Riprendiamo una dichiarazione dell’Alleanza Internazionale degli abitanti sulla risoluzione europea sulla crisi abitativa e in calce la relativa documentazione –
l Parlamento europeo si schiera con la finanza, l’immobiliare (e Rearm EU) invece di affrontare la crisi abitativa
I movimenti rilanciano la mobilitazione per costruire un Piano Europeo per la Casa basato sull’abitare come diritto.
Prossima tappa: Global Housing Action Days, 23–29 marzo 2026.
L’Alleanza Internazionale degli Abitanti critica con forza il voto del Parlamento europeo del 10 marzo 2026 sul rapporto della Commissione HOUS sulla crisi abitativa nell’Unione europea.
Sebbene il rapporto riconosca la gravità e l’ampiezza della crisi, non include impegni concreti rispetto alle proposte avanzate dai movimenti sociali, dalle autorità locali, dalle forze politiche di sinistra e dai governi progressisti per affrontare la crisi strutturale dell’abitare in Europa.
I numeri sono allarmanti: almeno 1,2 milioni di persone sono senza casa in Europa, tra cui 400.000 bambini, mentre 20 milioni di persone vivono in condizioni abitative inadeguate. In molti paesi il costo dell’abitare supera il 40% del reddito delle famiglie.
Eppure il rapporto non prevede le misure necessarie per raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla Risoluzione del Parlamento europeo sulla casa del 21 gennaio 2021: porre fine alla condizione di senza casa e garantire che il costo dell’abitare non superi il 30% del reddito entro il 2030.
Per raggiungere questi obiettivi è necessario:
* rendere effettivamente esigibile il diritto alla casa, sia a livello nazionale sia a livello dell’Unione europea, in particolare per prevenire sfratti e pignoramenti senza un’abitazione alternativa adeguata;
* istituire un forte servizio pubblico di edilizia sociale, finanziato anche attraverso i fondi strutturali dell’UE, in coordinamento con gli Stati membri, le autorità locali e le organizzazioni cooperative e comunitarie;
* regolare e calmierare il mercato degli affitti, a partire dalle locazioni a breve termine, consentendo ai governi nazionali e locali di adattare le politiche ai propri contesti specifici.
Al contrario, il rapporto sostiene la finanziarizzazione dell’edilizia sociale attraverso fondi di investimento sotto l’egida della Banca Europea per gli Investimenti e arriva persino a proporre misure contro le persone povere che, per necessità, occupano abitazioni vuote e contro gli attivisti che le sostengono, inclusa la proposta di registrarli in una banca dati di Interpol.
Il rapporto rimane inoltre in silenzio sull’urgenza di regolare l’uso dell’Intelligenza Artificiale nelle piattaforme immobiliari, che contribuisce a gonfiare artificialmente i prezzi delle abitazioni e a rafforzare le discriminazioni.
Questo voto rappresenta un grave passo indietro, frutto della pressione delle lobby finanziarie e immobiliari e sostenuto da forze centriste, di destra e di estrema destra che avanzano le loro “soluzioni” in risposta ai tagli al welfare promossi dalla Commissione europea per finanziare l’agenda Rearm EU. Il Commissario europeo per la Casa, Jørgensen, e i Socialdemocratici hanno preferito accettare questo esito piuttosto che contrastarlo.
Tuttavia la realtà è più forte — così come lo è l’impegno dell’Alleanza Internazionale degli Abitanti.
Per questo rivolgiamo un appello alle reti e alle organizzazioni sociali e sindacali internazionali in tutta Europa — tra cui International Union of Tenants, FEANTSA, Fondation pour le Logement ed EAC — così come alle organizzazioni nazionali come Unione Inquilini in Italia e PAH in Spagna, insieme alle forze politiche di sinistra e progressiste, per rilanciare insieme la mobilitazione per costruire dal basso un vero Piano Europeo per la Casa, basato sull’abitare come diritto e non come asset finanziario.
Prossima tappa: Global Housing Action Days, 23–29 marzo 2026.
ALLEANZA INTERNAZIONALE DEGLI ABITANTI
