Patria…rcato!
di Imma Barbarossa – A volte esigenze immediatistiche e politicistiche giocano brutti scherzi e rischiano di generare trappole teoriche e culturali che sfiorano il grottesco. Credo sia accaduto agli autori (spero solo maschi per il bene che voglio alle donne) del neonato soggetto a “sinistra”, “Patria e Costituzione”. L’intento, quello di sottrarre il “sacro” termine di patria ai sovranisti e alle destre xenofobe e fasciste…
Berlinguer e l’Europa: i fondamenti di un nuovo socialismo
L’operaio (Giovanni) massa
di Loris Campetti – Sembrava che non dovessero finire mai gli “anni duri”, iniziati molto presto dopo la sconfitta del nazifascismo, e la cacciata dei comunisti dal governo fu accompagnata dalla cacciata degli operai della Fiom dalle fabbriche…
Da un Cesare all’altro: il populismo oggi
di Rocco D’Ambrosio* – È la parola del momento: populismo. E come spesso succede, per ciò che è di moda, viene usata a proposito e a sproposito, con poche possibilità di capire e discutere. Quindi sono – gli altri: i potenti, i ricchi, i leader, i capi, i dirigenti – un po’ tutti populisti. Lo sono Trump ed Erdogan, Di Maio e Renzi, Grillo e i Casaleggio, Le Pen e Salvini, papa Francesco e Angela Merkel, Berlusconi e Meloni e via discorrendo…
Un altro sovranismo è solo subalterno
di Pasquale Voza – Di fronte all’egemonia politico-culturale e alle forze di governo delle destre (tale è da intendersi decisamente il senso e il contesto del cosiddetto governo giallo-verde) si delineano presunte alternative che tendono a riprendere…
Nostra patria è il mondo intero
di Giovanni Russo Spena – “L’Italia agli Italiani”, “protezione etnica”: questi messaggi infami, come le conferenze organizzative di Bannon in Europa, che sta organizzando un processo di “trumpizzazione”, ci richiamano a un percorso classico (chi ricorda Weimar?): il cosiddetto “populismo sovranista” è una riedizione contemporanea del vecchio “nazionalismo”. In tutto il mondo si chiama “nazionalismo”…
La geometria variabile della sinistra
di Walter Baier – Malgrado i moderati tassi di crescita, l’UE non sta bene. Mentre le disparità sociali all’interno e tra i singoli stati continuano a crescere, l’UE ha optato per un aumento delle sue spese militari e cerca di compensare la sua evidente mancanza di coesione interna con una politica sempre più aggressiva nei confronti di migranti e rifugiati.
Intervista a Nikos Xydakis
Intervista a Nikos Xydakis, capogruppo di Syriza al parlamento ellenico, ex ministro della Cultura ed ex ministro per gli Affari Esteri della Grecia.
Chi demolisce una scuola, demolisce il futuro
Angela Celeste Costantino ha lanciato questa petizione e l’ha diretta a António Guterres, Secretary General of the United Nations
A partire dal 1 giugno, giorno in cui la sentenza sulla demolizione del villaggio beduino palestinese di Khan al Ahmar è divenuta esecutiva, i bimbi e le famiglie si trovano in una situazione di terribile stress e tensione. Ogni mattina potrebbe accadere l’irrevocabile…
Provaci ancora… copyright
Nuovo tentativo di approvare a Strasburgo il cosiddetto regolamento sul copyright. Non dovrebbe essere così difficile riconoscere il diritto degli autori di essere liberi e remunerati e contemporaneamente quello dei cittadini ad accedere liberamente e gratuitamente alla cultura e all’informazione…
L’UE prove di forza o di debolezza?
Mentre Juncker annuncia che l’Europa si darà frontiere (naturalmente blindate e con guardie “europee”) come una sola grande nazione ma darà anche la caccia al “lavoro qualificato” per appropiarsene, il capogruppo del Ppe, Weber (csu) dice che lui voterà per la procedura contro il governo ungherese…
Dialop per marxisti e cristiani
di Roberto Morea –
Syros è un’isola a tre ore di traghetto da Atene ed è la “capitale” delle isole egee. La sua storia è quella di rifugiati ed emigrati…
“L’imputato” Orban
Redazione – Alla presenza del presidente dell’Ungheria Orban si discute in parlamento europeo il rapporto che mette sotto accusa molti comportamenti del suo governo rispetto ai “valori democratici” europei. Per essere approvato ci vogliono 376 voti a favore con almeno i 2/3 dei voti dei componenti il PE…
Sinistra dammi il sole
di Roberto Musacchio – Non era un voto qualunque quello della Svezia che, dopo le compromissioni con il nazismo, è stata quasi il simbolo del modello sociale europeo. il welfare, l’emancipazione, Bergman e Palme. Olaf Palme fu probabilmente il punto più avanzato toccato dalla socialdemocrazia europea quando, insieme a Brandt, buttò l’occhio verso quel Mondo che stava arrivando, quello della globalizzazione e provò a immaginarlo diverso, temendo, a ragione, che altrimenti la nuova “morte nera” avrebbe spazzato via quella idea di gioia che l’Europa uscita dall’olocausto aveva provato a regalarsi.
Intervista a José Manuel Pureza
Intervista al vice presidente del Parlamento portoghese José Manuel Pureza del Bloco de Esquerda
Le elezioni svedesi viste da lì
di Malin Björk, Member of European Parliament Swedish Left Party / Vänsterpartiet –
Report on the Swedish elections
The Swedish Left Party has made one of its best election results ever. The first results show that we are now at 7,9 percent (up from 5,7 percent in 2014). The result was even better in the three largest cities: Stockholm (13 percent), Göteborg (14 percent), and Malmö (11 percent)…
Oggetto: dibattiti d’aula del parlamento europeo
In questi giorni ci saranno al Parlamento Europeo dibattiti importanti. Si inizia martedi mattina con la presenza in aula di Alexis Tsipras: 1) martedì 11 settembre, ore 09h00, Alexis TSIPRAS su “dibattito sul futuro dell’Europa”. Tsipras parlerà per primo dopo un saluto di Tajani, a seguire un giro dei gruppi politici, e poi “dibattito aperto”; 2) martedì 11 settembre, ore 12h00, seduta solenne con il Presidente del Libano Michel AOUN; 3) 12 settembre, ore 09h00, discorso sulla STATO DELL’UNIONE di JUNCKER, da seguire…
HIPOCRESÍA POLÍTICA Y PERSECUCIÓN JUDICIAL
di Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel de la Paz argentino.
Se ha desatado en todo el continente la criminalización y persecución de los gobiernos y frentes políticos progresistas y populares. Se llama “lawfare” e implica usar el sistema judicial contra el enemigo en una especie de guerra judicial. No hay casualidades, esto es parte de la política de dominación para América Latina impulsada por los EE.UU. y sus agencias.
