Apologia di fascismo nella risoluzione del Parlamento Europeo del 23 gennaio 2025[1]
Tira aria cattiva al Parlamento Europeo, aria maleodorante e mefitica di fascismo vecchio e nuovo.
La Risoluzione approvata a larga maggioranza dal Parlamento Europeo il 23 gennaio 2025 merita di essere studiata e discussa dalla prima all’ultima riga. A differenza del documento licenziato dal precedente Parlamento quattro anni fa questa Risoluzione non è la riesumazione dei temi e degli argomenti della Guerra fredda, in apparenza contro un nemico che non esiste più e che ha perso più per ingiustificato abbandono che per manifesta superiorità ideologica e materiale dell’avversario.
La Risoluzione del 23 gennaio 2025 è stata appoggiata dalla maggioranza Ursula, PPE, S&D, Renew e Verdi. La delegazione del PD è uscita dall’aula e non ha partecipato al voto.
Nella sinistra, invece, 15 deputati hanno votato a favore: oltre ai nordici, i deputati di France Insoumise, che in Francia cercano e trovano l’alleanza con il Partito Comunista Francese, compresa Martine Aubry, copresidente della Left. Venti hanno votato contro – tra cui tutti gli italiani – e due si sono astenuti: tra di loro Carola Rakete. Sulla Risoluzione del settembre 2019 GUE-NGL aveva espresso compatta voto contrario, così come metà della delegazione PD e la maggioranza dei Verdi.
La Risoluzione del 23 gennaio 2025 è un documento fascista che segna il passaggio dell’Unione Europea, rappresentata dal suo parlamento, nel novero dei moderni paesi fascisti. Non solo il tono intollerabile, ma il contenuto articolato di quel documento riprende, nella sua revisione della storia moderna e contemporanea, gli argomenti di quelle che fino ad ora erano minoranze nostalgiche e marginali e ora sono diventate minacciosa maggioranza nel Parlamento Europeo.
Criminale in quanto comunista fu dunque l’armata rossa. Criminali per proprietà transitiva i comunisti che costituirono l’avanguardia e la spina dorsale della resistenza europea in Italia, in Francia, in Belgio, in Grecia e in Slovacchia, per non dire della Germania, della Russia, dell’Ucraina, della Bielorussia e della Jugoslavia, ma anche della Cina dell’Indonesia, del Vietnam e delle Filippine. e dunque criminali furono la Resistenza europea, la Resistenza antigiapponese e la Repubblica Spagnola.
Come se Norimberga non avesse dimostrato che il programma di sterminio dei popoli slavi da parte dei nazisti tedeschi e dei loro numerosi complici era stato predisposto molto prima che i soldati tedeschi si affacciassero alle frontiere, prima polacca e poi russa. E come se i processi di Norimberga, e in particolare quello contro i generali tedeschi non avessero rivelato che il piano di tutto l’esercito tedesco e non solo delle SS era quello di dominare l’Europa con il terrore, collaborando attivamente alla politica di sterminio del partito nazista e dei suoi complici. Le SS e l’esercito tedesco che hanno sulla coscienza decine di milioni di morti e che per questo sono stati condannati a Norimberga, vengono assolti dall’Europa neofascista, con la giustificazione che gli innumerevoli atti criminali compiuti da loro e dai loro complici furono solo la reazione, magari sproporzionata, a quanto fatto, alle provocazioni della resistenza comunista[2].
Criminali diventano invece gli antifascisti di ieri di oggi e di domani. Per loro c’è il carcere nelle forme più illegali e umilianti, per i nazifascisti comprensione e lodi.
Questo ci dice il Parlamento Europeo in una data destinata a diventare storica, il 23 gennaio 2025. La galera non basta più. L’asservimento del diritto alla ragion politica va molto oltre. Come nelle migliori e più consolidate tradizioni del sistema repressivo americano e dei fascismi europei sono all’ordine del giorno le detenzioni senza giudizio, le deportazioni, la fabbricazione di accuse false o inventate, l’assoldamento di criminali e torturatori per le operazioni “speciali”, le punizioni collettive, le confische di beni, le esecuzioni extra-giudiziali, le sanzioni pecuniarie di milioni inflitte alla povera gente e presto, ma per molti già da ora, arriverà l’accusa di terrorismo inflitta a tutti gli antifascisti e gli internazionalisti, che sono ancora milioni.
