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Cacciare Meloni, necessario, non sufficiente, ma necessario

di Roberto
Musacchio

Mi pare evidente che il governo boccheggia. Dopo la sconfitta, non prevista e per questo più dura, al referendum sulla giustizia, i segnali di difficoltà, le divisioni, gli incidenti di percorso, si moltiplicano.
Da ultimo è “il caso Minetti” che chiama ancora in causa il Ministero di giustizia.
Prima ancora il pasticcio brutto sul decreto sicurezza, con decreto urgente di correzione. Proprio il decreto, il quinto, sicurezza, dice che la situazione è sì anche un po’ “ridicola” ma drammaticamente seria. Se si arriva a motivare un provvedimento di coercizione con i versi di Addio Lugano bella, si può sorridere ma a denti stretti.
Perché nella guerra mondiale a pezzi si muore ogni giorno.  Perché le condizioni economiche sono un disastro. Perché dopo gli Antifa finiscono nel mirino anche i No Kings.
È bene dunque darsi da fare. E il 25 aprile è stata una grande giornata. Per questo in tanti hanno provato a creare problemi. Perché quella benedetta storia del ‘900 fatta di antifascismo e Costituzioni che ne nascono è insopportabile per il manipolo di prepotenti che vuole dominarci.
Bene dunque che Meloni annaspi. Ma è bene anche guardare alla ragione delle sue difficoltà.
La ragione, per me, sta nella sua totale subalternità a tutti i tipi di poteri economici e politici. E alle scelte sciagurate che continuano. La tempesta perfetta avviene nel triangolo delle Bermuda. Guerra, riarmo, patto di stabilità combinato col liberismo. Il fatto che il Governo boccheggi chiede quindi che chi lo vuole giustamente mandare a casa dimostri di avere anche qualche idea diversa. A partire dalle politiche sciagurate della UE.
Se si mettono insieme il niente che si fa per fermare le guerre, anzi il troppo che si fa per alimentarle. Il riarmo in proprio, per conto della Nato e per conto di Trump e quello mostruoso e minaccioso della Germania. Il no a togliere quella assurda idiozia che si chiama patto di stabilità. E pure le critiche falsamente ambientaliste al taglio delle accise.
Il quadro per cittadine e cittadini europei è da incubo. Via il patto di stabilità non certo per la spesa militare ma per redditi, stato sociale ed economia pulita. Una transizione energetica sostenibile e non dettata da guerre e affari. Blocco delle spese militari. Democratizzazione dell’Europa.
Sono scelte imprescindibili se non si vuole che il disastro delle destre vada oltre la loro cacciata. Necessaria, anzi indispensabile, ma non sufficiente.

Roberto Musacchio

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