Sul Venezuela si è detto e si è scritto molto dopo l’attacco militare, illegittimo, del governo degli Stati Uniti con il sequestro del presidente Maduro e della deputata Flores.
La propaganda del potere, grazie ai media proni ad essa, ha dato il meglio di sé per giustificare tale attacco sostenendo che fosse un bene per il popolo venezuelano essere stato “liberati” da un crudele dittatore. Come del resto ha sostenuto anche la capa del governo di italica stirpe.
Si sono sprecate interviste e inviti ai talk show mainstream di esuli venezuelani che ringraziavano Trump. Poco o nulla invece su di chi, in Venezuela, ha manifestato la propria contrarietà all’attacco militare statunitense.
Per questo ci è parso importante pubblicare in Intersezioni Femministe l’intervista (link a seguire) di Geraldina Colotti a Gladys Requena, dirigente delle “Red de Mujeres de Vargas “ e femminista storica della rivoluzione.
Requena, nell’analizzare la situazione attuale e delineare le pratiche di resistenza popolare fondate su organizzazione territoriale e prospettive di governo, offre un altro punto di vista sul Venezuela, a riprova di quanto la realtà sia complessa e mai univoca.
Mantenere vivo un pensiero critico e non omologato è uno degli strumenti più importanti per chi vuole continuare a credere possibile un altro modo di vivere.
Buona lettura.
La propaganda del potere, grazie ai media proni ad essa, ha dato il meglio di sé per giustificare tale attacco sostenendo che fosse un bene per il popolo venezuelano essere stato “liberati” da un crudele dittatore. Come del resto ha sostenuto anche la capa del governo di italica stirpe.
Si sono sprecate interviste e inviti ai talk show mainstream di esuli venezuelani che ringraziavano Trump. Poco o nulla invece su di chi, in Venezuela, ha manifestato la propria contrarietà all’attacco militare statunitense.
Per questo ci è parso importante pubblicare in Intersezioni Femministe l’intervista (link a seguire) di Geraldina Colotti a Gladys Requena, dirigente delle “Red de Mujeres de Vargas “ e femminista storica della rivoluzione.
Requena, nell’analizzare la situazione attuale e delineare le pratiche di resistenza popolare fondate su organizzazione territoriale e prospettive di governo, offre un altro punto di vista sul Venezuela, a riprova di quanto la realtà sia complessa e mai univoca.
Mantenere vivo un pensiero critico e non omologato è uno degli strumenti più importanti per chi vuole continuare a credere possibile un altro modo di vivere.
Buona lettura.
Paola Guazzo e Nicoletta Pirotta