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L’Europa reale ci riporta a Weimar

di Roberto
Musacchio

Merz, leader della Cdu che è il primo partito nelle elezioni tedesche, chiede che ancora prima di insediare il nuovo parlamento sia il vecchio a votare per cambiare la legge sul pareggio di bilancio. Sarebbe pure giusto, ma per fare cosa? Riarmo per rendere la Germania e la UE indipendenti, è l’idea di Merz, come di tutti i maggiorenti della UE. Poi farà un governo con la Spd, ridotta ai minimi storici. Avremo una Germania e una UE sempre più armate, a danno del welfare perno del modello sociale europeo; piene di “destre radicali” (definizione eufemistica) ; “incazzate” per aver investito tanto nella guerra Ucraina mentre i dividendi vanno ad USA e Russia. L’Europa reale ci riporta ad inizio ‘900. Merz è un altro di quei personaggi improbabili promossi da questa sorta di società per funzioni che è la UE. Nella parte privata delle sue sliding doors è passato anche per Blackrock, mega società di investimenti con casa madre a New York. Atlantista, anticomunista, sarà chiamato a gestire la Germania in una fase in cui le due sponde occidentali si divaricano. Ma sarà l’anticomunismo a tenerle in connessione. Abbandonata da 30 anni l’Europa sociale e costituzionale adottando un trattato ordoliberale come Maastricht e sostituita la democrazia a sovranità popolare con il funzionalismo tecnocratico ora alleato con i sovranisti eredi delle destre novecentesche, la UE si affida a personaggi come Merz, o Draghi, per gestire la propria Weimar. In attesa che altre Meloni crescano. Alle immagini di Macron, a cui Trump spiega che l’accordo tra lui e Putin sarà fatto in poche settimane e che lui, Macron, può anche mandare le sue truppe a ramazzare, o quelle di Von Der Leyen a Kiev ancora nella parte della Giovanna d’Arco che fa pubblicare post battaglieri della Commissione Europea che raccontano la Storia coi modi della vecchia Pravda, si sovrappone quella di Meloni che parla alla convention dei conservatori USA e si propone come leader reale. Fosse per le donne tedesche che votano per la Linke mentre i maschi preferiscono la Afd, non avrebbe il consenso che ha. Le “a” finali di arma e guerra sono in realtà le alfa dei maschi che hanno sempre pensato di fare la storia a colpi di clava. Stando sempre al voto tedesco tanti hanno sottolineato la differenza tra Est e Ovest magari per riprendere la tesi che afferma il revisionismo storico della UE sulle affinità e magari le continuità tra nazismo e comunismo. Un successo, quello della Afd all’Est che trarrebbe origine dalla storia di prima del muro. Un modo per non interrogarsi sui 35 anni del dopo muro e di una unificazione servita più ad estendere doppi standard e a minare i diritti sociali a Est e Ovest piuttosto che a costruire una nuova Germania e una nuova Europa. Il mio affetto profondo per la Linke è anche per questa sua strenua battaglia, storica ancor più che politica, di rappresentare un’altra unificazione. E non è un caso che è oggi la Linke a combattere in prima fila sul fronte antifascista che è diventato caldissimo. Chi parla di Afd figlia della Germania Est dovrebbe invece ringraziare la Linke, che da quella Germania in cui pure era espressione del dissenso, nasce ed ora lotta contro il ritorno della vecchia Germania, unita ai suoi tempi tragici intorno ad Hitler. Guardassero costoro ai dati del voto giovanile maschio che dà il 30% alla Afd. E riflettessero su Weimar prima di buttare miliardi in un riarmo che non servirà mai a garantire ciò che invece garantì il modello sociale europeo nato dalla lotta al nazifascismo.

Roberto Musacchio

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1 Commento. Nuovo commento

  • Luigi Porro
    01/03/2025 18:40

    Purtroppo, l’odierna Germania dopo le recenti elezioni del Bundestag che hanno dato la maggioranza relativa alla CDU guidata da elementi conservatori e l’affermarsi del partito AFD, somiglia molto alla Repubblica di Weimar. Lo stesso leader della CDU, Merz, si guarderà bene da l far approvare leggi impopolari lasciando il compito al parlamento uscente, proprio come i generali che persero la prima guerra mondiale, si guardarono bene dal firmare l’armistizio e i trattative di pace capestro, lasciando l’onere ai politici del governo provvisorio. Inoltre Merz potrebbe cedere alla tentazione di collaborare col partito deĺla AFD per far passate delle leggi invise alla SPD ed alla Linke. L’unica differenza con la Weimarsrepublik è che non potrà contare su un presidente che praticamente non ha poteri, come invece ce li aveva il presidente Von Hindenburg che coi suoi decreti poteva scavalcare Il Reichstag (l’antico parlamento). Oggi come allora il popolo è diviso, i tedeschi dell’est si sentono dei cittadini di serie B, perché nei Länder orientali vedono che il loro tenore di vita è inferiore a quello degli altri tedeschi.

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