Si fa finta di non ricordare che gli Einsatzgruppen, a ciascuno dei quali era stato assegnato il compito di annientare almeno 300.000 cittadini sovietici – ebrei, comunisti, insegnanti, medici –, erano stati addestrati per questi compiti molto prima che il primo soldato tedesco passasse la frontiera.
Come se non fosse stato abbondantemente provato che un piano di saccheggio e di sterminio dei popoli slavi era già stato approvato dai nazifascisti prima ancora che cominciassero le operazioni militari. E che a questo piano parteciparono e contribuirono largamente e consapevolmente anche i disonorati militari tedeschi: i primi di cui questo ignobile documento chiede la riabilitazione.
Non ci sono solo loro, però: ci sono tutti i collaborazionisti che a questo disegno di sterminio hanno partecipato attivamente e i cui eredi ed epigoni hanno sottoscritto la Risoluzione: sono gli svedesi e i lituani che fornivano divisioni alle SS e allo sterminatore esercito tedesco, i fiamminghi e gli spagnoli, per non dire delle camicie nere, della Guardia di ferro rumena e delle Croci frecciate; degli ustascia e dei cetnici; per tutti loro, come per l’UPA ucraina e per i suoi Banderas, si sono fissate giornate di commemorazione, si costruiscono e si progettano monumenti finanziati e onorati dall’UE, mentre, si abbattono quelli della Resistenza e della Grande Guerra Patriottica che il popolo degli sconfitti di allora deride e disprezza chiamandola invenzione della propaganda..
Bisogna cominciare a chiamare le cose con il proprio nome e a trarne le dovute conseguenze. È quello che fa anche Gideon Levy sull’Internazionale del 24-30 gennaio 2025, dove denuncia “la prima guerra fascista di Israele”. Sostiene Levy che il conflitto di Gaza e Cisgiordania ha lo scopo di creare uno stato fascista. Chi ha avuto il coraggio di denunciare il genocidio israeliano, come coraggiosamente ha fatto il Sudafrica, viene punito e, paradossalmente, viene accusato di persecuzione razziale nei confronti di una minoranza bianca del 9% che, a trent’anni dalla fine della supremazia bianca e dell’apartheid, è ancora proprietaria del 72% delle terre coltivabili: e certo non tutti gli afrikaaner sono agricoltori.
Dalla panoplia di argomenti che i fascisti hanno sventolato dalla fine della guerra manca solo l’antiamericanismo e pour cause: il nazionalismo sciovinista, che è anch’esso parte costitutiva del fascismo, ha in odio un’Europa unita – se non nella forma con cui l’aveva unita il Reich tedesco – ed eccoti allora i Fratelli d’Europa riuniti in Spagna, ciascuno sperando di ottenere la benedizione imperiale americana a dispetto degli altri, compresa l’Assente, che sembra volere scavalcare tutti i suoi colleghi col suo perfido americanismo. C’è da andare contro il Trattato di Roma che ha creato la Corte Penale Internazionale? Ecco fatto: il governo italiano denuncia la corte medesima, mentre Trump minaccia di arrestarla in blocco.
C’è da prepararsi ad attaccare la Russia? Che come tutti gli italiani sanno, è il nemico atavico dell’Italia fino dal Medioevo ed anzi, dai tempi dell’Impero Romano? Siamo pronti, ed anzi possiamo vantare l’esperienza dell’ARMIR nel 1942-1943. Poveri ragazzi che finirono prigionieri senza neanche aver sparato un colpo di fucile! Ma, come direbbe Vespa, non tutte le ciambelle vengono col buco! Dobbiamo aspettare che una generazione di fascisti successiva a quella odierna vada a Mosca per chiedere in ginocchio, domani come allora, il rilascio di quello che avrebbe voluto essere esercito invasore di un paese che non aveva fatto nulla per provocarli?
La Resistenza antifascista, a norma della Risoluzione antistorica del 23 gennaio 2025 non ha più titolo di esistere, se non per essere disonorata. Si risuscitano gli antichi argomenti di tutti i fascismi europei, che cioè le stragi, gli incendi, gli stupri e le impiccagioni, le deportazioni di massa erano rappresaglie contro le azioni ingiustificate e banditesche delle resistenze.
