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Perché Socrate

di Consuelo
Locati

“Ma perchè dare al sole,
Perchè reggere in vita
Chi poi di quella consolar convenga?
Se la vita è sventura,
Perchè da noi si dura?”

Mi piace iniziare la riflessione che vado a condividere con voi con un verso estrapolato da un canto di Leopardi, “Canto notturno di un pastore errante nell’Asia”.

E mi piace perché la risposta è nell’hashtag #sereni coniato dai familiari delle vittime Covid -19  uniti nella causa civile che orgogliosamente rappresento insieme ai miei colleghi, Luca Berni, Alessandro Pedone, Giovanni Benedetto e Piero Pasini.

Un hashtag moderno del manifesto di Socrate, “vado intorno facendo nient’altro che cercare di persuadere voi, e più giovani e più vecchi, che non dei corpi dovete prendervi cura, né delle ricchezze né di alcun’altra cosa prima e con maggiore impegno che dell’anima, in modo che diventi buona il più possibile, sostenendo che la virtù non nasce dalle ricchezze, ma che dalla virtù stessa nascono le ricchezze e tutti gli altri beni per gli uomini, in privato e in pubblico” (Platone “Apologia di Socrate”, in Tutte le Opere, Bompiani, 2000).

La risposta, questa, alla domanda che Leopardi rivolgeva alla Luna, perchè noi siamo anima e il nostro compito è far emergere l’anima stessa, delle persone e delle cose, affinché dalla tragedia e dalla bruttura fiorisca il fiore di loto, una nuova realtà, una nuova società, un nuovo ordine delle cose, giusto, pulito, un dialogo tra cittadini e politica, un connubio indispensabile in una società che possa essere degnamente definita civile.

Ecco perché dell’azione giudiziaria, ecco perché della ricerca della verità, ecco perché della ricerca delle risposte all’uccisione di migliaia di corpi la cui anima, tuttavia, continua a vivere con forza in ciascuna delle persone che noi rappresentiamo e che stanno combattendo insieme a noi questa guerra sociale, tesa a fare emergere quello che le istituzioni vorrebbero tenere nascosto come la polvere sotto il tappeto.

Chiedi alla polvere, il titolo di un meraviglioso film che ho rivisto qualche giorno fa, perché la polvere ha le risposte, la polvere è già lei stessa la risposta.

Sabato 31 luglio 2021 davanti al comune di Bergamo tanti discepoli di Socrate si sono ritrovati in una manifestazione pacifica, una delle più pacifiche come non si vedevano da anni (così è stata definita da alcuni media), familiari che hanno chiesto nel silenzio, un silenzio che grida più di migliaia di slogan nei megafoni, nella compostezza e nella dignità, che le Istituzioni abbiano la decenza di volgere lo sguardo verso di loro, aprendo i padiglioni auricolari delle stanze nobili per ascoltare le loro richieste, la loro richiesta: che dicano cosa è successo, che dicano quali scelte hanno fatto, che dicano quali errori hanno eventualmente commesso, che dicano perché non hanno chiuso un ospedale infetto, che dicano perché non hanno chiuso una valle, che riflettano sulle conseguenze che la decisione di non chiudere una valle, casualmente “un polmone economico dell’Italia” per usare le parole del dott. Miozzo in un’intervista di settembre 2020, ha avuto sull’intera nazione.

Ammettere errori e responsabilità, se ci sono state, è indice di intellighenzia e di civiltà e prima ancora di rispetto per i cittadini vivi e per quei “corpi accatastati cui è stata negata la dignità anche della sepoltura”, quella dignità che ancora continua ad essere loro negata ma che la compostezza dei manifestanti di sabato ha gridato prepotentemente nel silenzio, facendola rimbalzare nelle immagini dei media e della carta stampata.

