Dopo aver pubblicato, in Intersezioni Femministe di qualche settimana fa, l’articolo del collettivo femminista iraniano, curdo e afghano sulla situazione in Iran, abbiamo pensato di continuare la presentazione di pensieri e pratiche femministe non occidentali.
Essenzialmente per due motivi.
Il primo è dare conto di quanto i movimenti femministi siano consapevoli di ciò che rappresentano capitalismo, patriarcato, colonialismo e cerchino ovunque, non solo in Occidente, parole per farsi ascoltare e azioni per rendersi visibili. Lo fanno attraverso movimenti, collettivi, organizzazioni.
Il primo è dare conto di quanto i movimenti femministi siano consapevoli di ciò che rappresentano capitalismo, patriarcato, colonialismo e cerchino ovunque, non solo in Occidente, parole per farsi ascoltare e azioni per rendersi visibili. Lo fanno attraverso movimenti, collettivi, organizzazioni.
Spesso, fra l’altro, i movimenti femministi che nascono in Paesi dove non è scontato parlare di diritti delle donne, di violenza di genere, di cultura patriarcale, portano con loro una potenzialità trasformativa non comune, coinvolgente e in grado di modificare i rapporti di forza.
Il secondo motivo riguarda più in generale l’attuale situazione internazionale segnata dalla ferocia predatoria dei dominanti, da istinti bellicosi, da una perversa misoginia, da un insopportabile tasso di razzismo che producono inquietudini, insicurezze, paure.
Il secondo motivo riguarda più in generale l’attuale situazione internazionale segnata dalla ferocia predatoria dei dominanti, da istinti bellicosi, da una perversa misoginia, da un insopportabile tasso di razzismo che producono inquietudini, insicurezze, paure.
Conoscere realtà organizzate che non piegano la testa, che non si adeguano al mainstream, che sanno svelare la “banalità del male” consente di continuare l’impegno e la lotta con maggior vigore e di sentirsi parte di una dinamica femminista internazionale che partendo dalle condizioni locali sa indicare orizzonti di senso globali. Non solo alle donne.
Con queste finalità pubblichiamo oggi un articolo (il link a seguire) che parla di un movimento femminista indiano, la “Gulabi Gang” e di come le sue pratiche, dentro un Paese segnato da millenarie discriminazioni, rappresentino “una precisa presa di coscienza collettiva che dal basso sta dando una spinta fondamentale verso un cambiamento radicale”.
Con queste finalità pubblichiamo oggi un articolo (il link a seguire) che parla di un movimento femminista indiano, la “Gulabi Gang” e di come le sue pratiche, dentro un Paese segnato da millenarie discriminazioni, rappresentino “una precisa presa di coscienza collettiva che dal basso sta dando una spinta fondamentale verso un cambiamento radicale”.
Buona lettura.
Paola Guazzo e Nicoletta Pirotta
Paola Guazzo e Nicoletta Pirotta