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Achtung, Die Rauber!

di Marino
Calcinari

Johann Friedrich Schwann era un locandiere che esercitava la sua professione a Waihingen an der Enz, una città del Wurttemberg poco lungi da Stoccarda, un uomo con una cattiva reputazione, con un passato da criminale e noto come il Sonnenwirt “l’oste del Sole”, che pero ebbe il merito di ispirare il celebre racconto di Friedrich Schiller intitolato Der Verbrecher aus verlorener Ehre (Il criminale per l’onore perduto). Ma procediamo con ordine.

Innanzitutto una premessa. Lo citiamo perché un giorno una piccola famiglia si fermò da lui per un breve periodo, in attesa di riprendere il viaggio per raggiungere Lorch al confine con la Baviera..

Lui era Johann Caspar Schiller, medico chirurgo arruolato nell’esercito, in un reggimento di Ussari, lei era Dorothea Kodweiss, sua moglie e la piccola Christophine, la figlioletta, di due anni d’ età. La madre però era incinta, al settimo mese, e viste le sue condizioni Caspar Schiller decise di fare sosta in quel luogo. Sul campo di battaglia intanto, era il tempo della cosiddetta guerra dei Sette Anni, ed aveva fatto scalpore l’ esito della battaglia di Leuthen (o Lutyinia,) un paesimo della Polonia dove i prussiani avevano affrontato l’esercito imperiale austriaco, comandato dal principe Carlo Alessandro di Lorena e dal maresciallo Leopold Joseph von Daun e, se pur di molto inferiori numericamente lo avevano sconfitto e disperso in maniera umiliante.

 

Schiller così nacque in un contesto segnato da vicissitudini e precarietà a Marbach sul Neckar il 10 novembre 1759. Suo padre ala fine smobilitò col grado di capitano ed alla fine fu nominato soprintendente dei “Giardini della Solitudine” , una villa del duca di Wurrtemberg poco distante da Stoccarda.

La famiglia si trasferì a Ludwigsburg nel 1767 e qui Schiller visse gli anni formativi della sua giovinezza, la sua vita poteva scorrere anche tra piacevolezze e svaghi, ma potè frequentare la locale Scuola di Latino, anche se studiò spesso da autodidatta, leggendo le rime del Klopstock e componendo qualche verso, poi costretto dal bisogno, nel 1773 entrò in un collegio militare pur continuando a studiare giurisprudenza.

 

Nel 1781 a 22 anni Schiller aveva compiuto il suo curriculum come studente in medicina ed era diventato medico militare a Mannheim, nel Wurttemberg. Per per la storia della letteratura tedesca era quello il tempo dello “Sturm und Drang”,- “sconvolgimento ed impeto” -del palesarsi di un fenomeno letterario che rivalutava l’irrazionale, respingendo frivolezze e stereotipi, nonché ogni tradizionalismo ed ambientando le vicende spesso violente e fantasttiche i cui protagonisti erano gli irregolari, apolidi, fuggitivi e appunto, i “masnadieri”, banditi dalla società che compivano rapine, saccheggi, violenze, in contesti dei piu’ diversi in cui essi comparivano come gli spietati, uomini senza dio, senza patria, senza gloria.

 

Nel 1782, approfittando della confusione creatasi a Stoccarda per la visita del Granduca Paolo di Russia, Schiller si rifugiò con l’amico Andreas Streicher a Mannheim sperando di poter contare sul barone von Dalberg, il quale però essendo venuto a sapere delle sue disavventure ed i problemi creati alle pubbliche autorità, gli chiuse la porta in faccia.

Nel frattempo aveva scritto il dramma “La congiura di Fiesco a Genova ”, una storia italiana dei tempi delle Signorie, accaduta a Genova, il tentativo di un colpo di Stato avvenuto nel 1547, che intendeva rovesciare il predominio di Andrea Doria e della sua fazione .

 

Per scrivere una delle sue opere piu’ famose Schiller si avvalse poi anche delle cognizioni mediche del tempo, ad esempio compulsò le ricerche mediche di Ernst Platner,autore della Anthropologie für Aerzte und Weltweise, una delle opere antropologiche più importanti del “tardo illuminismo” tedesco .

 

Ma l’ispirazione o forse la fonte prima de “I masnadieri” fu un aneddoto di Christian Daniel Schubart(1739-1791), scrittore polemico ed anticlericale fondatore di un giornale polemico, il Deutsche Chronik, che utilizzò per attaccare apertamente l’aristocrazia e il clero, così attirandosi le ire del duca Carlo Eugenio del Württemberg, che malconsigliato dal suo entourage ne decretò, all’inzio, l’espulsione da Mannheim, poi lo incarcerò. Questi fu un poeta, giornalista e compositore noto per le sue aspre critiche contro l’assolutismo, la corruzione e il dispotismo del duca Carlo Eugenio. Nel 1777 il duca, esasperato dalle sue manifestazioni di critica pubblica e di biasimo lo attirò in una trappola e lo fece imprigionare a Hohenasperg senza alcun processo formale. Vi rimase per ben dieci anni, subendo un durissimo isolamento volto a “rieducarlo”.

