro i Polovcy (Cumani) e le altre popolazioni semibarbariche, slave e tatare loro alleate.
Noi sappiamo dalla Cronaca di Nestore (scritta intorno al 1116) che navi vichinghe discesero con frequenza costante il Dniepr, il cui corso di 2285 km richiedeva allora mesi di viaggio e che, chiamati per qualche necessità da tribù slave o allettati dalle ricchezze di Costantinopoli, i Vichinghi si impadronirono di Kiev. E tutto ebbe inizio allorquando altre genti norrene avevano deciso di stabilirsi o rifondare il sito di Holmgarðr, (Novgorod) per garantirsi il possesso di quella stazione commerciale da cui si controllava uno degli accessi alla via fluviale greco- variaga che portava al Mar Nero ed a Tsarigrad (Costantinopoli, Nea Roma) in un periodo compreso tra l’852 ed il 900 d.C.
Kiev che era allora un fortino dei Chazari fu trasformato grazie all’insediamento di genti slave e norrene in una città dove si gettarono le basi della costruzione del primo regno russo, la Rus’ di Kiev. Quella di Olga e Vladimir.
2.Sul termine (“ Rus”) è poi bene fare chiarezza. A cominciare dal significato etimologico.
Rus deriva dalla lingua finnica e quel nome veniva assegnato dai Finni, gravitanti intorno al golfo di Botnia e al Baltico, alle popolazioni che gravitavano tra Svezia e Norvegia.
I finnici denominarono Ruotsi la Svezia, analogamente fecero gli estoni (Rots) e i Voti, popolo ugrofinnico (Rotsi). c’è chi ha parlato di una contaminazione slava ma quel termine deriva dal nordico antico “rodhr” poi “rods-menn “, cioè coloro che remano, che si fanno largo nel mare usando le navi con lunghi remi. Quindi i ros erano i “guerrieri rematori” che solcavano le acque salate dell’Oceano e quelle dolci dei grandi fiumi, per estensione i variaghi erano quei rus’ vincolati da giuramento (var) che si dedicavano sia al commercio, in proprio o per conto terzi, sia, infine, mercenari, soldati e guardia scelta degli Imperatori bizantini.
3.Il termine Rus si diffuse intorno alla metà del IX secolo, ma già gli Annales Bertiniani, una cronaca franca relativa al periodo fra l’anno 830 e 882, segnalano la notizia di una ambasciata bizantina alla corte franca di Ludovico il Pio (vissuto tra il 778 e l’840) che omaggia il successore di Carlo Magno insieme ad alcuni diplomatici “russi”. ma costoro erano Sueoni (svedesi), e lo stesso fa il “nostro” Liutprando vescovo di Cremona e ambasciatore a Bisanzio che scrive, nel 962, di “Russi che con altro nome conosciamo come Normanni”. La distinzione è quindi netta.
I “russi” sono norreni (vichinghi, variaghi, sueoni etc), gli slavi, divisi in almeno tre gruppi fondamentali (Occidentali, Orientali,dell’Europa Centrale e Sud/Orientale)- sono un popolo ben diverso.
4.Nel “Libro dei Racconti”, altro nome della Cronaca di Nestore, si legge che la conversione al cristianesimo delle genti slave sudorientali ebbe inizio quando nel 860 alcuni missionari bizantini raggiunsero Kiev e la principessa Olga, battezzata qualche anno prima si prodigò per portare slavi e russi ad abbracciare la religione cristiana. Forse per ritorsione o contrarietà a tale scelta un nutrito gruppo di Vichinghi (russi) e Slavi organizzati dai principi scandinavi di Kiev, aggredirono con le navi Costantinopoli; ma furono sconfitti e ciò valse a far accettare la scelta di non conflittualità e una prima propensione di tolleranza, quantomeno, alla nuova religione.
Non lasciamoci quindi trarre in inganno da una lettura “modernizzante” della storia. Igor non è un nome slavo ma la derivazione rimaneggiata dallo svedese Ingvar, come Rurik che regnò su Novgorod tra l’865 e ‘ 873, in realtà si chiamava Hroeker.
