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Solidarietà attiva: una pratica contro la logica di guerra

di Nicoletta
Pirotta

L’organizzazione femminista polacca “The Polish Women’s Strike”, quella che ha saputo portare in piazza centinaia di migliaia di persone in difesa della legge sull’aborto che il governo polacco voleva ulteriormente peggiorare, ha lanciato un SOS internazionale.
L’organizzazione femminista è attivamente impegnata a sostenere, dopo l’aggressione russa, le persone in fuga dall’Ucraina (il loro numero ha già superato i 2 milioni di persone).
Lo Stato non le aiuta perchè in Polonia tutti gli aiuti economici spettano a gruppi civici auto-organizzati, a ONG e istituzioni locali. E le Women’s Strike non rientrano in nessuna di queste categorie.
Le femministe del “Women’s Strike” stanno facendo tutto quello che possono in un Paese, fra l’altro, nel quale il governo non brilla di certo per il rispetto dei diritti umani.
Lo fanno perché sono consapevoli che di fronte alla barbarie della guerra ed alle vite spezzate di chi da essa fugge non si può stare a guardare ma serve agire con cura e in solidarietà. Ed in fretta.
Le loro risorse però sono esigue anche perchè quello che stanno facendo è una vera e propria sfida che mai hanno dovuto affrontare nella storia della loro organizzazione.
Per questo hanno chiesto aiuto a tutte le femministe con cui hanno costruito relazioni politiche.

In Italia per dare loro una risposta concreta, come gruppo Femm della Società della Cura, abbiamo scritto un appello e lanciato una sottoscrizione per raccogliere fondi che possano sostenere concretamente le azioni che le femministe stanno compiendo in Polonia.
Tali fondi serviranno ad acquistare materiale sanitario e saranno destinati a tutte le profughe/i senza alcuna distinzione di provenienza o di colore della pelle.

La Casa delle Donne di Torino ha messo a disposizione un numero di IBAN sul quale poter versare, indicando come causaleErogazione liberale a favore profughe/i ucraini in Polonia”.
Il numero di IBAN va richiesto scrivendo una mail a questo indirizzo: casadonnetorino@gmail.com.
Attraverso questa mail si può anche aderire all’appello.

Invito tutte e tutti coloro che leggeranno queste righe a dare una mano alle compagne polacche.
Poichè la raccolta riveste carattere d’urgenza, vista la drammaticità della situazione, i versamenti vanno effettuati entro il 10 aprile.

Credo che questa forma di solidarietà benché piccola, sia una risposta concreta alle logiche di guerra che ci pervadono e ci sovrastano.
Provando a fare tutto ciò che è in nostro potere per opporsi alla guerra e dimostrare concretamente che esiste un altro modo di stare al mondo.

Nicoletta Pirotta

Ecco il testo dell’appello e le adesioni sin qui giunte:

Le compagne Polacche di Women’s strike che da anni si battono per i diritti delle donne e la democrazia nel loro paese (qualcuna ricorderà Marta Lempart al nostro convegno di ottobre) ci hanno chiesto con urgenza un sostegno ad il loro attuale lavoro di assistenza e solidarietà a profughi/e da Ucraina. Lavoro tutto volontario senza alcun aiuto istituzionale.

Come gruppo femmsdc abbiamo accolto questa richiesta lanciando una sottoscrizione.

L’IBAN a cui fare riferimento è intestato a La Casa delle donne di Torino che gentilmente lo mette a disposizione.

Indicare nella causale: Erogazione liberale a favore profughe/i ucraini in Polonia.

Per averlo e lasciare il vostro nome, se sottoscrivete, rivolgetevi a casadonnetorino@gmail.com.

In accordo con Women’s Strike i fondi da noi raccolti dovranno essere destinati esclusivamente a materiali medici e interessare tutte le profughe/i senza alcuna distinzione (origine o altro).

Vi preghiamo di agire più rapidamente possibile. La situazione richiede la massima urgenza!

Firme finora pervenute:

Alessandra Mecozzi, Nicoletta Pirotta, Maria Grazia Ruggerini, Maria Brighi, Paula Beatriz Amadio, Giuliana Beltrame, Floriana Lipparini, Ada Donno, Gianna Tangolo, Giovanna Cuminatto, Carla Quaglino, Francesca Koch, Barbara Piccininni, Nora Haydee Rodriguez, Gabriella Rossetti, Anita Giurato, Nicoletta Gini, Ylenia DaValle, Imma Barbarossa, Silvana Cesani., Barbara Pettine, Enrica Anselmi, Jessica Ferrero, Patrizia Celotto, Margherita Granero, Annamaria Gallivanone, Casa delle donne di Lecce, Simona Bonsignori, Silvia Cortesi, Tania Toffanin.

femminismo, Polonia
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