evidenza

Per una pace giusta in Ucraina

La diplomazia può essere un’arte al servizio della pace e della democrazia. Pubblichiamo di seguito l’appello di un gruppo di diplomatici non più in servizio attivo. –

La guerra in Ucraina prodotta dall’aggressione russa sta degenerando verso scenari devastanti, che potrebbero mettere in pericolo la vita di milioni di persone e sfociare in un “inverno nucleare”. A fronte dell’annessione illegale del Donbass e di due altre regioni ucraine, approvata dalla Duma dopo il recente referendum farsa, il governo di Kiev ha firmato un decreto che vieta qualsiasi trattativa con Mosca e ha chiesto ufficialmente l’adesione alla NATO, pur consapevole che la richiesta è irricevibile.
Putin ha già dichiarato che se la sicurezza nazionale russa fosse messa in pericolo dall’avanzata ucraina sostenuta dalla NATO, il ricorso all’arma atomica diverrebbe plausibile, in accordo con la dottrina strategica militare russa. La reazione della NATO, di fronte all’impiego dell’arma nucleare tattica, sarebbe devastante ed esporrebbe la Russia a gravi rappresaglie, che sfocerebbero in uno scontro nucleare simmetrico.

Dopo mesi di guerra e di perdite umane le posizioni di entrambe le parti si sono irrigidite. I falchi russi chiedono un utilizzo della forza senza remore, fino all’uso dell’arma nucleare tattica; ma anche nel campo occidentale molteplici sono le pulsioni per una continuazione del conflitto fino alla resa totale di Mosca.
Un tale scenario apocalittico fa orrore. È necessario per tutte le donne e gli uomini di buona volontà contrastarlo. Le armi devono tacere e cedere il passo alla diplomazia. Neutralità dell’Ucraina e status dei territori contesi sono parti essenziali di una mediazione che possa stabilizzare la regione.

Come diplomatici, abituati da anni di esperienza all’analisi oggettiva delle relazioni internazionali, denunciamo i crimini atroci commessi contro l’umanità. Esprimiamo la nostra solidarietà alle vittime della guerra che ha provocato migliaia di morti e feriti, milioni di profughi e senza tetto, la repressione dei dissidenti e dei coscritti in fuga. Inoltre, ricordiamo che i costi economici causati dalla guerra sono pagati dagli strati sociali più deboli dell’Europa e dell’Africa, in cui stanno crescendo disuguaglianza, povertà e sofferenza di tanti innocenti.
Sentiamo pertanto il dovere di rivolgere un appello al governo italiano affinché si faccia promotore in sede europea di una forte iniziativa diplomatica mirante all’immediato cessate il fuoco e all’avvio di negoziati tra le parti. Italia, Francia e Germania – a cui si unirebbero auspicabilmente altri Paesi dell’Unione – possono influire, assieme alle Istituzioni europee, sulla strategia della NATO con una postura di fermezza, nell’ambito della solidarietà atlantica, come è accaduto altre volte in passato. Tale iniziativa contribuirebbe altresì al rafforzamento e allo sviluppo di una politica estera e di sicurezza comune: presupposto imprescindibile per la realizzazione di una Unione politica e federale europea.

È vitale delineare una proposta di mediazione credibile che, partendo dagli accordi di Minsk, tracci un percorso per giungere a un negoziato globale guidato dai principi della sicurezza in Europa. Devono essere ribadite le linee ispiratrici della coesistenza e della legalità internazionale: ossia l’inaccettabilità dell’uso della forza per l’acquisizione di territori, l’autodeterminazione dei popoli, la protezione delle minoranze linguistiche europee.

Primo obiettivo è il cessate il fuoco e l’avvio immediato di negoziati tra le parti al fine di pervenire:

  • al simmetrico ritiro delle truppe e delle sanzioni;
  • alla definizione della neutralità dell’Ucraina sotto tutela dell’ONU;
  • allo svolgimento di referendum gestiti da Autorità internazionali nei territori contesi.

La convocazione di una Conferenza sulla Sicurezza in Europa sarà, infine, lo strumento del ritorno allo spirito di Helsinki e alla convivenza pacifica tra i popoli europei.

Roma, 11 ottobre 2022

Maria Assunta ACCILI
Antonio ARMELLINI
Antonio BADINI
Giorgio BARONCELLI
Anna BLEFARI
Mario BOFFO
Mario BOVA
Sergio BUSETTO
Rocco CANGELOSI
Giovanni CARACCIOLO
Torquato CARDILLI
Francesco CARUSO
Paolo CASARDI
Giuseppe CASSINI
Sandro DE BERNARDIN
Enrico DE MAIO
Luca DEL BALZO
Giuseppe DEODATO
Roberto DI LEO
Giovanni DOMINEDO’
Giovanni FERRERO
Patrizio FONDI
Paolo FORESTI
Giovanni GERMANO Elisabetta KELESCIAN
Luigi MACCOTTA
Giorgio MALFATTI
Carlo MARSILI
Roberto MAZZOTTA
Maurizio MELANI
Elio MENZIONE
Laura MIRAKIAN
Enrico NARDI
Claudio PACIFICO
Mario Brando PENSA
Michelangelo PIPAN
Cesare RAGAGLINI
Armando SANGUINI
Alberto SCHEPISI
Riccardo SESSA
Mario SICA
Massimo SPINETTI
Stefano STARACE JANFOLLA
Maurizio TEUCCI
Domenico VECCHIONI

Articolo precedente
24 ore per Assange
Articolo successivo
«La mia voce per Assange»

6 Commenti. Nuovo commento

  • Monica Ardemagni
    12/10/2022 15:36

    Ottima iniziativa. Di fatto finora non si sono fatti sufficienti tentativi per raggiungere un reale compromesso fra le due parti belligeranti. Mi auguro che rappresentanti di altri paesi europei si uniscano all’iniziativa

    Rispondi
  • Mariantonia Miceli
    12/10/2022 20:41

    Bella iniziativa, da portare avanti e implementare. Grazie

    Rispondi
  • Giuseppe Brivio
    13/10/2022 0:44

    Iniziativa di grande interesse. Mi pice il riferimento gli ccordi di Helsinki. Si deve tornare lì. Colgo l’occasione per ricordare la figura di Gorbaciov, da poco scomparso, che aveva una visione federalista, come risulta da un suo messaggio inviato nell’aprile del 1992 al Congresso di Milano dell’Unione Europea dei Federalisti (UEF). Il prezioso documento è pubblicto sull Rivist IL FEDERLIST di Pavia. Oggi la situazione è tragica, ma è l’Europa che deve poter giocare un ruolo autonomo. se vuole avere un ruolo evolutivo nella realtà geopolitica che si va profilando.

    Rispondi
  • Rosaura Michelini
    14/10/2022 11:00

    Finalmente un’iniziativa concreta… spero che l’appello sia accolto e che si proceda al più presto con quanto qui proposto. Grazie!

    Rispondi
  • […] usi alla riservatezza, lancino pubblici messaggi alla politica. Ciò nonostante, nel caso dell’appello sulla guerra in Ucraina, un folto gruppo di diplomatici in pensione, come a suo tempo Sant’Agostino, “non ha potuto […]

    Rispondi
  • […] usi alla riservatezza, lancino pubblici messaggi alla politica. Ciò nonostante, nel caso dell’appello sulla guerra in Ucraina, un folto gruppo di diplomatici in pensione, come a suo tempo Sant’Agostino, “non ha potuto […]

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.