Riportiamo dalla chat della redazione:
Il Venezuela ha ridotto la sua produzione a 0,9 milioni di barili/giorno, dai3 milioni prima delle nazionalizzazioni. L’unica società Usa rimasta, con il permesso del governo USA è la Chevron, oltre all’Eni e qualche altra società europea. Le infrastrutture petrolifere si sono negli anni degradate. Gli USA hanno fatto il salto da paese importatore all’autosufficienza con lo shale oil’, un petrolio “non convenzionale” intrappolato in rocce scistose poco permeabili (argilloscisti) e si estrae principalmente tramite la tecnica del fracking (fratturazione idraulica). Per inciso il fracking produce come si può intuire, la frammentazione delle falde acquifere con gravi problemi di inquinamento. Il petrolio ‘leggero’ è quello dell’Arabia Saudita.
Come già detto gli USA possiedono una struttura di raffinazione per il petrolio pesante, che nel Venezuela ha un costo di estrazione molto basso. Il Fracking comunque ha costi di estrazione molto alti, per cui non è conveniente se il presso sul mercato è troppo basso, come è già successo.
Il controllo sul petrolio venezuelano è strategico in quanto rappresentala maggiore riserva a livello mondiale, maggiore di quella dell’Arabia Saudita, nell’immediato stabilisce un controllo sulle vendite alla Cina, principale acquirente.
A proposito delle quotazioni del petrolio sui mercati, definzioni. Il Brent è un petrolio misto (una miscela di Brent, Forties, Oseberg ed Ekofisk) estratto dal sottosuolo del Mare del Nord. Viene solitamente raffinato per ottenere gasolio e benzina. Nel contesto del trading, nei mercati in generale il Brent è uno dei benchmark di riferimento per il petrolio, specialmente per il Medio Oriente, l’Europa e l’Africa.
Il petrolio WTI (West Texas Intermediate) (per IG ‘US Crude’) è una miscela di diversi tipi di petrolio estratti e lavorati negli Stati Uniti. Viene comunemente impiegato per la raffinazione della benzina. Nel mondo del trading, il WTI rappresenta principalmente un punto di riferimento per il mercato petrolifero statunitense.
Roberto Rosso: Il Brent viaggia trai 60 e 61 dollari al barile, il WTI attorno ai 57-58. Nonostante uno scenario internazionale turbolento il prezzo resta molto basso, a causa della grande produzione ed un consumo stagnante.
https://www.theguardian.com/business/2026/jan/05/venezuelan-crude-oil-appeals-to-us-refineries