La sordità e la cecità istituzionale, la mancanza di rispetto verso i cittadini, è stata nel contraltare della commissione di inchiesta parlamentare, l’unica ad essere stata approvata e che coinvolge la commissione affari esteri e comunitari (III) e affari sociali (XII),  riunite, che il 15 luglio 2021 “hanno deliberato di riferire favorevolmente sulla proposta di inchiesta parlamentare (Atti Parlamentari – Camera dei Deputati doc. Doc. XXII  n. 42-A).

Una commissione che nasceva nel testo originario quale  “Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dello scoppio della pandemia di Sars-CoV2 e sulla congruità delle misure adottate dagli Stati e dall’Organizzazione mondiale della sanità per evitarne la propagazione nel mondo”, ma che veniva trasformata, in conseguenza di due emendamenti proposti da due parlamentari bergamaschi ed approvati in gran silenzio in data 08 luglio 2021, lo stesso giorno della prima udienza dei familiari delle vittime avanti il Tribunale di Roma, in una “una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dello scoppio della pandemia di Covid-19 e sulla congruità delle misure adottate dagli stati di origine del virus Sars-CoV-2 per evitarne la propagazione nel mondo”, limitandone comunque l’indagine, secondo quanto previsto all’art. 1 del testo della proposta, al “periodo antecedente alla dichiarazione di emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale da parte dell'[OMS] avvenuta il 30 gennaio 2020”.

Modifiche e limitazioni, che hanno ottenuto il parere favorevole della I commissione permanente (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, peraltro parte nella causa civile n.d.r.), della II commissione permanente (Giustizia) e della V commissione permanente (Bilancio, Tesoro e Programmazione).

Degna risposta dignitosa ai cittadini, tutti i cittadini italiani, che hanno dato fiducia nel segreto delle urne a chi queste istituzioni rappresenta.

Degna risposta dei rappresentati parlamentari di Bergamo (oltretutto di opposte ideologie politiche) ai cittadini bergamaschi, che più di tutti hanno pagato sulla propria pelle le conseguenze letali delle mancate scelte e delle scelte presumibilmente errate e/o inidonee e/o in violazioni di leggi e trattati interazionali.

Mi ricorda un passo de “I promessi Sposi” del Manzoni, che riporto “l’uomo che vuole offendere, o che teme, ogni momento, di essere offeso, cerca naturalmente alleati e compagni. Quindi era, in que’ tempi, portata al massimo la tendenza degl’individui a tenersi collegati in classi, a formarne delle nuove e a procurare ognuno la maggior potenza di quella a cui apparteneva” e ciò a suon di  leggi che “diluviavano”, di “procedure, di delitti enumerati e particolareggiati con minuta prolissità”, (Capitolo I . 325-410) quelle “grida” antesignane dei nostri DPCM.

Il vaso di Pandora è scoperchiato.

E nessuno ci può fermare perché noi, familiari, legali insieme a grandi consulenti coraggiosi e competenti, fedeli al principio socratico riteniamo che una legge vive nella misura in cui viene rispettata e muore nella misura in cui viene trasgredita, e così la Patria: “se risponderai all’ingiustizia con l’ingiustizia e ricambiando il male con il male, trasgredendo gli accordi ed i patti che avevi contratto con noi [parlano le Leggi n.d.r.] e facendo del male a chi meno dovresti: a te stesso, ai tuoi amici, alla Patria [ai nostri figli n.d.r.] e a noi [le Leggi], ebbene noi saremo ostili verso di te finché sarai vivo, e, laggiù, le nostre sorelle, le Leggi dell’Ade, non ti accoglieranno benevolmente, sapendo che, per quanto era in tuo potere, tu hai tentato di distruggere noi” (Platone “Critone”, in Tutte le Opere, Bompiani 2000)

Ognuno risponderà alla propria coscienza, ma prima su questa terra ai propri cittadini, ligi a leggi e regole, morali e razionali, con dignità e rispetto.

Perché Socrate?

Perché Socrate era perfettamente consapevole di essere nel giusto e perché incarna perfettamente il manifesto che ci rappresenta, con coraggio, dignità e rispetto: #Sereni

 

Poveri meridionali!
Pandemia, conflitto e partecipazione

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