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Assemblea nazionale No Kings – Genova 18 luglio

25 anni dopo il G8 di Genova siamo dentro una transizione verso nuove forme di potere, comando e governo del mondo.
Dire No Kings significa indicare e combattere un modo dispotico, autoritario e coloniale di gestire questa transizione: accentrare il comando, chiudere gli spazi democratici, depredare territori, vite, corpi, dati, lavoro, ambiente.
I Kings non sono solo i governanti autoritari, da Trump a Putin, da Netanyahu a Milei, da Modi agli Ayatollah. Sono anche le vecchie forme liberali di potere quando scelgono l’alleanza con le destre estreme, gli autocrati e l’internazionale nera e fascista o quando pensano che il loro potere finanziario possa soggiogare ancora tutto quanto, senza alcun freno. Il capitalismo neoliberista, perennemente in crisi, sceglie allora la strada del riarmo e della guerra perché è lì che si produce il business oggi.
I Re sono i padroni delle città e del territorio, i signori della rendita, della guerra, delle frontiere, delle piattaforme, dei nuovi domini tecnologici e digitali.
I re sono anche qui, in Europa, e ci trascinano in guerra, ci riportano all’inevitabilità delle fonti fossili e del capitalismo estrattivo, pensano alle nazioni come portatrici di sacri valori e all’Europa come una fortezza da difendere e non come un progetto comune da alimentare con scambi e connessioni. I re sono allora i governi e i vertici Ue che smantellano welfare e investono sull’economia bellica, fiancheggiano il genocidio, producono un orizzonte di guerra.
Di fronte a loro, però, qualcosa si muove. Crescono dissenso, coalizioni larghe, reti capaci di connettere lotte diverse e territori diversi. No Kings non è solo una battaglia di resistenza. È uno spazio per costruire mobilitazioni concrete, allargare le alleanze, uscire dalla catastrofe come unico orizzonte, e pensare nuove forme di connessione tra locale e globale, tra città e territori ribelli, movimenti, comunità e pratiche di democrazia radicale.
Come abbiamo fatto a gennaio a Bologna, crediamo che nel pieno di questa fase di superamento della democrazia liberale — dove svolte autoritarie ed economie di guerra si saldano sempre più apertamente — serva confrontarci, allargare lo sguardo, trovare nuove lenti per leggere il mondo che cambia, e farlo a partire dai territori e dalla lotta di classe che è tornata potente e pienamente intersezionale.
Non possiamo accontentarci di vecchie narrazioni. Dobbiamo costruire insieme gli strumenti, le alleanze e le rotte nuove: un vascello per attraversare questo mare in tempesta, sognare mondi nuovi qui e ora, ed irrompere nuovamente insieme.
Per questo ci troviamo a Genova il 18 luglio, nelle giornate di “25Genova 2001-2026”: per continuare il percorso, allargare la rete, organizzare i prossimi passaggi.
Presto nuove informazioni sullo svolgimento dell’assemblea.
No Kings.
No autocrati, no padroni.
Costruire coalizioni, confederare lotte, convergere.
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