Proposta di risoluzione del GUE / NGL per la seduta plenaria del Parlamento Europeo, in votazione il 15 maggio 2020

A. considerando che, dopo vari rinvii, la Commissione dovrebbe presentare una proposta aggiornata per il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 alla fine di maggio 2020, nonché una proposta per un piano di risanamento a sostegno della ripresa dopo la crisi COVID-19, con maggiori finanziamenti e risorse;

B. considerando che la pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto enorme e dirompente sui sistemi economici degli Stati membri e ha causato perturbazioni alla società, in particolare per quanto riguarda i gruppi vulnerabili e il reddito e i diritti dei lavoratori; considerando che l’entità della contrazione economica derivante dalla crisi sanitaria non ha precedenti; considerando che il PIL dell’UE dovrebbe contrarsi di circa il 7,5% nel 2020, precipitando molto più profondamente rispetto alla crisi finanziaria mondiale nel 2009 e di rimbalzare solo del 6% nel 2021;

C. considerando che la pandemia di COVID-19 ha messo in luce le conseguenze delle politiche neoliberali dell’UE e l’assenza di coordinamento e solidarietà tra gli Stati membri in tempi di crisi sanitarie, che hanno anche ritardato le misure necessarie per sostenere gli Stati membri in gravi difficoltà e per stimolare l’economia e il recupero sociale; considerando che l’UE non è riuscita a promuovere una strategia comune per combattere il virus al fine di evitare la concorrenza tra gli Stati membri per scarse risorse sanitarie;

D. considerando che i sistemi sanitari pubblici sono stati e continuano a subire forti pressioni per garantire un’adeguata assistenza a tutti i pazienti; che ricevono sempre meno finanziamenti e vengono trascurati a causa dei processi di liberalizzazione e privatizzazione, da un lato, e di misure di austerità di destra, dall’altro;

E. considerando che la Commissione ha deciso di attivare la “clausola generale di salvaguardia” stabilita dalle norme sul disavanzo del Patto di stabilità e crescita nel tentativo di incoraggiare la spesa pubblica da parte degli Stati membri, ma non ha intrapreso alcuna azione decisiva per sostituirla con un nuovo Patto Sostenibile per lo sviluppo e l’occupazione;

F. considerando che la BCE si è impegnata a istituire un programma di acquisto di emergenza pandemica da 750 miliardi di EUR per l’acquisto di titoli del settore pubblico e privato, che alleggerirà parzialmente il debito pubblico durante la crisi, nonché 120 miliardi di EUR in misure di allentamento quantitativo e 20 miliardi di EUR in acquisti di debito;

G. considerando che il 23 aprile 2020 i capi di Stato o di governo dell’UE hanno approvato le decisioni dell’Eurogruppo sul MES del 9 aprile 2020, unitamente alle decisioni sulla BEI e alle proposte della Commissione, per un pacchetto del valore di 540 miliardi di EUR, che è inadeguato, e in alcuni casi inappropriato, dal momento che il pacchetto MES impone prestiti e una rigorosa condizionalità e non garantisce i diritti del lavoro e salari garantiti nel quadro di SURE;

H. considerando che la crisi COVID-19 ha effetti molto diversi sulle economie degli Stati membri e delle regioni, poiché le possibilità di reagire alla crisi economica variano sostanzialmente; considerando che anche gli Stati membri e le regioni più colpiti dalla crisi sanitaria soffriranno maggiormente in termini economici;

I. considerando che in tutti gli Stati membri i segmenti più vulnerabili della popolazione saranno più colpiti dalle conseguenze economiche della crisi sanitaria; considerando che è molto probabile che le disparità sociali, economiche e regionali, sia all’interno degli Stati membri che nell’insieme dell’UE, aumentino;

J. considerando che gli Stati membri dispongono di spazi fiscali molto diversi; considerando che le strutture eterogenee dell’UE, il diverso impatto delle sue politiche e le risposte inadeguate alla crisi economica possono rischiare di provocare una nuova crisi del debito sovrano;

K. considerando che è dovere di tutti gli attori europei trasformare le loro economie al fine di sostenere società inclusive, equilibrate e sostenibili dal punto di vista ambientale; che qualsiasi soluzione economicamente significativa per il recupero dall’UE non deve aumentare ulteriormente il debito degli Stati membri;

