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Luce e gas sono diritti universali

di Paola
Boffo

“Aumenta o’ ppane e ‘a pasta, aumentano ‘e pesune, aumentano ‘e renare de padrune”

Se Frans Timmermans, vice presidente della Commissione europea e commissario responsabile per il Green Deal, ha avviato il suo discorso di ieri alla plenaria del Parlamento Europeo con una citazione di Shakespeare, nel mio molto più piccolo posso introdurre quest’articolo con una citazione di una canzone degli anni ’70 del Gruppo operaio ‘E Zezi di Pomigliano d’Arco1, che in pochi versi esprime un’analisi e una proposta politica ancora, se non più, attuale.

Timmermans ha presentato, dopo la pubblicazione della relazione dell’IPCC, il pacchetto di proposte denominato Fit for 55 in 2030 (adottato dalla Commissione il 14 luglio scorso e già illustrato qui in una notizia del 21 luglio), per rendere le politiche europee capaci di ridurre, entro il 2030, le emissioni di gas serra di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990.

Nel suo discorso, che si può leggere sul sito della Commissione, Timmermans ha detto: “Il pacchetto Fit for 55 propone un approccio olistico al problema e avremo tutto il tempo per discutere le singole misure che proponiamo e la Commissione è aperta a discuterne e a cercare alternative.

Ma dobbiamo essere molto chiari su una cosa: qualunque misura si prenda, tutte queste misure hanno un effetto sul prezzo e l’arte della politica sarà quella di garantire che l’effetto del prezzo non colpisca i più vulnerabili e che usiamo il vecchio (age-old ndt) strumento politico della redistribuzione per assicurare che l’onere sia equamente distribuito nella società. E che le persone possano vedere chiaramente, al di là di ogni dubbio, che abbiamo adottato misure che assicureranno un’equa condivisione degli oneri in tutta la società.

L’unica cosa che non possiamo permetterci è che la parte sociale si opponga a quella climatica. Vedo molto chiaramente questa minaccia ora che abbiamo una discussione sull’aumento dei prezzi nel settore energetico. Solo circa 1/5 dell’aumento dei prezzi può essere attribuito all’aumento dei prezzi della CO2. Gli altri sono semplicemente una conseguenza della scarsità sul mercato. L’ironia è che se avessimo avuto il Green Deal 5 anni prima, non saremmo in questa posizione, perché ora avremmo meno dipendenza dai combustibili fossili e dal gas naturale. Abbiamo visto nel corso di questa crisi dei prezzi dell’energia, lungo la strada, che i prezzi per le rinnovabili sono rimasti bassi e stabili.

“Fit for 55 … dà agli Stati membri l’opportunità di fare le proprie scelte. Ridurre l’Iva, per esempio, ridurre i dazi sull’energia, per esempio, dare un sostegno diretto alle famiglie, è la scelta che gli Stati membri possono fare. L’analisi dimostra che le emissioni nei trasporti continuano ad aumentare e devono diminuire, che l’efficienza energetica degli edifici non sta aumentando al ritmo necessario per arrivare alla riduzione delle emissioni di meno 55% nel 2030.”

“Perché, e concludo con questo, l’ultima trappola, la trappola più immediata, e l’ho sentito qui oggi, che dobbiamo evitare a tutti i costi, è che ci opponiamo all’equità sociale e alla solidarietà per affrontare la crisi climatica. Che affermiamo che affrontare la crisi climatica porterebbe alla disuguaglianza sociale. Mentre è evidente sulla base della scienza che non affrontare la crisi climatica porterà alla più orribile disuguaglianza sociale. Poiché i ricchi possono sempre trovare una via d’uscita e un posto dove vivere, i poveri, le classi medie non possono e soffriranno se non agiamo ora.”

Un po’ meglio argomentato il concetto è quello espresso dal ministro Cingolani quando ha detto che la transizione ecologica “sarà un bagno di sangue”, una cosa piuttosto ovvia, omettendo che quindi bisogna metterci mano.

Nel Piano Nazionale per l’Energia e il Clima, con il quale vengono stabiliti gli obiettivi nazionali al 2030 sull’efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili e sulla riduzione delle emissioni di CO2, nonché gli obiettivi in tema di sicurezza energetica, interconnessioni, mercato unico dell’energia e competitività, sviluppo e mobilità sostenibile, delineando per ciascuno di essi le misure che saranno attuate per assicurarne il raggiungimento, si legge che in Italia non esiste una definizione ufficiale di povertà energetica. Nel 2017 è stato istituito su iniziativa della Commissione europea lo European Energy Poverty Observatory, con il compito di produrre statistiche affidabili e comparabili, divulgare le buone prassi e contrastare il fenomeno attraverso il coinvolgimento degli stakeholders.

La povertà energetica è una forma di povertà specifica, associata a una serie di conseguenze negative per la salute e il benessere delle persone – aggravamento delle malattie respiratorie e cardiache nonché dei problemi mentali dovuto alle basse temperature e allo stress associato all’impossibilità di pagare le bollette energetiche, come pure scarso rendimento scolastico per i bambini colpiti. Il Comitato delle Regioni in uno studio del 2015 aggiornato nel 2018 dimostra che la povertà energetica colpisce l’11 % circa della popolazione dell’UE, ossia 54 milioni di europei. Tuttavia, la maggior parte dei paesi dell’UE ancora non hanno individuato o quantificato i consumatori energetici vulnerabili, né hanno adottato misure adeguatamente mirate per lottare contro la povertà energetica.