Non è più granché sorprendente quindi che in Europa e in America si sia costituita la mostruosa alleanza tra il Movimento sionista e le forze nazifasciste e apparentate. Mostruosa perché il Movimento sionista si allea con gli eredi e gli epigoni di coloro che spingevano gli ebrei sui treni e contro coloro che cercavano di nasconderli e di liberarli.
I comunisti non hanno niente di cui vergognarsi, abbiamo sempre considerato gli ebrei perseguitati come gente nostra e continuiamo a pensarla così.
Quando si guarda al passato, i fascisti possono essere d’accordo per un’amnistia generale dove ciascuno assolve e onora i suoi, oltre a pretendere di farli onorare e assolvere dalla storia.
Al momento attuale, sembra che siano tutti d’accordo a fare dei russi il nemico universale, ma ogni MAGA è nemico di un altro e l’internazionale fascista è una contraddizione in termini nel momento in cui, come da copione, emergessero gli antichi conflitti balcanici per non dire di quello sospeso polacco-tedesco e – perché no – quello franco-tedesco.
Questo vale anche per la questione americana e per la guerra – per ora economica – che l’America di Trump ha deciso di dichiarare all’Europa, che il Presidente americano non riconosce come Unione al punto di non invitare la Presidente Von der Leyen alla sua elezione.
Voci sommesse dall’Europa gli rispondono che quella guerra annunciata può essere un’opportunità e per la Groenlandia “la vogliono in tanti”. Ma se è evidente che se la Polonia si sentirebbe più a suo agio come 52° stato americano, lo stesso progetto non può valere per la Germania che è esattamente il boccone che gli USA vogliono ingerire. L’Europa fascista è un vulcano destinato a esplodere.
Democrazia
Una democrazia che può essere demolita in pochi giorni con qualche centinaio di firme apposte da un solo uomo su dei fogli di carta è una democrazia artificiale, tanto più se pretende a torto di essere antica e consolidata, anima ed espressione del paese.
La democrazia borghese, appunto perché tale, rappresenta ciò che avviene in capo alla borghesia sia che a prevalere siano gli industriali del cotone, o i siderurgici o i petrolieri.
Oggi negli Stati Uniti e non solo, prevalgono i padroni digitali e informatici, quelli che diventano immensamente ricchi trafficando su informazioni di noi cittadini. Questo pone un problema, che non si dava ai tempi dei siderurgici o del medesimo capitale finanziario: per massimizzare il profitto devono essere abbattute quelle fragili barriere legali che impediscono o rallentano il tentativo di agguantare e manipolare ogni genere di informazioni. Barriere di carta, costruite nel corso dei secoli.
Il socialismo, in ciò molto diverso dalla democrazia borghese, si basa sull’unità, l’organizzazione e il potere del popolo: serve una guerra civile per tentare di abbatterlo. In Europa e in Italia, il fascismo si è affermato mediante elezioni e non c’è più alcuna barriera che lo trattenga dal marciare sulle rovine della democrazia, con o senza camicie nere. In Italia, le camicie nere sparsero il terrore, ma sul piano dei risultati valsero più il patto di Palazzo Vidoni, la Legge Acerbo e l’estromissione dei partiti popolari dal Parlamento: opere legislative che lo Statuto borghese non solo consentì, ma addirittura promuoveva.
La Costituzione italiana è barriera più solida dello Statuto Albertino, ma è sempre una barriera cartacea. Dove sono i Comitati popolari antifascisti, dove i Consigli di fabbrica, dove gli Arditi del Popolo? Solo nella memoria di qualcuno.
La nuova resistenza
Resistere non significa solo partecipare a occasionali manifestazioni o firmare petizioni. Significa affrontare il fascismo faccia a faccia, i suoi mandanti e i suoi sostenitori, compresi i molti rintanati nel Parlamento Europeo dove oggi costituiscono una maggioranza di nemici della democrazia. Un fronte antifascista e un soccorso antifascista degni di questo nome sono ancora possibili, prima che sia troppo tardi.
