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No Kings a Bologna il 24/25 gennaio

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10 Commenti. Nuovo commento

  • Matteo Minetti
    31/12/2025 14:35

    Provo molto diffidenza verso la scelta di importare direttamente dagli USA lo slogan “No Kings”. Questo perche inevitabilmente si sceglie di importare anche una lettura liberale e non classista dei conflitti sociali.
    Il problema reale non sono i Re, che per fortuna abbiamo cacciato nel 1946, ma quella classe altoborghese che ha svenduto il paese agli interessi finanziari italiani e stranieri, che ha facilitato le privatizzazioni e la dismissione dello stato sociale. Parliamo di Ciampi, Prodi, di Monti, di Draghi, di Bersani e Gualtieri ministro dell’economia per Renzi. La libertá non ci manca. Ci manca il futuro rubato da 30 anni di neoliberismo in nome dell’UE e della NATO.
    Quelli che oggi ci portano alla guerra, come la Presidente von der Leyen, non sono tiranni. Sono stati votati democraticamente dal larghissime maggioranze compreso il PD nostrano e i Verdi, assieme a FdI e FI.
    Non confondiamo l’Europa con gli USA, abbiamo storie diverse. Riconquistiamo la rappresentanza popolare indicando le responsabilitá che ben conosciamo e la nostra differenza di comunisti.

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    • redazione
      08/01/2026 10:38

      Caro Matteo, il tuo commento meriterebbe un confronto che spero potremo sviluppare. Va detto però che una sensibilità verso la crisi della democrazia in quanto espansione del dominio di classe sul terreno dei diritti non comporta necessariamente l’abbandono del terreno delle lotte sul terreno sociale. E’ necessario il lavoro di tutte e tutti (e qui uso la distinzione tra femminile e maschile in termini non inclusivi ma differenzianti) per connettere gli elementi di analisi critica su tutti gli aspetti e i riflessi della lotta di classe. Questa anbalisi non è un dato solo teorico,ma teorico-pratico, cioè si può colloca e si può far forte di una relazione dialettica con “ciò che si muove” senza appiattircisi sopra. (Utilizzo la “risposta al commento”, ma si tratta di un punto di vista personale.) Giancarlo Scotoni

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      • Matteo Minetti
        13/01/2026 17:13

        Caro Giancarlo, non ne faccio una questione di principio ma di opportunitá strategica.
        Ovvio che negli USA il Partito Democratico stia ricompattando l’opposizione contro il “tiranno” Trump.
        Ma in Italia e in Europa la rappresentanza democratica era in crisi ben prima dell’avvento del capriccioso peldicarota, pur rispettando tutte le forme democratiche.
        La scelta autolesionista per il sistema maggioritario ha chiaramente ( come nelle intenzioni) favorito la componente conservatrice ( del proprio privilegio, non dei valori costituzionali).

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  • Matteo Minetti
    31/12/2025 14:47

    errata corrige
    Non Gualtueri, era Pier Carlo Padoan il ministro dell’economia del Governo Renzi,
    con Carlo Calenda allo sviluppo economico.

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  • Cristina Rinaldi
    02/01/2026 9:01

    Condivido l‘opinione di Matteo Minetti

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  • pasquale di lena
    05/01/2026 20:49

    Trovo inoppurtuno !NioKings” , ma “No ai Re o, “No ai conquistatori, Il testo in rosso si fa molta fatica a leggerlo

    Rispondi
  • pasquale di lena
    05/01/2026 20:50

    Trovo inoppurtuno !No Kings” , ma “No ai Re” o, “No ai conquistatori, Il testo in rosso si fa molta fatica a leggerlo

    Rispondi
  • Roberto Musacchio
    08/01/2026 15:28

    Questa è una discussione interessante che confermo è presente nella convergenza che promuove l’appuntamento di Bologna. Come detto opportunamente da Scotoni il tema è la rottura crescente tra capitalismo e democrazia che riguarda sia le istituzioni che la vita delle persone. Naturalmente ci sono modi e forme diverse del manifestarsi di questo tema a secondo dei vari sistemi politici. Ma proprio la natura di convergenza che promuove Bologna aiuta a letture articolate. Io penso che Transform si farà sede di discussione.

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