genova2021

Genova: globalizzazione alternativa

di Haris
Golemis

Leggendo la domanda posta dagli organizzatori a tutti i partecipanti a questa assemblea (“Come possiamo ‘ricostruire’ una connessione tra i movimenti a livello continentale e mondiale”) ho pensato che essa contenesse implicitamente l’informazione che tale connessione fosse stata costruita, con più o meno successo, in un passato non molto remoto, attraverso il movimento “antiglobalizzazione” o per una “globalizzazione alternativa”, del quale la “battaglia di Genova” di luglio 2001 è stata una delle pietre miliari. Stamattina Raffaella [Bolini] e Piero [Bernocchi] l’hanno detto esplicitamente.
Anche se un’analisi critica del passato è sempre necessaria quando si sta per ricominciare, non è questa la sede per discutere come si è creato questo primo collegamento internazionale dei movimenti sociali, cosa ha realizzato, dove e perché ha fallito e – principalmente – per quali ragioni alla fine si è esaurito.
Quello che voglio dire è che, secondo me, lo sforzo di creare un “movimento dei movimenti” è molto più difficile oggi di quanto fosse 20 anni fa e non solo a causa delle gravi sconfitte sociali e politiche che abbiamo subito in questo periodo. Allora il legame tra i movimenti era basato sulla necessità di combattere insieme più contro il neoliberismo, il nostro comune maggior nemico, che contro il nazionalismo che si opponeva alla globalizzazione.
Ora, sia causa del fallimento del neoliberismo nel mantenere le proprie promesse, sia dell’esplosione della pandemia da Covid, il nazionalismo è diventato molto più pericoloso, poiché il suo discorso è condiviso anche dalle principali forze politiche. Di conseguenza, la lotta comune contro di esso è altrettanto imperativa quanto quella contro l’ingiusto sistema globale.
Per quanto riguarda il futuro del movimento alter-mondialista, non so se sia possibile istituire una struttura internazionale del tipo di quella costruita in passato, almeno al momento. E, poiché la storia non si ripete, ho paura che non ci sia altra strada che procedere prudentemente, ancora una volta, per tentativi ed errori.
Tuttavia, ritengo fattibile incoraggiare la creazione di connessioni globali decentralizzate e il coordinamento su questioni tematiche. Un esempio di questa possibilità sono le mobilitazioni, due anni fa, di giovani in vari paesi contro il cambiamento climatico. Sfortunatamente, questo nascente movimento transnazionale ha subito una battuta d’arresto a causa della pandemia, ma si spera che presto ritorni dinamico.
Si possono anche stabilire o/e riattivare ed estendere collegamenti tra forti movimenti femministi nazionali esistenti, movimenti antirazzisti, movimenti per il sostegno di rifugiati e immigrati, movimenti contro l’estrazione di combustibili fossili ecc.
Ma nell’attuale congiuntura, il legame più urgente è quello tra le iniziative nel settore della cura della salute nei diversi paesi. La rivendicazione principale che può unirle e trasformarle gradualmente in un movimento globale è quella contro la privatizzazione del sistema sanitario pubblico e, soprattutto, contro il passaporto vaccinale. Collegamenti globali nel settore della cura della salute possono giocare un ruolo importante anche nella battaglia contro il pericoloso, e talvolta violento, movimento populista anti-vaccini.
Voglio concludere il mio intervento con l’ottimistico slogan “Un nuovo movimento alter-globalista è possibile”. E aggiungo che sarà creato soprattutto da una giovane generazione di attivisti in tutto il mondo che, ovviamente, potrà contare sul sostegno della vecchia guardia. Abbiamo bisogno di empatia, tenacia e pazienza.


Haris Golemis è consulente scientifico e strategico del board di Transform!Europe.
Per motivi tecnici non partecipato, com’era previsto, all’assemblea internazionale di Genova, 19 luglio 2021.
La traduzione dall’inglese della scaletta del suo intervento è a cura della nostra redazione

 

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