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Una legge incostituzionale

di Piero
Soldini
La nuova legge elettorale è anticostituzionale per stessa ammissione involontaria di Meloni che ha affermato che con questa legge “gli elettori sceglieranno tutto”.
In realtà gli elettori con questa legge “delegheranno tutto” ad un premier ed alla sua finta maggioranza.
Al contrario la Costituzione prevede che nelle “elezioni politiche” gli elettori eleggano, a suffraggio universale (che con questa legge, non è ancora garantito ai fuori sede) con voto libero, uguale e diretto (che con questa legge non è garantito dalle liste bloccate, dalle preferenze multiple e dispari e dal listone centrale per il premio di maggioranza, che mettono i candidati su piani diversi) eleggono soltanto e semplicemente il Parlamento.
Cioè “direttamente” deputati e senatori della Repubblica e specifica i collegi omogenei in proporzione agli abitanti per i primi e su base regionale per i secondi (anche questo principio non è garantito dalla legge nuova).
Gli elettori eleggono il Parlamento! Un Parlamento che sia fedelmente rappresentativo dei partiti, garantisce la democrazia ed il funzionamento di tutte le Istituzioni, soprattutto di quelle di garanzia.
Invece con questa legge, come dice la Meloni, una minoranza di elettori delega tutto! Parlamento, Governo, Presidente del Consiglio, Corte Costituzionale, Presidenti di Camera e Senato e dulcis in fundo il Presidente della Repubblica.
In questo modo si esce dal sistema di “Repubblica parlamentare” previsto dalla Costituzione e si scivola su un sistema ibrido incline all’autoritarismo, per non dire alla dittatura.
Se questa operazione la colleghiamo al tentativo di assoggettamento della magistratura, al progressivo assoggettamento del sistema informativo pubblico, al tentativo di svuotamento delle funzioni generali dello Stato attraverso l’autonomia differenziata e per finire all’ uso repressivo sempre più marcato delle forze di polizia, la torsione autoritaria della nostra democrazia e evidente e difficilmente contestabile ed infatti la destra non la contesta, ma la enfatizza spudoratamente.
Infatti Meloni afferma che chi vince vince tutto e il suo sottopanza Donzelli aggiunge che “chi prende un voto in più comanda”.
Se la Consulta non dovesse intervenire in tempo, e fossimo obbligati a votare con questa legge, allora le primarie saranno indispensabili, soprattutto per rispetto degli elettori truffati e coglionati da una legge che impoverisce il valore del voto come scelta di una rappresentanza più vicina, individuabile ed interagente, ed allontana gli elettori dalla politica attiva li passivizza e li telecomanda.
Non penso tanto alle primarie per eleggere un premier che in caso di vittoria sarà incaricato dal Presidente della Repubblica di formare il Governo, né penso alle passate esperienze di primarie del centrosinistra, che a mio avviso hanno contribuito anch’esse alla perdita di credibilità che è sotto gli occhi di tutti, ma penso a primarie che si esprimano su punti controversi del programma e che decidano la composizione delle liste, capilista compresi.
Questo è il modo migliore per uscire dall’impasse e riconquistare il consenso di tutto il popolo della Costituzione.
Piero Soldini
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