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Città scomparse, città perdute…

di Marino
Calcinari

La prima metropoli dell’antichità fu Eridu, la sua costruzione risale al 5° millennio a.C. ed il suo centro era occupato da un gigantesco Tempio dedicato al dio Enki.. nel corso dei secoli se ne perse memoria ma molti scavi ne riportarono alla luce le fondamenta. Situata nell’Iraq patì qualche danno nel corso del conflitto del 2003. Tra le rovine venne ritrovata una lista dei Re, ed una “Genesi”, poi manipolata o corretta dal sacerdote Beroso, e molti testi mitici che parlavano di dei e divinità altrimenti ignote, come la dea Inanna protettrice della natura e della fertilità. Ur dei caldei, patria di Abramo ha tre millenni di storia a.C., Mari in Mesopotamia era una città dove si svilupparono arti e mestieri con livelli artistici notevoli anche nei corredi funerari. In America nel III millennio a.C. a Chavin, un altopiano del Perù settentrionale, si costruiva un esteso centro cerimoniale, di cui oggi restano molte rovine. Babilonia è nota grazie al regno di Hammurabi nel XVIII sec a.C. ma le sue origini sono ben piu’remote;ce ne parla Erodoto nel Libro I, cap.VI e seguenti, poi tra la Persia e l’India abbiamo le prove dello sviluppo di grandi civiltà di cui restano tracce monumentali a Mohenjo Daro.

Si ignora l’origine storica di Troia, città hittita o pre-greca, ma sicuramente nel 2300 a.C, in Egitto fu costruita la terza piramide di Giza ed ad Ilio (o Wiliusa) nel 2500 a.C. già esistevano le grandi Mura di quella città che avrebbe subito, circa mille anni dopo un decennale assedio da parte di un’alleanza micenea.Una storia che narrava di un conflitto locale che avveniva nel tempo in cui si affacciavano sull’area mediterranea i popoli del mare intorno al 1200 a.C. La distruzione di quella città fortificata seguì alla violentissima eruzione vulcanica che aveva seppellito sotto la cenere l’isola di Thera nel 1460 a.C., inabissando gran parte di essa e un millennio dopo nel 726 d.C. si sarebbe inabissata l’isola di Thia che secondo il geografo Pomponio Mela era emersa dalle acque dopo un maremoto nel 46 d.C.. In Cina invece, nel 1027 a.C. la dinastia Shan venne sterminata e la loro capitale Anyang, sul fiume Giallo, fu distrutta dai barbari Chou che combattevano sui carri e utilizzavano alabarde di bronzo. Nella Genesi biblica si parla di due città, Sodoma e Gomorra, situate vicino al Mar Morto, che sarebbero state distrutte da tre distinti ma concatenati fenomeni naturali: un terremoto, un’eruzione vulcanica, lo straripamento di un lago, il che pare effettivamente eccessivo, ma poi c’è l’irrisolta vicenda di Megiddo, una città fortezza collocata sul fianco occidentale di un passo montano nella catena del Monte Carmelo, che controllava la  cosiddetta “via Maris”, un’antica via commerciale che connetteva l’Egitto e la Mesopotamia, che subì non meno di cinque terremoti e fu teatro di molte battaglie. Dimini, in Tessaglia,fu una delle città più antiche in Europa, il palazzo dominante aveva una sala rettangolare con porticato e colonne, verosimilmente fu costruito nel V millennio a.C. forse il 4800; secondo Pausania invece era Lycosura in Arcadia, famosa per il santuario di Despoina, divinità ctonia,la città più antica del mondo, non solo della Grecia, ma Pausania non seppe fornire argomenti validi a riguardo. Al nord nel Baltico scomparve nelle acque la città di Vineta, che era stata fondata dai Vikinghi intorno al 500 d.c: grosso modo in quello stesso tempo, più o meno, la forza del mare sommergeva la città-isola di Ys sulla Manica presso l’estremità della costa della Bretagna . Ma forse si tratta di una leggenda… Della città partica di Nisa distante una quindicina di chilometri dal centro di Ashgabat, capitale del Turkmenistan sappiamo che si trovava sulla riva destra dell’Indo e fu la prima capitale della dinastia Arsacide in India. Elice, città del Peloponneso, era sita nel golfo di Corinto Ma “se tu cercassi in Acaia le città di Elice e Buri, le troveresti sott’acqua: i marinai sono soliti ancora indicare il luogo ove sono state travolte e giacciono con le loro mura sommerse (Ovidio, Metamorfosi (L.XV) oggi non più localizzabili. Sono ignote le cause per cui la città di Atarneo, nella Misia, 30 km ad ovest di Pergamo fu abbandonata dagli abitanti, ne parlò Erodoto nel L.I, 160; Ecateo di Mileto, autore di una Periegesi fu il primo a dare sistematicità alle conoscenze geografiche nel V sec.A.C. E un altro Ecateo (di Abdera) aveva descritto la nascita del regno egizio e di Sais i cui coloni contribuirono alla fondazione di Atene, mentre Aristea di Proconneso, per primo parla dei luoghi in cui abitavano gli Iperborei. Al confine settentrionale del mondo conosciuto i loro villaggi erano collocati in una grande isola del Nord, ed Erodoto citava alcuni passi del suo poema, ora perduto, che narrava di queste comunità, degli Arimaspi monocoli ed altri popoli selvaggi. Più vicino a noi, della fondazione della città pelasgica di Spina veniano edotti da Dionigi di Alicarnasso, poiché di essa oggi nulla resta se non 4mila tombe. I resti dell’antica Epidauro nell’Illirico, distrutta dagli Avari nel 615 furono ritrovati solo dopo una mareggiata nel 1955. Di Adria sappiamo che fino al VI sec a.C, aveva fama di porto commerciale dove affluivano prodotti e oggetti etruschi, dove attraccavano navi greche e fenicie (per i greci la città era stata fondata dall’eroe Diomede) e che dalla sua importanza qualcuno aveva cominciato a chiamare “di Adria”le acque di quella parte del Mediterraneo; “quella”Adria oggi non esiste piu’. Importante porto in quel tempo in Italia era però Sibari, nel golfo di Taranto, fino a quando essa non fu distrutta da uno spaventoso terremoto nel 551 a.C. Poseidonia(Paestum) fu fondata inoltre da coloni achei di Sibari come centro commerciale marittimo agli inizi del VI sec. a.C., e fu centro di fabbricazione di una ottima ceramica. Fu distrutta dai Saraceni nell’877 d. C. Pompei, Stabia, Ercolano, Oplontis furono distrutte dall’eruzione del Vesuvio il 24 agosto del 79 d.C. e sepolte sotto la cenere e i lapilli. 

