Il 9 maggio è la “festa dell’Europa”, cioè il giorno in cui si ricorda la Dichiarazione di Schumann che dà avvio all’integrazione europea.
Sarebbe bene che la rileggessero in particolare coloro che oggi rappresentano la UE. La premessa assoluta è la Pace e il suo mantenimento con azioni creative. Dubito che tra queste ci fosse allora il riarmo. Segue l’integrazione nella produzione di acciaio per la ricostruzione che deve essere più ugualitaria possibile e non seguire le logiche di profitto individuali. Se ne deve occupare una autorità, primo passo verso una federazione. Si legga ieri e si guardi ad oggi.
Sarebbe bene che la rileggessero in particolare coloro che oggi rappresentano la UE. La premessa assoluta è la Pace e il suo mantenimento con azioni creative. Dubito che tra queste ci fosse allora il riarmo. Segue l’integrazione nella produzione di acciaio per la ricostruzione che deve essere più ugualitaria possibile e non seguire le logiche di profitto individuali. Se ne deve occupare una autorità, primo passo verso una federazione. Si legga ieri e si guardi ad oggi.
Il 9 maggio è anche il giorno che celebra la resa della Germania di Hitler all’URSS. Questo fatto è Storia. Non può essere revisionato per ciò che accade oggi. La guerra al nazifascismo fu vinta da una larga coalizione a prezzo di milioni di morti. Si può continuare a scavare su cosa accadde a Monaco o col patto Molotov Ribentrop. Ma basta leggere Stalingrado e Vita e Destino di Grossman, ebreo, ucraino e antistalinista, per avere il senso certo drammatico ma Storico di quei tempi.
Detto questo ci aspetteremmo che la UE celebri la festa del 9 maggio facendo tutto ciò che deve fare per ottenere la liberazione dei due attivisti della Flotilla sequestrati illegalmente in acque internazionali.
Roberto Musacchio