L. considerando che durante la precedente crisi l’attuale quadro di governance economica, in particolare il patto di stabilità e crescita, si è rivelato altamente prociclico e ha quindi aggravato le differenze economiche nell’UE;

M. considerando che le misure che sono state adottate e prese in considerazione a livello dell’UE sono lungi dall’essere la risposta necessaria ai problemi derivanti dalla situazione economica e sociale che è stata aggravata dalle conseguenze dell’epidemia di COVID-19; considerando che queste misure, come evidenziato nelle recenti riunioni dell’Eurogruppo, hanno messo in luce le profonde contraddizioni all’interno dell’UE, nonché la mancanza di solidarietà e una risposta adeguata all’entità dei problemi che gli Stati membri e i popoli europei devono affrontare, pur facendo concessioni agli interessi delle maggiori potenze europee e dei grandi gruppi economici e finanziari; che tali misure sono limitate e temporanee, determinate secondo una logica di indebitamento che aggiunge ulteriore debito a debiti già insostenibili e in base a condizionalità che non garantiscono né i diritti dei lavoratori e dei popoli né rispondono alle esigenze degli Stati membri, approfondendo le asimmetrie, disuguaglianze e relazioni di dipendenza all’interno dell’UE;

N. considerando che l’epidemia COVID-19 non deve in alcun modo essere utilizzata in modo scorretto come scusa per i ritardi nell’affrontare l’emergenza climatica e ambientale; che ora più che mai vi è una necessità e un’opportunità per una ricostruzione sociale e verde della nostra società e della nostra economia dopo lo scoppio;

O. considerando che sia l’epidemia stessa che la conseguente crisi economica e sociale sono problemi globali; che la concorrenza deve essere sostituita dalla solidarietà e dalla cooperazione a livello globale;

P. considerando che l’ILO ha affermato che la crisi economica e del lavoro accelerata dalla pandemia di COVID-19 potrebbe comportare la perdita globale di 195 milioni di posti di lavoro a tempo pieno nel secondo trimestre del 2020;

Q. considerando che le persone in alloggi precari, in lavori precari e atipici, in accampamenti informali o senzatetto e che vivono in strada, senza accesso all’acqua e servizi igienici adeguati, ma anche senza accesso adeguato alle informazioni e un adeguato accesso digitale, sono particolarmente colpite dalle misure di blocco applicate negli Stati membri;

Un QFP nuovo, ambizioso e riorientato che soddisfa i bisogni reali e le aspettative delle persone

1. ricorda la sua posizione adottata il 14 novembre 2018, sebbene insufficiente, e riconfermata il 10 ottobre 2019, secondo cui gli stanziamenti d’impegno per il periodo 2021-2027 dovrebbero essere fissati a 1.324,1 miliardi di EUR a prezzi 2018 (1,3% del RNL dell’UE-27 pre-crisi); sottolinea che la crisi COVID-19 ha radicalmente cambiato l’intero contesto in cui questa posizione è stata adottata; sottolinea pertanto che sono necessari stanziamenti sostanziali ulteriori a quelli della posizione del Parlamento per far fronte alla crisi in atto, alle crescenti disuguaglianze e divergenze tra gli Stati membri e alle più gravi sfide sociali, economiche, territoriali, ambientali, occupazionali e sanitarie;

2. ricorda che la politica di coesione si basa sulla solidarietà e ha dimostrato ancora una volta di essere una delle politiche più efficaci per affrontare le gravi sfide connesse alla crisi COVID-19; chiede un bilancio a lungo termine rafforzato per la politica di coesione e una politica agricola comune profondamente riformata e veramente sostenibile con maggiori dotazioni in termini nominali rispetto al QFP 2014-2020; ricorda che queste due politiche garantiscono la convergenza, il benessere delle persone, un equo tenore di vita e lo sviluppo rurale e che contribuiscono alla lotta contro le disparità sociali, economiche e territoriali tra le regioni e gli Stati membri;

3. sottolinea che eventuali future modifiche legislative dovrebbero essere accompagnate da un’indicazione del possibile impatto di bilancio sulla politica di coesione; sottolinea che la politica di coesione non può essere trattata semplicemente come uno strumento per aumentare o incanalare altri fondi e strumenti; sottolinea che se la politica di coesione deve affrontare nuove priorità in settori quali la salute, il turismo sostenibile e la cultura e concentrarsi maggiormente su determinate priorità sociali e del lavoro, è necessario un significativo aumento delle risorse; ricorda che le sovvenzioni devono rimanere lo strumento chiave nella politica di coesione, in particolare a sostegno dei servizi pubblici e sociali e delle PMI; chiede misure speciali di protezione per i comuni, che sono essenziali in quanto crisi e le conseguenti prospettive economiche negative porteranno a notevoli perdite di reddito, in particolare per i comuni, e al contempo a un ulteriore onere finanziario;