Nel pacchetto Fit for 55 è compreso uno strumento finalizzato ad accompagnare le misure necessarie alle riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra nel prossimo decennio: la Commissione propone un nuovo Fondo sociale per il clima il cui obiettivo è assegnare finanziamenti specifici agli Stati membri per aiutare i cittadini a investire nell’efficienza energetica, in nuovi sistemi di riscaldamento e raffrescamento e in una mobilità più pulita. Il Fondo sociale per il clima sarebbe finanziato dal bilancio dell’UE, utilizzando un importo equivalente al 25 % delle entrate previste provenienti dallo scambio di quote di emissione dell’edilizia e dei carburanti per il trasporto stradale. Consentirà di assegnare 72,2 miliardi di euro agli Stati membri per il periodo 2025-2032, sulla base di una modifica mirata del quadro finanziario pluriennale. Con la proposta di ricorrere a finanziamenti nazionali analoghi, il Fondo mobiliterebbe 144,4 miliardi di euro per una transizione socialmente equa.

Nei Piani che i Paesi dovranno presentare per accedere al finanziamento fra gli obiettivi previsti c’è la riduzione del numero di famiglie vulnerabili, specialmente le famiglie in condizioni di povertà energetica, delle microimprese vulnerabili e degli utenti vulnerabili dei trasporti, anche nelle zone rurali e remote.

È dunque riconosciuta a tutti i livelli la necessità di intervenire per compensare l’aumento dei prezzi dei consumi energetici ed abbassare il costo delle bollette. Il governo spagnolo ha intrapreso misure straordinarie perché, come ha affermato Pedro Sanchez, è giusto che le piccole imprese, l’industria e le famiglie beneficino dei profitti straordinari realizzati dalle aziende energetiche come conseguenza dell’innalzamento dei prezzi all’ingrosso nel mercato energetico internazionale.

Anche il governo italiano sta architettando misure come l’abbassamento dell’aliquota iva o la riduzione degli oneri impropri non direttamente legati al servizio.

A parere di chi scrive l’accesso all’energia elettrica e al gas è un diritto universale. In quanto tale il prezzo di questo servizio dovrebbe essere, se non azzerato, quanto meno commisurato al reddito e l’accesso garantito a tutti anche nel caso il reddito non ci sia.

Quindi in attesa che si compia la transizione energetica e che vadano in vigore le misure strutturali e il sostegno al livello europeo è necessario che lo Stato intervenga per fare in modo che l’aumento delle bollette non resti principalmente a carico delle classi più vulnerabili, anche nella direzione indicata con diversa modalità da Timmermans e dagli Zezi.

  1. Nel 1975 un gruppo di operai, artigiani e studenti si uniscono e danno vita al primo nucleo del gruppo. Fin dall’inizio lo scopo del gruppo è quello di aggregare esperienze e vissuti dell’entroterra napoletano intorno ad un progetto comune di riscatto sociale attraverso le arti. Nell’entroterra del napoletano, e in particolare a Pomigliano d’Arco, infatti secondo il gruppo, si condensano tutti i paradossi creati dalla forzata industrializzazione delle culture contadine ivi presenti. Il culmine di questo paradosso è rappresentato dalla “fabbrica”, ovvero dalla ormai storica Alfasud di Pomigliano, simbolo delle promesse di un rilancio socio-economico del Mezzogiorno (Wikipedia).

    La canzone di cui è riportata una strofa, sebbene in una versione differente utilizzata spesso nei cortei, è “Posa e sorde”. Di seguito il testo riportato dal sito Canzoni contro la guerra:

    Alenia, Alenia, Alenia
    a nu mumento a n’ato
    o mare s’è agitato
    Alenia, Alenia, Alenia
    a nu mumento a n’ato
    o mare s’è agitato
    Italsider, Sebm, Fincantieri
    l’hanno vennuta aiere!
    Circumfer, Raccorderie
    so’ gghiute miez’a via!
    Indesit, Sulcis, Maserati
    Indesit, Sulcis, Maserati
    Sofer, Deriver, Montefibre
    Sofer, Deriver, Montefibre
    A – a – a – a – le – nia!

    O padrone a fine mese
    tene sempe a busta appesa
    l’operaie e vintisette
    manco e sorde pe sigarette

    Aumenta o pane e a pasta
    aumenta a mericina
    e pure stu guverno
    è overo na latrina

    Se pigliano e tangenti
    ce levano a contingenza
    e chesta è a soluzione
    jammo a cassa integrazione

    E posa e sorde, posa e sorde, posa e sorde
    mariuò, mariuò, mariuò
    pos’e sò, pos’e sò, pos’e so
    mariuò, mariuò, mariuò
    pos’e sò, pos’e sò, pos’e so
    posa e sorde… mariuò
    … mariuolo!

    Il testo è una sintesi quasi perfetta dell’analisi e della proposta politica anche applicabile al momento attuale:

    Alenia, Alenia, Alenia: con brevissimo preavviso si sono agitate le acque. Italsider, Sebm, Fincantieri è stata dismessa proprio ieri ! Circumfer, Raccorderie sono fallite ! Indesit, Sulcis, Maserati, Sofer, Deriver, Montefibre, A – a – a – a – le – nia! Il padrone a fine mese ha sempre le buste della spesa piene, l’operaio già il 27 non ha neanche i soldi per comprare le sigarette. Aumenta il prezzo del pane e della pasta, aumenta il prezzo delle medicine, e tuttavia questo governo non appare all’altezza della situazione. Prendono tangenti, ci tolgono la contingenza e la soluzione proposta è l’applicazione della Cassa Integrazione Guadagni. Suvvia, metti mano al portafoglio e dai il tuo giusto contributo al bilancio pubblico, ladro (nel senso di estrattore del plusvalore e/o di evasore fiscale)![]

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