Uniamo le lotte, fermiamo il riarmo

Milioni di persone in tutta Europa sono in piazza e chiedono diritti e giustizia sociale: dalla Spagna, dove si protesta contro il caro affitti e per il diritto alla casa, alla Francia, dove studenti e lavoratori si mobilitano per la scuola pubblica e contro i tagli.
E invece l’Unione Europea si appresta a quintuplicare le spese militari nel suo prossimo bilancio pluriennale,
mentre con i cosiddetti decreti “semplificazione” esclude le fabbriche di armamenti dai vincoli sociali, contrattuali e ambientali.
Intanto in Italia il Governo si prepara a indebitare il paese per 16 milioni di euro per le armi e per l’energia per la guerra e per pagare i costi della guerra.
E con il SAFE, il piano europeo di prestiti per il riarmo, contrarremo altri debiti di guerra.

Non staremo a guardare. Uniamo le lotte.

Ci impegniamo a fare il possibile per:

  • Saldare l’opposizione alla guerra e al riarmo alle mobilitazioni sociali
    per la casa, il lavoro, il costo dell’energia, il costo della vita, il salario, la salute, il clima.
  • Saldare la dimensione nazionale della lotta a quella europea,
    perché le scelte europee ricadono sulle nostre vite e richiedono una risposta comune.
  • Saldare la mobilitazione europea e nazionale a quella locale,
    perché sono le persone e le comunità locali che pagano i prezzi di queste politiche.

E chiamiamo tutti e tutte – convergenze, reti, organizzazioni e spazi sociali,
sindacati, coordinamenti e gruppi locali – a costruire, in ogni angolo d’Italia

Una mobilitazione convergente e coordinata intorno al 20 novembre

Giornata europea di sciopero e azione giovanile e studentesca “Per il nostro futuro, non per le loro guerre”
Lo sciopero si intreccerà con le iniziative dei movimenti e dei sindacati nelle giornate di mobilitazione promosse da Stop Rearm Europe:  Stato sociale, non stato di guerra”.
Gli studenti sciopereranno in diversi paesi fra cui l’Italia, la Germania, il Portogallo,  il Regno Unito, e altri si stanno aggiungendo. In molti paesi ci saranno azioni e mobilitazioni di movimento e sindacali.

Facciamo crescere questa mobilitazione anche in Italia. Sosteniamo e diffondiamo lo sciopero del 20 novembre, organizziamo assemblee, presìdi e azioni nei territori, coinvolgiamo chi si batte ogni giorno per i diritti e la giustizia sociale.
“Per il nostro futuro, non per le loro guerre”
“Stato sociale, non stato di guerra”
“Fuori l’Italia dalla guerra, fuori i nostri territori dalla guerra”

Fermare le guerre. Iniziativa diplomatica subito
Fermare il genocidio. Fermare Israele.
Fermare il riarmo. No ai debiti di guerra
No agli aumenti delle spese militari nel bilancio nazionale ed europeo
Tutte le risorse per la giustizia sociale e climatica

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