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Verso il vertice sociale a Porto e l’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali

di Paola
Boffo

Il primo ministro portoghese António Costa, che presiede il Consiglio UE nel primo semestre 2021, e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno invitato i capi di Stato o di governo dell’UE, le istituzioni dell’UE, le parti sociali e altre principali parti interessate a un vertice sociale a Porto il 7 maggio 2021.

Mercoledì 24 marzo alle 15 ha avuto luogo a Bruxelles (in videoconferenza) il vertice sociale trilaterale: un forum di dialogo che riunisce le istituzioni dell’UE a livello di presidenti e le parti sociali europee a livello di alti dirigenti. È copresieduto dal presidente del Consiglio europeo, dalla presidente della Commissione europea e dal capo di Stato o di governo della presidenza di turno, in questo caso il primo ministro del Portogallo, António Costa.

ll tema principale di questo vertice sociale trilaterale è “Come realizzare una ripresa equa e sostenibile”. Le discussioni nel corso del vertice si sono concentrate su tre temi:

  • gestire la crisi sanitaria, economica e sociale mantenendo nel contempo le misure di emergenza
  • il contributo delle parti sociali a livello nazionale e dell’UE alla ripresa economica e sociale
  • il cammino verso il vertice sociale di Porto.

Tra le parti sociali a livello europeo partecipanti figurano organizzazioni dei datori di lavoro, come BusinessEurope, e la Confederazione europea dei sindacati (CES).

Alla riunione hanno partecipato anche i ministri dell’Occupazione del Portogallo e dei prossimi paesi che assumeranno la presidenza (Slovenia e Francia).

Gli esiti della riunione sono stati pubblicati dal Consiglio. Il segretario generale della CES / ETUC, Luca Visentini, ha osservato: “L’Europa ha bisogno di una ripresa equa e sostenibile dalla pandemia, con una transizione socialmente giusta verso un’economia verde e digitale. Ciò richiede una forte strategia industriale per creare posti di lavoro di qualità, e che l’UE e gli Stati membri si impegnino per sostenere il piano d’azione per il pilastro europeo dei diritti sociali e per un’Europa più giusta e più equa al vertice di Porto. La nuova legislazione su salari minimi, trasparenza salariale, lavoro sulle piattaforme, due diligence, deve essere concordata presto. Gli Stati membri devono utilizzare appieno il sostegno dell’UE per prolungare la protezione del lavoro e dei salari fino al completamento della ripresa ed estenderla a tutti i lavoratori. L’UE deve garantire che la spesa per la ripresa non si traduca in politiche di austerità. La metà dei fondi SURE dell’UE per proteggere i posti di lavoro e i salari sono inutilizzati. Se gli Stati membri non utilizzano i prestiti nei fondi per la ripresa dell’UE, gli investimenti saranno ridotti del 40%. Sarebbe un’opportunità sprecata per ricostruire meglio“.

Il vertice sociale di Porto si concentrerà su come rafforzare la dimensione sociale dell’Europa per affrontare le sfide del cambiamento climatico e della transizione digitale, al fine di garantire pari opportunità per tutti e che nessuno venga lasciato indietro. Si ispira al Piano d’azione della Commissione per attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, presentato lo scorso 4 marzo. Il Piano di azione ricorda le azioni di attuazione svolte finora e definisce le ulteriori azioni dell’UE per trasformare gli impegni già approvati dai leader dell’UE in azioni concrete.

Il precedente vertice sociale dell’UE si era svolto nel novembre 2017 a Göteborg, con la proclamazione del pilastro europeo dei diritti sociali.

Nella sua agenda strategica 2019-2024, il Consiglio europeo ha sottolineato la necessità di attuare il pilastro europeo dei diritti sociali per trasformare l’impegno politico in azione. Il vertice sociale dell’UE a Porto stimolerà il dialogo politico al più alto livello su come rinvigorire il modello sociale europeo e dare forma a una visione per il 2030.

Gran parte del Vertice sociale sarà trasmesso in live streaming, offrendo alle persone in tutta Europa l’opportunità di sintonizzarsi per discussioni che avranno un impatto sulla loro vita quotidiana, come posti di lavoro, condizioni di lavoro eque, pari opportunità, migliore assistenza sanitaria e protezione sociale.

L’Europa digitale nell’epoca dell’incertezza
Auto-inchiesta (operaia?)

1 Commento. Nuovo commento

  • Vincenzo Micocci
    27/03/2021 14:44

    Finalmente a livello istituzionale europeo si parla di diritti sociali e di superamento delle politiche di austerità!
    Che sia l’occasione perchè da noi le forze di sinistra trovino il modo per costituire un fronte unitario di proposte e di azione comune,,,finalmente!!!

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