4. ricorda che la pace e la solidarietà costituiscono valori fondamentali dell’UE che dovrebbero essere costantemente sostenuti dal bilancio dell’UE; sottolinea inoltre la rapida diffusione in tutto il mondo della pandemia COVID-19 e anche il suo grave impatto sui paesi terzi; è convinto che la solidarietà e la cooperazione internazionale siano necessarie per superare questa crisi globale; chiede pertanto l’annullamento degli stanziamenti per le politiche di difesa, militari e di sicurezza interna e la riassegnazione dei loro bilanci alle politiche di convergenza e di solidarietà, quali le politiche di coesione, agricoltura, aiuti umanitari e vicinato e sviluppo; ritiene fondamentale che i donatori non riassegnino i finanziamenti già assegnati alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi (SRHR) ad altre priorità relative alla risposta COVID-19; ritiene che l’UE dovrebbe includere SRHR nella sua risposta umanitaria e allo sviluppo alla pandemia di COVID-19;

5. sottolinea che la pandemia COVID-19 ha illustrato la necessità imperativa di maggiori e sufficienti finanziamenti per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), l’Agenzia europea per i medicinali (EMEA) e l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA), come nonché per le autorità nazionali responsabili di questi settori attraverso programmi dell’UE;

6. ritiene che, in risposta alla crisi COVID-19, una quota maggiore del QFP 2021-2027 dovrebbe essere assegnata ai servizi pubblici nazionali, regionali e comunali, ai sistemi di assistenza sanitaria pubblica, alla ricerca, al Fondo di aiuti europei per i più deprivati ​​(FEAD), istruzione, ambiente e programma LIFE, PMI, pesca costiera su piccola scala, sviluppo e politiche umanitarie;

7. sottolinea che una riduzione del 70% di CO2 entro il 2030 è necessaria per raggiungere l’obiettivo di 1,5 gradi C nell’accordo di Parigi, tenendo conto dei principi di equità nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC); sottolinea che gli obiettivi 2021-2027 del QFP in materia di clima e integrazione della biodiversità dovrebbero andare oltre i livelli stabiliti nella sua relazione interlocutoria; chiede un obiettivo di spesa per il clima e l’ambiente del 50% per il prossimo QFP;

8. chiede l’integrazione orizzontale degli obiettivi dell’accordo di Parigi e degli OSS delle Nazioni Unite; sottolinea che una transizione equa dovrebbe essere considerata anche un approccio politico orizzontale dell’UE che consacra i valori del rispetto dei diritti sociali e ambientali, del benessere delle persone e della convergenza sociale, economica e territoriale verso l’alto e raggiunge una profonda decarbonizzazione in linea con gli obiettivi del 2030 ; sottolinea che il Fondo di transizione equa dovrebbe attuare tali valori e garantire la necessaria transizione sostenibile, inclusiva e socialmente giusta verso un’economia a zero emissioni di carbonio;

9. suggerisce che i settori prioritari sostenibili e le linee di bilancio con un’elevata capacità di creare attività economiche, posti di lavoro di alta qualità e in particolare volti a ridurre la disoccupazione giovanile, dovrebbero essere identificati tra le rubriche del QFP e dovrebbero ricevere finanziamenti prioritari, alla luce dell’intenzione di assegnare fondi a progetti cantierabili;

10. ribadisce la sua posizione di non dare il proprio consenso a un nuovo QFP senza un accordo su un sistema di risorse proprie dell’UE rivisto ed esteso;

11. chiede che il massimale delle risorse proprie dell’UE sia aumentato al 2% dell’RNL pre-crisi dell’UE-27 per l’intero periodo 2021-2027; sottolinea che i fondi aggiuntivi derivanti da questo aumento dovrebbero essere assegnati esplicitamente alle politiche che contribuiscono alla mitigazione di COVID-19, nonché alle politiche fondamentali dell’UE in materia sociale, ambientale e di solidarietà;

