Terra: di cosa parla il nostro programma?

La lista TERRA è l’unica lista ambientalista che si presenta alle elezioni regionali in Campania.
Essere una lista ambientalista non significa avere qualche punto green di facciata. Significa credere fino in fondo che oggi intervenire sull’imminente disastro eco-climatico è la sfida decisiva che, non come candidati, ma come esseri umani  siamo chiamati ad affrontare. 
Per questo nel nostro programma non c’è un punto “ambiente”: il mondo in cui viviamo non è un tema tra gli altri da lista della spesa o da spot elettorale, ma invece il perno attorno al quale abbiamo ritenuto di organizzare le nostre proposte. Proposte che possono partire dalla Campania perché è a partire dalla propria casa che ognuno deve fare un pezzo di lavoro per garantire la sopravvivenza della biosfera alle future generazioni. Ecco, in breve, alcune delle priorità che ci siamo dati:

  • Salute. Ben prima della pandemia, le donne e gli uomini della Campania erano vittima di una strage silenziosa. Pretendiamo verità e giustizia per tutti coloro che si sono ammalati in terra dei fuochi; pretendiamo investimenti in prevenzione primaria (messa in sicurezza, bonifiche, tutela del territorio) e secondaria (sanità pubblica, gratuita e realmente accessibile a tutti).
  • Rifiuti. Il tempo delle discariche e degli inceneritori è finito. Abbiamo bisogno di un ciclo chiuso dei rifiuti, basato su impianti di  riciclaggio e compostaggio  pubblici, piccoli, distribuiti e controllati dai cittadini; abbiamo bisogno di monitorare i territorio e in particolare i siti da bonificare e gli impianti inquinanti. Soprattutto, dobbiamo impegnarci in una lotta senza quartiere contro le ecomafie e contro tutti i poteri politici e imprenditoriali che ne hanno garantito i profitti criminali.
  • Cambiamento climatico. Il ‘favor naturae’ – ossia il riconoscimento dei diritti della natura – è al centro della rivoluzione amministrativa che abbiamo in mente. Ciò significa puntare sullo sviluppo sostenibile, sull’autonomia energetica, ma soprattutto significa impegnare concretamente la Regione a fare la propria parte nella definizione di strategie di contenimento del surriscaldamento globale.
  • Lavoro. Bisogna farla finita con l’idea che bisogna scegliere tra diritto alla salute e diritto al lavoro; è necessario ripensare la produzione e lo spostamento di merci perché non sia più prodotto ciò che non può essere riciclato; bisogna istituire un reddito di esistenza, sganciato dalla prestazione lavorativa, che consenta a tutti di sottrarsi a condizioni di lavoro usuranti, tossiche o degradanti.
  • Bonifiche. Abbiamo bisogno di uno screening completo del territorio che individui possibili contaminazioni in tutte le matrici ambientali per poi partire con un efficace piano di bonifiche e messa in sicurezza. La campania ripartirà in termini ambientali ed economico dalla tutela del territorio e dalla valorizzazione delle sue potenzialità.
  • Riforestazione urbana e suburbana. Gli alberi sono la macchina più potente che abbiamo oggi per combattere il riscaldamento globale. Dobbiamo gestire meglio quelli che abbiamo che sono una ricchezza e piantarne almeno 60 milioni nei prossimi 2/3 anni. Anche nelle città, creando ”corridoi verdi” che rimboschino le periferie e le aree degradate, con  ”boschi urbani’, utili a mitigare l’inquinamento e assorbire co2.
  • ENERGIA. La consapevolezza che il modo in cui viviamo lascia un’impronta sul mondo e sulla vita altrui è il primo passo. Dal punto di vista energetico, ciò significa rendersi conto della finitezza di alcune risorse e del loro impatto inquinante: puntare sul rinnovabile, sul decentramento energetico, sul recupero e sulla gestione dei residui con il minor danno possibile sono impegni non rimandabili.
  • Consumo di suolo e abitare sociale. Data la già altissima percentuale di edificazione del suolo campano, bisogna favorire la riqualificazione e il reintegro nel patrimonio sociale comune dell’edificato inutilizzato evitando il più possibile ulteriori nuove edificazioni. Questo significa ammodernare il nostro patrimonio architettonico per renderlo sia ecologicamente sostenibile evitando sprechi energetici sia adeguato alle nuove di forme di vita sociale. La casa, e più in generale il paesaggio antropico, è un diritto di tutte e tutti e la sua fruizione va garantita ai più elevati livelli qualitativi che la ricerca in merito permette.
  • Animali. Crediamo che sia giunto il momento di dare piena applicazione  al riconoscimento degli animali come esseri senzienti, integrando questo principio nelle norme europee. Vogliamo dare applicazione alla normativa Stop Vivisection , sostituendo la normativa europea vigente.Rivedere totalmente i sistemi attuali di allevamento intensivo oggi totalmente anacronistici sia come impronta ecologica che sul trattamento animale.
  • Cultura e Ricerca. Bisogna valorizzare finalmente le risorse paesaggistiche, storiche e culturali del nostro territorio. Ciò non significa alimentare un’idea malata e inquinante di sfruttamento di un patrimonio che l’intero mondo invidia: significa consentire alle tante intelligenze della nostra terra di poter restare, fare ricerca e divulgazione, invece di dover emigrare per trovare lavori qualificanti. La ricerca, poi, deve ritrovare la sua funzione sociale ed essere a disposizione del benessere delle comunità e non degli interessi privati che provano ad indirizzare la libera circolazione dei saperi.

Qui il video dell’assemblea pubblica di Terra sulle Regionali in Campania 2020: bilancio e prospettive

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