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Un voto poco bulgaro e la ricerca di una nuova via

di Roberto
Musacchio

Ho scritto una settimana fa dei “fatti d’Ungheria” a proposito delle elezioni ungheresi. Provavo a ragionare in modo articolato su quel voto rievocando la Storia. Ad una settimana di distanza tocca alla Bulgaria. “Bulgaro” si usava un tempo per definire l’essere molto allineati. Il voto bulgaro di ieri non lo è stato, rispetto alla politica della UE. Ma Von Der Leyen si congratula col vincitore. Un atteggiamento una volta tanto controllato, visto anche che la Bulgaria è in fase d’ingresso nell’Euro. Questa altalena di risultati dovrebbe far riflettere sulla politica nefasta usata dalla UE verso l’est. Invece di puntare sulla casa comune proposta da Gorbaciov, sull’Europa dall’Atlantico agli Urali pensata da grandi politici e movimenti, si è proceduto sostanzialmente per annessioni per via di mercato. Stimolando nazionalismi e revanscismi. L’est a 30 anni dal 1989 veniva mostrato da uno studio demografico di Le Monde Diplomatique trasformato come da una guerra. Milioni di persone in meno per riduzione di nascite e di aspettativa di vita e fortissima emigrazione. Il tutto è peggiorato con la guerra Russia Ucraina che andava impedita e fermata.
Tra il voto ungherese e quello Bulgaro ci sono stati due appuntamenti europei e mondiali. A Barcellona, per iniziativa di Sanchez, una sorta di grande raduno dei progressisti. A Bruxelles il congresso del Partito della Sinistra europea.
Ho guardato il video dell’intervento di Schlein alla kermesse di Barcellona. Mi è sembrato interessante. Ora però vorrei provare a riflettere un po’ su questo evento. Si è parlato, con qualche ragione, di qualcosa di opposto alla terza via. Allora era Blair, con i democratici USA guidati da Clinton, e gli altri europei, compreso D’Alema, di contorno. Era la globalizzazione e, in Europa, il lancio della UE.
Ora c’è Sanchez che si dà come sponde Lula e le parti più in movimento del Partito Democratico USA. Che, per altro, per la prima volta non è bipartisan su una guerra USA. Sanchez in Europa sceglie Schlein o si scelgono a vicenda. Ci fosse una vera dimensione europea e mondiale della politica si saprebbero più cose e si andrebbe meno per immaginari. Allora proviamo a vedere un po’. L’incontro è molto netto sulla giustizia sociale, con tanto di tax the rich. Auspica Pace e non vittorie. Si schiera nettamente contro le destre. Bene. Proviamo ad andare un po’ più in profondità. Sanchez sceglie di bypassare un po’ la UE. La Spagna è sempre stata meno al centro della UE. Guarda al Latino America. All’Africa mediterranea, prima molto Marocco ora Algeria. Questi rapporti non sono esenti da critiche. Il Mercosur ad esempio che è un pezzo di globalizzazione per trattati mercantili che anche Lula sostiene e molti movimenti no. Peggio la questione Sahrawi. Nella UE il Psoe su guerra Russia Ucraina e riarmo non ha votato particolarmente diverso dal PD. Anzi sul piano ReArm il Pd “meglio” almeno in parte. La Spagna risulterebbe comprare gas Russo. In effetti ha fatto molto bene sulle rinnovabili. Ma è piena di rigassificatori. L’interesse per l’Algeria viene anche da lì. Schlein insiste sul no al gas Russo. Politicamente in Spagna le sinistre radicali stanno al governo ed hanno pesato su tante buone scelte sociali. In Italia è forse l’unico caso in cui circa il 20%, tra Cinquestelle e Avs, vota contro l’invio di armi. Vengo al punto. Io penso che da Barcellona occorra occuparsi di UE. Bisogna mettere fine, da sinistra, a Von Der Leyen, prima che dalla Germania arrivi Afd a farlo da destra. E cambiare politica, tutta. Dalle sanzioni, che pagano i popoli, al piano di pace globale, cui dare totale priorità, al welfare contro warfare. Qui arriva la coincidenza temporale col congresso che ha fatto il Partito della Sinistra europea. La nettezza di questo congresso contro il riarmo e dunque per un’altra Europa è fondamentale anche per Barcellona. Una Europa con le armi e senza welfare e senza Costituzione democratica è ontologicamente di destra. Come prevedeva Enrico Berlinguer.
Il 14 giugno a Bruxelles ci sarà una grande manifestazione europea: no al warfare si al welfare. Stoprearm Europe ne è protagonista. È un appuntamento importante perché mai come adesso la Politica non è sufficiente se non ci sono Movimenti che determinano quegli spostamenti che fanno la differenza. In Italia poi abbiamo bisogno che si crei un Fronte per la Costituzione, quella Costituzione che ripudia la guerra.

Roberto Musacchio

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