12. invita la Commissione a proporre un nuovo QFP 2021-2027, molto più ambizioso e riorientato, in linea con i principi di cui sopra, con maggiori finanziamenti per le politiche di coesione, clima, occupazione e salute;

13. invita la Commissione a preparare immediatamente un piano di emergenza del QFP ambizioso e basato sulla solidarietà per l’eventualità quasi inevitabile che il QFP 2021-2027 non venga concordato in tempo per entrare in vigore il 1° gennaio 2021, al fine non solo di fornire una rete di sicurezza per i beneficiari dei programmi dell’UE semplicemente estendendo i massimali del 2020, ma anche per contribuire efficacemente a mitigare l’impatto sfaccettato di COVID-19; sottolinea che il piano di emergenza del QFP dovrebbe essere valido per almeno un anno, a partire dal gennaio 2021, e dovrebbe prevedere adeguamenti, riorientamento e flessibilità adeguati, nonché aumenti mirati;

Un piano di risanamento socialmente e ambientalmente giusto che non lascia indietro nessuno

14. deplora il ritardo della Commissione nella presentazione del suo piano di risanamento e sottolinea la necessità di un coordinamento e una pianificazione efficaci a livello dell’UE; invita la Commissione a presentare un piano di ripresa olistico basato sul metodo comunitario e che consenta agli Stati membri di trasformare le loro economie in modo sostenibile, coeso e socialmente equilibrato in linea con gli OSS;

15. invita la Commissione a presentare un Fondo europeo per il recupero di almeno 1,5 trilioni di EUR, finanziato tramite obbligazioni perpetue a tasso di interesse zero, che dovrebbe essere distribuito tra gli Stati membri in linea con le regole della coesione e utilizzando sovvenzioni senza condizionalità macroeconomica o di altro genere; ritiene che tali obbligazioni dovrebbero essere acquistate dalla BCE ed escluse ai fini del rispetto del patto di stabilità e crescita fino alla sua abrogazione;

16. ricorda che la coesione e la convergenza dovrebbero essere i pilastri chiave del piano di risanamento; ritiene che la ripresa in tutta l’UE debba basarsi su strumenti e politiche a livello dell’UE che evitino di ampliare le divergenze causate dall’impatto asimmetrico della crisi; ritiene che una forte politica di coesione sosterrà la ripresa di tutte le regioni, invertendo l’approfondimento delle disparità sociali, economiche e territoriali e aiutando le società e le persone più colpite, più deboli e più vulnerabili, promuovendo la crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro; ritiene che la risposta immediata alla crisi e il sostegno alla liquidità dovrebbero continuare fino a quando gli Stati membri, le regioni e i settori più colpiti mostrino chiari segnali di ripresa; sottolinea che, al fine di costruire la resilienza alle crisi a lungo termine, la stabilità economica, l’equità sociale e la crescita sostenibile, il piano di risanamento deve garantire ambiziosi investimenti pubblici che promuovano la salute, l’istruzione, la formazione, l’economia digitale e l’ambiente, affrontando fermamente le sfide strutturali; chiede che il piano di risanamento tenga pienamente conto in tutte le sue dimensioni delle caratteristiche specifiche delle regioni ultraperiferiche quali definite all’articolo 349 del TFUE;

17. invita la Commissione a garantire che le disuguaglianze aggravate e il debito pubblico asimmetrico causati dalla pandemia di COVID-19 siano affrontati in modo concreto, non con misure di austerità, comprese le sovvenzioni a tasso zero, e la mutualizzazione e la ristrutturazione di nuovi debiti;

18. sottolinea che l’epidemia di COVID-19 ha illustrato le carenze dell’economia di mercato, con produzione e commercio controllati da imprese multinazionali e un settore finanziario gonfiato; ritiene che una strategia di ripresa dovrebbe concentrarsi su investimenti pubblici a lungo termine in settori essenziali dell’economia reale, che creeranno posti di lavoro di alta qualità e uno sviluppo equo e conseguiranno ambiziosi obiettivi climatici; sottolinea l’urgente necessità di un piano di investimenti pubblici per promuovere lo sviluppo di un settore produttivo pubblico, in particolare per settori strategici quali medicinali, prodotti sanitari, dispositivi di protezione individuale e dispositivi medici; sottolinea che gli aiuti di Stato e tutte le altre forme di sostegno finanziario da parte degli Stati membri e dell’UE devono essere assegnati solo a società che non eludono le tasse e non hanno pagato dividendi;

