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8 marzo contro la guerra, la violenza, le disuguaglianze e il razzismo

La marea femminista che ieri ha invaso moltissime città, grandi e piccole, in Italia e in Europa ha gridato il proprio  NO ALLA GUERRA ed ha colorato strade e piazze  di fucsia, il colore del movimento femminista internazionale NON UNA DI MENO.
Un grande movimento femminista, aperto al transfemminismo ed alle soggettività nomadi, che  dimostra di essere quel femminismo del 99% immaginato dal manifesto che lo aveva lanciato qualche anno fa.
Un femminismo che lotta per difesa dei diritti  delle donne ma lo fa con lo sguardo lungo di chi vuole cambiare il mondo confliggendo con i sistemi di potere che vorrebbero rendere impossibile questo cambiamento.
Uno sguardo per questo intersezionale che coglie le contraddizioni di genere, classe, razza e quindi le soggettività materiali coinvolte.
“Devi comportarti come se fosse possibile cambiare radicalmente il mondo e devi farlo costantemente” ha scritto Angela Davis.
Questo movimento femminista e transfemminista ci sta provando.
L’alternativa da “Sud”
Una Jalta 2.0

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