Rungholt, città della Frisia edificata forse in epoca romana fu completamente distrutta dalle onde di una tempesta che si abbatté sulla costa del Mare del Nord tra il 15 e il 16 gennaio 1362.Angkor in Cambogia a partire dal IX secolo ospitò la capitale dell’Impero Khmer, di cui fu il centro religioso e politico. Grande Zimbabwe è il nome attribuito alle rovine di un’antica città dell’Africa meridionale, situata nell’odierno stato dello Zimbabwe, risalenti all’XI secolo.. Di poco più recenti sembrano essere le rovine di Nan Madol  nella Micronesia, la più grande struttura ancora in piedi, eretta forse nel 1200 d.C. è il Nan Douwas, le cui mura perimetrali si innalzano per 8 m e gli edifici interni contengono cripte funerarie che testimoniano di un’antica, o più città, situate lungo la costa orientale dell’isola di Ponape. Il Kalasasya, una poderosa cinta muraria,si trova invece nelle Ande Boliviane ed è quanto resta di un un antico complesso urbano nei pressi di Thiuanaco, sulle Ande risale al IX sec. d.C. Il Macchu Picchu è una fortezza inca che sorge sulle Ande peruviane, a un’altitudine elevata, sopra la valle del fiume Urubamba. Fu costruita nel XV secolo e successivamente abbandonata.. 

Geografi

Ecateo di Mileto può essere considerato l’iniziatore della narrazione geografica dell’antica Grecia in quanto necessaria alle esigenze commerciali, colonizzatrici, mercantili, fondative di una comunità più vasta che i posteri avrebbero ricordato come “Magna Grecia..La Periegèsi (il “giro” della Terra pubblicata alla fine del VI secolo, in due libri riguardavano l’Europa e l’Asia, descriveva luoghi visitati, dava indicazione delle distanze, citava e descriveva etnografia usi e costumi, in parte ripresi poi da Erodoto, dei popoli che abitavano oltre il Mar Nero. 