19. ritiene che il pacchetto complessivo di 540 miliardi di EUR approvato dall’Eurogruppo il 9 aprile 2020 sia tristemente insufficiente alla luce delle crescenti esigenze; deplora che questi strumenti siano essenzialmente strumenti di debito, il che comporterà un’esplosione del debito pubblico in tutti gli Stati membri; si oppone alla portata limitata, alla capacità limitata, alla condizionalità e alla vigilanza connesse ai 240 miliardi di EUR forniti tramite il MES, il che ha indotto gli Stati membri che hanno maggiormente bisogno di assistenza finanziaria a non utilizzare tali strumenti; invita l’Eurogruppo a riesaminare sia il livello di assistenza sia i termini nella sua proposta;

20. è profondamente preoccupato per i metodi statistici della Commissione, in particolare le ipotesi di leva finanziaria eccessivamente ottimistiche che applica allo scopo di generare fondi; è fermamente convinto che la semplice rietichettatura degli strumenti di finanziamento esistenti non sarà sufficiente per la ripresa e la trasformazione economica urgentemente necessarie;

21. rileva che la pandemia COVID-19 e la conseguente recessione economica, l’emergenza climatica e l’ineguaglianza estrema sono indissolubilmente interconnesse; invita la Commissione ad aumentare il bilancio del piano di investimenti sostenibili a 2 trilioni di euro per finanziare un accordo sociale e verde progressivo europeo con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze, creare milioni di nuovi posti di lavoro, rafforzare la coesione economica e sociale, la preparazione dei sistemi sanitari per future pandemie e affrontare l’emergenza climatica; sottolinea che il denaro pubblico dovrebbe essere destinato a progetti pubblici e realizzare guadagni pubblici; ritiene che la comunicazione del 14 gennaio 2020 del piano di investimenti per l’Europa sostenibile della Commissione sia insufficiente e eccessivamente dipendente dalla mobilitazione di finanziamenti privati ​​con garanzie pubbliche;

22. chiede un piano di sostegno europeo per le PMI e in particolare i settori dell’istruzione, dello sport, della cultura, dei media, creativo e turistico, che sono tra quelli più gravemente colpiti dalla crisi;

23. chiede, alla luce della recente sentenza della Corte costituzionale federale tedesca, che gli Stati membri cambino urgentemente il mandato della BCE al fine di consentirle di agire come un vero prestatore di ultima istanza simile alle banche centrali in altre giurisdizioni e sottoporlo a pieno controllo democratico; sottolinea che la Commissione può superare le attuali difficoltà giuridiche trattenendo le obbligazioni fino a quando non saranno apportate le necessarie modifiche giuridiche;

24. chiede l’abrogazione del patto di stabilità, della legislazione in materia di governance economica (“six pack” e “two pack”), del semestre europeo e del trattato di bilancio e della loro sostituzione con un patto per lo sviluppo sostenibile e l’occupazione, che garantirà occupazione, crescita inclusiva e protezione dell’ambiente; sottolinea che, in questo modo, l’UE e gli Stati membri svilupperanno lo spazio di manovra necessario per promuovere gli investimenti pubblici, finanziare i servizi pubblici e le loro funzioni sociali, promuovere l’attività economica, in particolare nei settori produttivi, e consentire la proprietà e il controllo pubblici di settori strategici dell’economia; sottolinea inoltre che ciò garantirà che la “flessibilità” ora consentita dall’UE non sarà seguita da politiche di austerità, che hanno impoverito ampie parti della società, ad esempio a seguito della crisi scoppiata nel 2008;

25. chiede la rinegoziazione dei termini, delle scadenze, degli interessi e degli importi del debito pubblico, consentendo il riorientamento delle risorse dal servizio del debito alle urgenti necessità economiche e sociali negli Stati membri;

26. invita la Commissione ad adottare misure per ridurre al minimo gli effetti collaterali del necessario allentamento delle norme sugli aiuti di Stato, che molto probabilmente amplierà il divario tra gli Stati membri e tra le imprese;

27. sottolinea che l’accesso a qualsiasi finanziamento di risanamento deve rispettare lo stato di diritto, essere in linea con l’obiettivo di 1,5 gradi C nell’accordo di Parigi e gli obiettivi di riduzione delle emissioni del 2030, rispettare gli obiettivi sociali come la riduzione della povertà e delle disparità di reddito e combattere evasione fiscale, pianificazione fiscale aggressiva, elusione fiscale e riciclaggio di denaro;