 

La vita di Schiller ha una svolta nel 1784 quando incontra a Mannheim Charlotte von Kalb, una signora matura ma ancora attraente se pure inquieta ed esaltata, che non fa fatica ad avvicinarlo ed a coinvolgerlo in una fremente passione e poi ad introdurlo in società a Weimar. E sarà la giovane disinibita Charlotte ad iniziare il giovane Schiller alla vita dell’alta società.

 

Dal 1785 al 1787 Schiller lavora così alla sua prima opera il “Don Carlos” ed in quel tempo ha una relazione, che riuscirà a rompere non senza difficoltà, con la giovane Henriette von Arnim, un amore controverso che poi egli dirà “completamente sbagliato” ma che nel presente non gli fu sgradito; quindi lasciò definitivamente Dresda.

Il 22 febbraio 1790 dopo aver ottenuto la cattedra di filosofia e storia all’Universitò di Jena, Schiller si sposò con Charlotte von Lengefeld.

Nel frattempo aveva scritto la “ Storia dell’insurrezione dei Paesi Bassi” (1788) e nel 1793 finiva di comporre la piu’ impegnativa “ Storia della Guerra dei Trent’ anni 1618-1648 “.

Nel 1794 Goethe e Schiller si incontrarono. Tra loro nacque un rapporto di amicizia e di rispetto profondo

Nel 1796 Goethe riprese la scrittura del “Faust” e Schiller dopo un lungo periodo i di inattività tornò al teatro con “Wallenstein” – trionfo e caduta di un grande generale, stratega e vincitore di molte battaglie al servizio degli Asburgo la cui tragedia- fu assassinato- determinò l’esito della Guerra dei Trent’ anni.

 

La comune frequentazione con Goethe poi rese possibile un lungo periodo di attività e produzione letteraria, i due lavorarono insieme, e con ironia ed anche un antesignano sense of humour scrissero le “ Xenie”: il titolo approssimativamente può essere tradotto con “doni ospitali” e difatti colsero nel segno. Il libro andò a ruba.

Le Xenie erano infatti distici molto piccanti se non roventi, che attaccavano le ipocrisie della nobiltà e dei faccendieri borghesi, ed anche di uomini potenti o nuovi ricchi che nessuno si sognerebbe di attaccare, ma loro lo fecero e così se la ridevano, dei rampolli dei Kotzebue (una importante famiglia di Hannover) dei conti Stolberg – proprietari terrieri nella Sassonia -Anhalt- , di Matthias Claudius, signorotto di Reinfeld, ma vivente in un palazzo neoclassico ad Amburgo, di cui si chiacchierava molto, dileggiando non solo mantenuti e cicisbei ma anche Friedrich Nicolai un loro collega, tra i massimi esponenti dell’Illuminismo berlinese.

Marino Calcinari

Claudius e Nicolai però capirono e giustificarono Schiller ed ebbero con lui un fitto scambio intellettuale ed epistolare, pur rappresentando due correnti diverse della cultura tedesca dell’epoca: Nicolai era l’esponente del razionalismo illuminista puro, mentre Claudius abbracciava una sensibilità più intimista, ingenua e religiosamente radicata, vicina allo Sturm und Drang. Schiller era però tutt’ altra cosa.

 

Nel 1799 fu rappresentato il “ Wallenstein”, l’applauditissima prima della “ Maria Stuarda” avvenne nel 1800 a Weimar e nel 1801 fu la volta della “Pulzella di Orleans” a Lipsia.

Nel 1803 comparve trionfalmente sul palcoscenico di Weimar “ La fidanzata di Messina”e nel 1804 il “ Guglielmo Tell” . Ma il suo capolavoro rimane senz’ altro “I masnadieri”, le avventure e le gesta di Karl Moore che si batte contro le prepotenze dei proprietari terrieri ed è avversato dal fratello che manipola il vecchio padre contro di lui .

Karl si batte contro lo stesso destino e cavalca con i suoi amici fedeli i masnadieri: Spiegelberg, amico di lunga data, suo braccio destro ed i suoi fedeli amici: Schweizer,Schufterle, Schwarz, Razmann, Roller, Grimm. Karl è deciso a riprendere quanto gli spetta. . Ma non c’è il lieto fine in questa storia : l’anziano padre muore dal dolore, Amalia la donna amata è destinata a morire ,   il fratello preferisce suicidarsi. Karl Moore che era stato ripudiato dal padre in conseguenza dei maneggi e dell’invidia del fratello Franz, si sarebbe vendicato nel modo più violento.

Schiller morì prematuramente di tubercolosi il 9 maggio 1805, da anni soffriva di broncopolmonite aggravata da pleurite e peritonite, con in più serie complicazioni intestinali.Aveva solo 46 anni.

 

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