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Contro i Re e le loro guerre

di Roberto
Musacchio

Praticamente in contemporanea alla grande assemblea “Contro i re e le loro guerre” che si svolgeva in una aula stracolma della Sapienza di Roma, Kaia Kallas, alta autorità agli esteri della Unione europea, con un video messaggio di intervento ad un convegno sulla pace convocato dalla Cisl, riproponeva  un concetto che dovrebbe appartenere ad un passato e risultare indicibile oggi, “se vuoi la pace prepara la guerra”. Come se duemila anni dopo dovessimo ancora ragionare come ai tempi dell’impero romano. Ha anche aggiunto che già si è perso troppo tempo. Purtroppo il tempo non è stato perso ma impiegato per uccidere. Sono centinaia di migliaia i morti di questi due ultimi terribili anni. Morti palestinesi, ucraini, russi, sudanesi. E non si è perso tempo a produrre e diffondere sempre più armi, tutte puntualmente usate per uccidere. Quello che non si è proprio fatto è stato preparare la pace combattendo le guerre e i genocidi. Nei giorni scorsi la stessa Kallas aveva detto di essere stupita di sentir dire che il nazifascismo era stato sconfitto anche grazie alla Cina ed all’Urss. Non è solo una farsesca non conoscenza, o mistificazione, della Storia ma è la dimostrazione della totale incapacità, per non dire mancanza di volontà, di costruire la pace ricorrendo a quella straordinaria forza che fu la comune lotta al nazifascismo. Naturalmente ci sono Paesi come l’Estonia da cui viene Kallas che hanno conosciuto vicende tragiche. Ma tragiche sono anche le storie della repressione in Grecia, della permanenza del fascismo in Spagna e Portogallo per lungo tempo. Immane fu la Shoah. Proprio per questo il genocidio in Palestina, è ovunque, dovrebbe essere impensabile. Sempre bisognerebbe guardare alla Storia come l’angelus novus di Benjamin, con la testa rivolta all’indietro e gli occhi fissi sulle caterve di cadaveri che lastricano di dolore le magnifiche sorti e progressive verso le quali un vento senza anima vorrebbe spingerlo. La Storia d’Europa è intrisa di crimini e dolori ma anche di vita e cultura straordinarie. Dopo la seconda guerra mondiale si scelse solennemente la pace. Disattesa dalla guerra fredda. Calpestata dopo l’89 dalla volontà di nuovi suprematisti. La Casa comune europea non è stata costruita innalzando nuovi muri. E nuove guerre. Dalla Jugoslavia all’Ucraina. Per un certo tempo un movimento, “seconda potenza mondiale”, operò un contrasto forte. Poi fu sconfitto, si disperse, si confuse. Come con la guerra Ucraina. Da mesi si è riproposto. Contro il genocidio in Palestina, più nettamente. Contro il riarmo e la guerra, con meno forza. Contro la repressione, e ce n’è sempre più bisogno. Tra volute e strumentali sovrapposizioni tra antisemitismo e sacrosante mobilitazioni contro il genocidio e gli Scudi pseudo democratici europei che stanno a cavallo tra maccartismo e la vita degli altri. I RE europei fanno quello che sempre fanno tutti i re, guerre e repressione. La grande assemblea contro i Re ha messo insieme tante facce della stessa medaglia del nuovo medioevo tecnologico. Tante forme di resistenza, che vogliono contendere con i Re per provare a batterli. E per questo cercano di convergere, di fare unità. Quando nasce un Movimento devi augurarti sempre che la sua strada sia lunga.

Roberto Musacchio

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