28. invita la Commissione a escludere le società offshore e le società che si sono impegnate in evasione fiscale, elusione fiscale o frode fiscale dai programmi della BEI per affrontare le conseguenze economiche e sociali della pandemia, nonché da altri aiuti pubblici relativi al COVID-19, in particolare il fondo di disoccupazione SURE;

29. ritiene che un meccanismo di tassazione del carbonio alle frontiere dell’UE, tassando efficacemente il carbonio aggiuntivo generato dalla produzione al di fuori dell’UE e trasportandolo verso di essa, dovrebbe essere combinato con un trasferimento di tecnologie ambientali attraverso la concessione di licenze gratuite ai paesi in via di sviluppo;

30. sottolinea che i lavoratori non dovrebbero, in nessun caso, pagare per questa crisi; chiede che la ripresa sia finanziata attraverso imposte proporzionali alla ricchezza e al reddito, di proporre un’ambiziosa imposta sulla ricchezza, di stabilire un’effettiva imposta proporzionale sul reddito delle società, in particolare per le società del settore finanziario che hanno beneficiato di transazioni a breve termine e speculative, e di sostenere un’imposta sulle transazioni finanziarie (“Tobin Tax”);

31. chiede l’adozione di misure a livello dell’UE e degli Stati membri per proteggere i posti di lavoro e i salari dei milioni di lavoratori colpiti dalla crisi e garantire la salute e le condizioni di lavoro di coloro che sono ritenuti essenziali durante la crisi, sostenendoli anche finanziariamente;

32. invita la Commissione, gli Stati membri e le regioni a finanziare progetti transfrontalieri per promuovere lo sviluppo economico e sociale attraverso fondi di cooperazione territoriale europea (CTE), sottolineando progetti su piccola scala, che potrebbero essere vitali per le aree transfrontaliere e le euroregioni, e agevolare la mobilità transnazionale del lavoro, quando le condizioni sanitarie lo consentiranno, anche promuovendo il principio delle pari opportunità e adeguando il quadro amministrativo, sociale e regolamentare;

33. insiste sul fatto che il piano di recupero e la proposta rivista del QFP salvaguardino i finanziamenti assegnati all’uguaglianza di genere, ai diritti delle donne, compresi SRHR, organizzazioni per i diritti umani e della società civile, per garantire la continuità dei programmi e affrontare l’impatto sproporzionato che la crisi avrà su donne, ragazze e gruppi emarginati;

34. chiede misure per garantire che le risposte alla crisi che seguiranno l’attuale pandemia non lasceranno indietro i gruppi più a rischio di povertà e già emarginati, comprese le minoranze e le persone con un passato migratorio; chiede che la proposta riveduta del QFP e il piano di risanamento per fornire investimenti adeguati e diretti alle organizzazioni della società civile, comprese le organizzazioni di migranti e guidate da minoranze, si concentrino su coloro che sostengono le comunità emarginate e consentano loro di raggiungere più persone; chiede che il nuovo QFP assicuri che le risorse per l’accoglienza di migranti e rifugiati e la loro integrazione e inclusione precoci incluse nel proposto Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione (FAMI) non siano ridotte e che tali gruppi possano beneficiare di un sostegno adeguato a prescindere dal loro status di immigrazione;

35. sottolinea che il Parlamento è l’unica istituzione eletta democraticamente nell’UE; deplora che il suo ruolo guida nei negoziati sul QFP 2021-2027 e il piano di recupero siano compromessi; sottolinea che il pacchetto di risanamento dovrebbe essere sostanziale e integrato nel nuovo QFP ambizioso e riorientato; invita la Commissione e il Consiglio a rispettare le prerogative del Parlamento in quanto colegislatore e a lavorare in piena trasparenza; sottolinea che ciò non consentirà alla Commissione e al Consiglio europeo di porre il Parlamento in una situazione di “prendere o lasciare”; sottolinea che tutte le misure attuate dalla Commissione devono essere soggette al controllo parlamentare; chiede che le decisioni che mettono al margine il Parlamento vengano annullate;

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Dichiarazione dell’Eurogruppo del 8 maggio 2020, ore 17:55, sul sostegno alla crisi pandemica

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