All’interno dei loro paesi, i regimi fascisti e parafascisti già al potere e quelli che stanno per arrivarci, si sono garantiti una relativa pace sociale anche grazie al lavoro sporco fatto dai loro predecessori, che fossero socialisti democratici, di centro sinistra e di centro destra. Il Jobs Act, l’Hartz IV, le leggi inglesi contro i poveri e quelle di tutta Europa contro i migranti, tutte fatte per garantire la sussistenza di un esercito di riserva di lavoratori privi di diritti, sono merce contrabbandata da centro-destra e centrosinistra; e questo è il risultato. Di questa situazione i fascisti sono i principali beneficiari perché altri gli hanno tolto le castagne dal fuoco e loro si propongono oggi – paradossalmente – come l’alternativa. Arrivano al potere senza aver dovuto affrontare l’opposizione proletaria come negli anni venti e trenta. L’emblematica vittoria su questo terreno è già stata ottenuta in Italia al tempo dei governi democratici, quando era stata occupata e devastata la sede della CGIL provocando solo deboli vagiti da parte delle “forze democratiche”.
Lo stesso si può dire negli Stati Uniti dove il più grave attacco alla democrazia della storia del paese, è finito in una lite tra avvocati, prima di sparire nel nulla.
I fascisti del III millennio stanno consolidando il loro potere negli Stati Uniti come in Europa. La supremazia razziale fatta di deportazioni, apartheid ed emarginazioni è nella natura stessa del fascismo. Non è abbastanza per parlare anche oggi di fascismo? E non fu, nel quadro della stessa politica fascista italiana, una scelta coerente con tutto l’impianto ideologico e politico del regime e non un disgraziato errore tattico? Con tutte le contraddizioni che il suprematismo bianco porta con sé, perché i bianchi non sono affatto tutti uguali. Scopriremo presto che tra caucasici e slavi c’è un abisso; e l’altro abisso, dovremmo essercene accorti, è tra ariani e semiti. Chi dice che il razzismo di oggi per quanto spregevole, etc.,etc., non usa i metodi sterminatori di quello di ieri, dimentica che in tutta la prima fase della persecuzione degli ebrei, la politica del regime nazista non era lo sterminio ma l’espulsione degli ebrei al di fuori dei confini del Reich, dietro pagamento di un riscatto; e solo quando si chiusero le frontiere europee si diede il via allo sterminio di massa, prima in maniera improvvisata ma non meno sanguinosa e feroce con l’invasione dell’URSS, poi con il piano di sterminio – la soluzione finale- discusso e approvato sotto la presidenza di Heydrich nel gennaio 1942. Oggi, anche i partigiani che uccisero Heydrich e ancora di più quelli che uccisero il capo degli sterminatori tedeschi in Bielorussia o che fecero saltare per aria un teatro pieno di nazisti sono diventati nemici dei valori dell’Occidente, perché l’Occidente ha fatto propri quelli del fascismo.
Sveglia dunque e non perdonate loro perché sanno quello che fanno.
[1] Doc. P10_TA (2025) 0006. “Disinformazione e falsificazione della storia da parte della Russia per giustificare la sua guerra contro l’Ucraina”.
[2] Questa la direttiva del Comando Supremo Tedesco OKW, per le operazioni dell’esercito in Russia: “In ogni caso di resistenza alle forze di occupazione germaniche, quale che siano le singole circostanze deve essere interpretato come di origine comunista. Al fine di troncare sul nascere queste macchinazioni bisogna prendere al primo accenno le più drastiche contromisure, in modo da mantenere l’autorità delle forze di occupazione e evitare un’ulteriore diffusione. A questo proposito si ricordi che nei paesi in agitazione una vita umana non conta nulla e l’effetto deterrente si ottiene solo con una severità fuori dall’ordinario. La pena di morte per 50-100 comunisti dovrebbe essere considerata una ragionevole riparazione per la vita di ciascun soldato tedesco. La maniera in cui la sentenza viene eseguita deve essere tale da aumentare l’effetto deterrente. Un atteggiamento opposto, quello cioè di imporre punizioni relativamente morbide e di accontentarsi dell’effetto deterrente di ulteriori future più severe misure non si accorda con questi principi e di conseguenza non dovrebbe essere seguita”.[7
Luciano Beolchi