Diodoro Siculo vissuto tra il 90 a.C. circa – 27 a.C. circa)  realizza, attingendo a diverse fonti, una etnostoriografia che esamina, anche in dettaglio, usi, costumi, leggende e superstizioni delle popolazioni comprese nell’impero Romano (la Sardegna sarebbe stata colonizzata da Iolao e da Tespiadi, Malta era una colonia fenicia, i Liguri e i Tirreni, affini agli Etruschi eran giunti dall’asia Minore, e per risolvere la questione di Pancaia e della sua esistenza, bisognava saper leggere Evemero in modo diverso. 

Pomponio Mela (70 a.C.- 43 d.C.) presenta la sua “Chorographia”con le parole: “orbis situm dicere aggredior, impeditum opus et facundie minime capax”, – mi accingo a parlare della figura del mondo, opera inelegante e non suscettibile di eloquenza, in effetti era un testo tecnico – scientifico, con dati e notizie che poco lasciavano alla fantasia o alle congetture. Ad esempio riguardo alle acque egli asseriva di doversi parlare di quattro oceani: “il primo è quello Atlantico, che cinge l’africa da Occidente, il secondo l’Oceano Britannico, parte dell’Atlantico che bagna il continente europeo da settentrione, difatto il mare di Biscaglia e della Manica, l’Oceano Eoo è l’Oceano Orientale e bagna l’Asia da Oriente; l’Oceano Indico bagna l’Asia da mezzodì, l’Oceano Scitico infine bagna l’Asia da settentrione” e che oggidì si chiama Oceano Glaciale Artico (e che fu esplorato da Parry nel 1819-1820). Le fonti che egli impiegò o a cui si rifece furono Ipparco di Nicea e Cornelio Nepote, i suoi lavori furono ripresi da Plinio Seniore. 

Lucio Anneo Floro, vissuto tra il 70 e il 145 d.C. nella sua “Epitome di Storia Romana” non mancava di fornire altre notizie su luoghi e città altrimenti ignoti, la sua vita errabonda gli fornì molto materiale, in quanto nato in una cittadina dell’Africa si spostò in gioventù in Sicilia, poi fu a Creta, nelle Cicladi, a Rodi e in Egitto, un breve periodo lo trascorse in Italia, poi nella Gallia meridionale infine si stabilì in Spagna, a Tarragona. 

Eliano, autore della “Varia Historia”, vissuto nel III secolo d.C sosteneva che Europa-Asia-Africa erano isole circondate dall’Oceano ma che al limite esterno di esso esisteva un altro continente che si chiamava Meropide, i cui abitanti vivrebbero sempre in salute e però sarebbero stati molto bellicosi e ostili, avevano grandi città, le più famose erano Machimos ed Eusebes. 

Lucio Ampelio, suo contemporaneo, sosteneva nel “Liber Memorialis”, niente più che un manualetto, che il globo terrestre, che sta sotto il cielo, si divideva in quattro macro-regioni abitate, la prima era quella del mondo greco romano, la seconda era quella degli Antictoni, la terza e la quarta stavano in opposizione e i loro abitanti si chiamavano Antipodi. 

Caio Giulo Solino visse a Roma tra il sec. 3º-4º d. C., realizzò un compendio di Geografia (Collectanea rerum memorabilium) attingendo a Plinio seniore e a Pomponio Mela, ma raccogliendo ed aggiornando alcune informazioni sull’etnografia e gli usi e costumi ed i vari popoli che componevano il mosaico multietnico dell’Impero, introdusse quegli elementi di conoscenza che riguardavano le vie e la ramificazione del sistema stradale romano, inconsapevolmente produsse i prototipi della cartografia stradale che poi si sarebbero concretizzati con la Tabula Peutingeriana. Forse furono alcuni suoi allievi a produrre l’Itinerarium Provinciarum, l’Itinerarium maritimum, con le distanze delle città marittime, dei porti, delle isole, etc. Ed infine l’Itinerarium Hierosoliymitanum nell’anno 333 d.C, un baedeker ante litteram,dava tutte le indicazioni di viaggio da Burdigala (Bordeaux) a Gerusalemme e da Gerusalemme a Mediolanum attraverso Roma.

Marino Calcinari

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